Quantico 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 4 min

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Due perfetti sconosciuti, a seguito di un incontro fortuito su di un aereo di linea, hanno modo di presentarsi l’un l’altro e di raccontarsi la propria vita. Se per caso si notassero dei parallelismi con una serie-zombie che viene ormai portata sui teleschermi da più di dieci anni (Grey’s Anatomy), non ci sarebbe da preoccuparsi: il pilot di Quantico sembra voler raccogliere molti degli elementi tipici delle recenti (e non) creature di Shonda Rhimes. Se l’inizio sembra rievocare il fatidico primo incontro tra Meredith e Derek, il resto dell’episodio richiama molti elementi tipici che caratterizzano le serie create dalla famosa showrunner: lo strumento dell’alternare in maniera costante analessi e prolessi, mentre viene analizzata la puntata, richiama alla mente dello spettatore How To Get Away With Murder ed il suo recente successo di pubblico; la serie in sé sembra voler apparire un crime drama a tema politico, seguendo le orme già tracciate da serie come Homeland oppure, avendo tirato in causa Shonda, Scandal.
Lo sviluppo della trama sfruttando flashback e flashforward è un elemento sicuramente di impatto e accattivante, ma se la storia sviluppata è banalmente presentata da costanti colpi di scena che tali risultano non essere, allora si potrebbe gridare al flop. Alla presentazione del trailer, Quantico si era presentato con tutte le carte in regola per poter essere una grande serie e per poter raccogliere gli elementi tipici e di successo che avevano caratterizzato altre serie più conosciute prima di lei: il tema delle cospirazioni, un drama politico, una grande vastità di personaggi principali (che poi tanto vasta non è) pronti ad essere eliminati come in Harper’s Island, lo strumento della variazione di linea narrativa nel presentare la trama e altro ancora. Ciò che ne è derivato è una serie banale e che compie il semplice ruolo di raccoglitore di elementi portanti di altre serie tv più celebri.
Purtroppo il semplice basarsi su altri successi per ottenerne uno non è mai abbastanza.
La trama ed i colpi di scena risultano talmente tanto telefonati che già a metà episodio si poteva affermare con sicurezza cosa nascondesse Nimah/Raina (Yasmine Al Masri) e come si sarebbe conclusa la spiacevole rivelazione del segreto di Eric. Ma questo non è tutto: anche lo scoppio della bomba, vero nucleo centrale dell’episodio e della serie stessa, sembra portare decisamente da una parte abbastanza delineata, senza lasciare non troppi dubbi al riguardo. Questo però potrebbe variare con il prosieguo della stagione, quindi non ci si può fare troppo affidamento.
Per quanto concerne l’elemento attori e recitazione, c’è da dire che quasi tutti i personaggi sono stati analizzati abbastanza approfonditamente: l’aver introdotto all’interno della trama una ricerca da parte degli stessi protagonisti sui rispettivi passati ha dato modo agli sceneggiatori di presentare l’intero organico e dare una visuale generale, ma abbastanza dettagliata di chi lo spettatore si trova di fronte.
E per i personaggi che non essendo reclute non son stati sottoposti a tale prova, si è deciso di inserire un banale discorso tra i due (il direttore Miranda Shaw e l’agente speciale Liam O’Connor) nel quale poter almeno delineare il carattere e parte del background di ognuno. Parallelamente a ciò, alcuni personaggi non convincono totalmente, ma trattandosi di un pilot ciò viene concesso.
Il personaggio principale, Alex Parrish, è stato affidato all’ex Miss Mondo Priyanka Chopra che dopo aver ottenuto tale carica ha deciso di lanciarsi nel mondo dello spettacolo e della musica: ciò l’ha portata a recitare svariati film nella Hollywood indiana, ma la qualità della recitazione non è sicuramente delle migliori. Anzi, lascia abbastanza a desiderare. D’altra parte, Bollywood potrà sicuramente contare su introiti cinematografici notevolmente maggiori rispetto ad Hollywood, ma la qualità non si compra e sembra trovar più facilmente posto in America.
La sceneggiatura dell’episodio è stata affidata alle abili mani di Joshua Safran, che già si era visto lavorare in serie come Gossip Girl. Non uno nuovo del campo, quindi.
Come già si faceva notare nella recensione della première della seconda stagione di How To Get Away With Murder, qualsiasi serie tv venga ora portata sui teleschermi segue l’ormai imponente moda di inserire personaggi omosessuali o con tendenze sessuali non etero, tanto da far diventare la cosa non più un valore aggiunto bensì un misero e noioso cliché.
Nota a margine: l’intro musicale è Paradise Circus dei Massive Attack, colonna sonora di Luther.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Analisi dettagliata dei personaggi comparsi
  • Storia di ogni singola recluta
  • Colpi di scena molto banali
  • Priyanka Chopra
  • Enorme raccoglitore di elementi caratterizzanti di altre serie tv
La serie non è per nulla noiosa e la visione non risulta pesante, ma viste le premesse e dalla presentazione ci si aspettava molto di più da Quantico. Le prossime puntate potrebbero raddrizzare il tiro, ma almeno per il pilot ciò che ottiene è una bocciatura.
Pilot 1×01 7.14 milioni – 1.9 rating

Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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