Supernatural 11×01 – 11×02 – Out Of The Darkness, Into The Fire – Form And VoidTEMPO DI LETTURA 4 min

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If you’re as bad as they say you are, why haven’t you hurt me?
For the same reason that you’ll never hurt me. We’re bound, Dean. We’ll always be bound.

Come già anticipatovi, per poter scrivere una coscienziosa recensione della nuova premiere di Supernatural era necessario attendere anche il secondo episodio, nonchè seconda parte della premiere, perchè, anche se ufficialmente non viene chiamata così, “Form And Void” è il secondo atto che dà un senso a quanto visto in “Out Of The Darkness, Into The Fire” e, soprattutto, regala un senso di completezza. Esattamente come successo anche l’anno scorso.
Carver fa riprendere la narrazione esattamente da dove era stata lasciata in “Brother’s Keeper“, minuto più o minuto meno, e la cosa è alquanto apprezzabile perchè è una svolta rispetto al classico approccio tenuto negli anni che faceva ripartire la stagione a distanza di settimane o mesi. E la scelta è perfettamente comprensibile visto che la nuova nemesi non è un personaggio con lo stereotipato piano diabolico che per mettere in atto necessita di mesi e mesi di progettazione, The Darkness è un essere antichissimo e, come si viene a scoprire nelle due puntate, sta assaggiando ora i primi istanti della sua vita. Naturale e plausibile è quindi la scelta di ripartire esattamente lì, nel preciso istante in cui Sam l’ha liberata.
Il tentativo di dare una svolta alla serie è palese e necessario per non incorrere in una stanchezza ormai vivida: Sam muore e poi risorge, Dean muore e poi risorge, Sam viene posseduto da un’entità malefica e poi viene liberato sconfiggendola, Dean viene posseduto da un’entità malefica e poi viene liberato sconfiggendola. Insomma il cerchio degli eventi in 10 anni è sempre stato questo più o meno e, premettendo che non ce ne stiamo lamentando, è comprensibile il bisogno fisiologico di un cambio di regime. E sono gli stessi autori a parlare, per bocca della mietitrice Billie:

It’s over.
What’s over?
You and Dean… Dying and coming back again and again. The old death thought it was funny. But now there’s one hard, fast rule in this universe. What lives…dies. So the next time you or your brother bite it, well, you’re not going to heaven… Or hell. One of us – and, Lord, I hope it’s me – we’re gonna make a mistake and toss you out into the Empty. And nothing comes back from that.

The Darkness sembra essere esattamente l’opportunità che si andava cercando e che, idealmente, vorrebbe riportare il tenore della narrazione su un piano più alto e iconico che abbraccia Dio, Lucifero e qualsiasi altra entità superiore. La visione di un Sam/Lucifero torturato (avuta in “Form And Void”) potrebbe essere una reminiscenza ed un collegamento in tal senso.
La potenza narrativa del primo lustro di Supernatural era rappresentata dallo squilibrio di forze contro cui i Winchester combattevano: che speranza hanno due esseri umani di sconfiggere Lucifero e salvare il mondo dall’Apocalisse? Di anno in anno, specialmente nella scellerata gestione targata Sera Gamble, si è visto scemare il tenore degli avversari e con essi anche le aspettative. D’altronde una volta scalato l’Everest affrontare il Monte Bianco o il Cervino non possono regalare le stesse emozioni, è naturale. La scelta di salire di livello va quindi letta in questo senso e, confidando che la visione di Carver sia simile a quella avuta da papà Kripke, non possiamo che esserne felici.
Ovviamente non vengono a mancare le solite dinamiche tra fratelli, in cui i segreti regnano sovrani, ma anche con lo stesso Castiel, sempre più stand-alone. Il tutto però viene accompagnato da svariati scambi di battute che lasciano pensare ad una rinnovata presa di coscienza di Carver e soci, una presa di coscienza che si esprime in un’evoluzione di Sam e Dean che è più che altro un ritorno alle origini: “I unleashed a force on this world that could destroy it… to save you. […] And I’d do it again. In a second, I would do it again. And that is what I’m talking about. This isn’t on you. It is on us. We have to change“. Abbastanza chiaro no?
A far da contorno c’è ovviamente l’immancabile “caccia al Metatron”, l’odio degli angeli verso Castiel e il rapporto odi et amo tra Dean e Crowley, il tutto condito dalla necessità di scandire la nascita di The Darkness Amara e la sua crescita. È chiaramente tutto impostato per uno sviluppo nel lungo periodo (in fin dei conti ci sono 22 episodi da portare a casa anche quest’anno) ed è quindi lecito attendersi vagonate di filler e evoluzioni lente, tuttavia la sensazione che ci sia un clima diverso e più audace è palpabile. Non siamo più di fronte ad un Leviatano o ad un Deanmon, questa volta è diverso. Ce lo auguriamo tutti.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Dialoghi profondi e netti: se ne sentiva la mancanza
  • “What lives… dead”
  • Rappresentazione di The Darkness e la scelta di riprodurla come donna anzichè come uomo
  • Ritorno alle origini?
  • Soliti clichè: segreti, bugie, cose non dette
Undicesimo atto di Supernatural: si respira aria nuova. Siamo tutti estremamente lieti di essere arrivati fino a qua.
Brother’s Keeper 10×23 1.73 milioni – 0.7 rating
Out Of The Darkness, Into The Fire 11×01 1.94 milioni – 0.9 rating
Form And Void 11×02 1.85 milioni – 0.8 rating


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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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