The Last Man On Earth 2×01 – Is There Anybody Out There?TEMPO DI LETTURA 4 min

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Hello? Anybody here? Carol? 
What the hell? Where is everybody? 
Where are you, Carol?

Viviamo tutti in un mondo fatto di menzogne se qualcuno osa definire The Last Man On Earth una comedy. È una grossa, gigantesca, enorme cazzata. The Last Man On Earth è un drama, lo sappiamo noi, lo sapete voi ma non lo sanno tutti gli addetti ai lavori che, per esempio, hanno candidato 4 volte Will Forte e soci all’interno della categoria “Comedy Series” agli ultimi Emmy Awards. D’altronde come è possibile definire “comedy” una serie in cui i momenti di amarezza e solitudine regnano sovrani e le risate sono involontarie e centellinate? Per la serie FOX è più corretto parlare di dramedy.
The Last Man On Earth, fin da subito è stato presentato come un “one-man show”, con Will Forte mattatore sia dentro che fuori dallo schermo, visto che la serie l’ha creata e la produce lui (insieme a tanti altri del Saturday Night Live). Nella sua breve esistenza però si è visto continuamente mutare lo status quo interno dei suoi protagonisti passando da 1 solo character ad addirittura 8, il tutto con una estrema serenità e fluidità della narrazione che ha giovato moltissimo allo show. Di fatto il termine “one-man show” è quindi valso solo per i primi 20 minuti di “Alive In Tucson” e non ci si è mai sentiti a disagio per essere stati traditi beffati dal marketing usato dalla FOX per la sua creatura. Dopo “Screw The Moon” però era d’obbligo cambiare di nuovo l’ecosistema narrativo della serie, sia per la scoperta (solo nostra) che Jason Sudeikis Mike Miller è vivo, sia per l’addio forzato a Tucson.
“Is There Anybody Out There?” è quindi il nuovo inizio che si andava cercando ma, quasi per assurdo perchè chiaramente è una cosa voluta, è un ritorno alle origini, cioè a quel “Alive In Tucson” dove tutto è cominciato. Dalla grandiosità del girovagare agevolmente per le strade di Washington all’interno di un Northrop-Grumman B-2 Spirit si finisce per ritornare a Tucson finendo nel deprimentoio (come il dimenticatoio ma più deprimente) causato dall’abbandono più totale del posto più popolato del mondo. Senza Carol.
Will Forte, coadiuvato dal duo David Noel e John Solomon come penne, si ritrova ad affrontare il più grande incubo di chiunque sia sopravvissuto ad una apocalisse, abbia trovato degli altri superstiti e poi, nel più stupido dei modi, si sia ritrovato di nuovo solo. L’inquietudine e lo straniamento regnano sovrani mentre M.I.A. canta “Aerei di Carta” tra colpi di pistole e casse che ingoiano dollari americani, il tutto mentre noi spettatori ridiamo per il cataclismatico binomio di realtà e musica che riporta la serie sui binari della comedy per qualche istante. È infatti nei momenti di surrealtà che The Last Man On Earth esprime la sua comicità perchè, nella tragicità degli stessi, le gesta infantili di protagonisti adulti suscitano riso. Lo è una Carol che per entrare al supermercato spara per divertimento al vetro, lo è Phil quando gioca con tutti i tasti del velivolo stealth, lo sono entrambi quando cazzeggiano allegramente nella stanza ovale del Presidente degli Stati Uniti d’America. È solo in questi momenti che Will Forte e la sua serie riescono vogliono far ridere, perchè in fin dei conti, lo ripetiamo: The Last Man On Earth è etichettata come comedy ma in realtà è un drama con sfumature di commedia, niente di più e niente di meno. Qui non ci sono risate registrate o battute volgarotte, qui ci sono solo un sopravvissuto ad un’apocalisse e la sua Eva che vivono ogni giornata realizzando cose che tutti noi vorremmo fare se fossimo gli ultimi esemplari di esseri umani al mondo.
“Is There Anybody Out There?” riprende questi temi e li esaspera rendendosi portavoce del malessere generale di Phil e Carol, delle difficoltà costanti che ci possono comunque essere pur essendo gli unici al mondo, il tutto ponendo l’accento sull’importanza dei piccoli gesti che, in un mondo post-apocalittico, possono decretare la solitudine più completa.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • I mean, how many Speedy Pumps can there be?
  • M.I.A. – “Paper Planes” e la scena inerente
  • Giro a Washington con il velivolo stealth
  • Ritorno amaro a Tucson
  • Jason Sudeikis come guest
  • Ritorno alle origini con Carol e Phil separati
  • Utilità delle scene con Sudeikis: nulla

 

Come una trottola impazzita la corsa di The Last Man On Earth sorprende costantemente. Anche l’elemento più razionale e scontato all’improvviso potrebbe venire a mancare e questa è una delle forze motrici dello show e qui, in questa seconda premiere, emerge in tutto il suo splendore.

 

Screw The Moon 1×13 3.46 milioni – 1.4 rating
Is There Anybody Out There? 2×01 3.14 milioni – 1.4 rating

 

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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