You, Me And The Apocalypse 1×01 – Episode OneTEMPO DI LETTURA 6 min

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Il tema dell’Apocalisse è stato analizzato in ogni sua possibile sfaccettatura nelle ultime due decadi, infatti, chiunque negli ultimi anni ha visto, volente o nolente, almeno una produzione il cui focus fosse la fine del mondo. Che sia letterale o idealistica (The Last Man On EarthThe Walking Dead), di fatto si è visto un po’ di tutto ma, se si riflette attentamente, si è sempre messo al primo piano l’Apocalisse come se fosse essa stessa un personaggio. Al contrario, non la si è mai sfruttata adeguatamente come MacGuffin. Ovviamente ci voleva l’estro britannico per dare vita all’ennesima produzione apocalittica, la prima però in cui l’Apocalisse è solo un leitmotiv per approfondire la vita dei protagonisti.
Chi aveva seguito gli Upfronts di NBC dello scorso Maggio si domanderà il perché di questa recensione visto che la serie era prevista in midseason, chi non lo aveva letto invece può redimersi qua o può andare in giro nudo per le strade di King’s Landing a farsi scampanare addosso al ritmo di “Shame”. La risposta a questa legittima domanda viene data dalla partnership tra la stessa NBC e la britannica Sky1 che ha scelto di programmare la serie in anticipo rispetto al Pavone, quindi eccoci qua a recensirla “in anteprima”. Sempre “in anteprima” vi diciamo che ci ha piacevolmente convinto.
Fin da subito la serie, scritta e ideata dal misconosciuto Iain Hollands, si dimostra dotata di quel particolare charme anglosassone che ogni tanto ammalia anche gli americani. Si parte infatti dalla più classica delle abitudini inglesi: un gruppo di persone, apparentemente senza nessun elemento in comune, si ritrovano in una situazione in cui è difficile spiegare le motivazioni che hanno condotto tutti lì in quel momento e in quel preciso istante. No, Misfits non vi è tornato in mente per errore. Partendo da questo incipit la scelta del titolo della serie ha affrontato vari gradi di giudizio passando da un Apocalypse Slough (visto che il nome della cittadina è Slough), poi non considerato per la mancanza di appeal estero internazionale, ad un You, Me And The End Of The World, passando per Apocalypse. Alla fine la scelta finale è stata quindi un mix cosciente dei titoli precedenti.
Gli attori sono per la maggior parte britannici, non dovrete quindi sorprendervi se l’accento non è quello canonico che vi aspettereste da uno show della NBC; poi ovviamente a tener alta la bandiera a stelle e strisce c’è un Rob Lowe in grande spolvero (qui nelle vesti di Padre Jude Sutton) accompagnato da Jenna Fisher e, a sorpresa, ad inframezzare il loro accento americano arriva quello dell’unica attrice italiana dello show: Gaia Scodellaro. Mai sentita nominare? Comprensibile, ve la ricorderete però certamente al termine di “Episode One” sia per il suo italiano che per il suo inglese: è infatti strano da ammettere ma le scene in italiano sono recitate con attori italiani, un lusso mai preso in considerazione ad Hollywood. Uno sforzo che noi nostrani apprezziamo molto, anche se ci si potrebbe domandare come mai in Vaticano parlino tutti solo inglese o perchè la stessa Suora Celine Leonti pensi in inglese. Sciocchezzuole, ma ci sono.
Il pilot si apre con il protagonista narratore della serie, il classico impiegato medio, che guarda il countdown della fine del mondo: decisamente troppo poco tempo rimasto per iniziare una stagione di 10 episodi da 40 minuti ciascuno; è quindi scontato, nell’esatto istante in cui lo si realizza, che c’è bisogno di “guadagnare” tempo riportandoci con la narrazione a pochi giorni prima del Giorno 0, quello in cui era stato dato l’annuncio dell’apocalisse. È infatti con un gigantesco flashback che trasforma la scena iniziale in flashforward che la serie si presenta. La narrazione è spostata esattamente ai giorni antecedenti la caduta del meteorite e si focalizza sui vari personaggi che, come dicevamo, non hanno alcun legame che li lega tra loro: un classico.
Ritroviamo svariati personaggi (anche famosi) sparsi per tutto il globo: in Italia un Rob Lowe in Vaticano che ricopre il ruolo di Devil’s Advocate, ovvero colui che deve smentire i miracoli e limitare il numero di santi (“When they want to make someone a saint, they have to prove that they led a good life and that there are two miracles that can be attributed to them since they died. My job is to prove that they felt up kids and parked in the handicap spaces, and that the two miracles are bullshit. It’s basically quality control. And it’s worked very well for 400 years, until old JP II abolished the office in the ’80s, and then what do you think happened? We have canonised more people in the past five years than in the entire 19th century. So, they have reinstated the office and here I am…“), è supportato dalla suora italiana napoletana Scodellaro; in UK c’è il protagonista, interpretato da Matthew Baynton, che viene scambiato per un cyber terrorista e viene coadiuvato dalla madre, la Pauline Quirke che non potrete non ricordarvi da Broadchurch, e dal coinquilino decisamente più estroverso; in US invece c’è il resto dei protagonisti capitanato dalla Jenna Fisher che i più ricorderanno per The Office e dalla 4 volte vincitrice dell’Emmy in Will & Grace Megan Mullally. Un cast più che rispettabile nel suo complesso.
“Episode One” funziona bene come apripista soprattutto perché, come dicevamo, si focalizza sulle vite dei protagonisti rendendo l’arrivo della cometa solo un escamotage per smuovere le acque. Di fatto già dopo alcuni minuti l’interesse per la cometa è praticamente nullo e tutta la nostra attenzione è focalizzata sul gemello sempre interpretato da Baynton e sul carcere in stile Orange Is The New Black. Per certi versi è più comedy You, Me And The Apocalypse che The Last Man On Earth, vuoi per lo humor british o per le battute taglienti che serpeggiano nei 40 minuti. Ecco si potrebbe contestare l’eccessivo minutaggio degli episodi ma per rappresentare degnamente tutti i plot è una scelta che si è resa necessaria e non risulta pesante, almeno nel pilot. Ovviamente gli attori con più carisma emergono prepotentemente durante la puntata ma è un fattore che aiuta la visione e, in genere, si apprezza molto. Niente da dire a riguardo.
Ah, non dimentichiamoci che nella scena iniziale e finale, nel bunker, si vedono solo tre personaggi (e una scimmia). Possibile plot twist in vista quindi per l’Avvocato Del Diavolo e Jenna Fisher?


THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Focus sui personaggi e non sulla fine del mondo
  • Alcuni character, come quello di Rob Lowe, molto intriganti
  • Si parla veramente in italiano!
  • Alcuni elementi sono dei palesi riferimenti ad altre serie, leggasi: omaggi
  • 40 minuti forse sono troppi per qualcuno
  • Alcuni elementi sono dei palesi riferimenti ad altre serie
Piacevole, fresco e british. Un nuovo modo per spendere i vostri ultimi 40 minuti prima della fine del mondo.
Episode One 1×01 ND milioni – ND rating

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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