Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. 3×08 – Many Heads, One TaleTEMPO DI LETTURA 9 min

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E’ un bel po’ da metabolizzare“. Citare una frase di Grant Ward pronunciata sul finire dell’episodio, è di sicuro un bel modo per iniziare la recensione. Le informazioni, rilasciate in generosa quantità nell’episodio, sono così tante e così rivelatorie, che lo spettatore necessita ben più di qualche minuto per elaborare quanto visto. Ma una volta che l’eccitazione sparisce, che pensiero elabora la testa a mente fredda? La questione è molto più complicata di quanto sembri e necessita di un’analisi da più punti di vista, principalmente, i seguenti: rivisitazione/adattamento delle storie originali a fumetti e scopo/conseguenze del colpo di scena.
Partendo proprio dalla scena madre di “Many Heads, One Tale”, i colpi di scena così estremi rappresentano solitamente un’arma a doppio taglio che pende come spada di Damocle sulla testa del serial, poiché la vera sfida non sta tanto nell’orchestrare la sequenza con la dovuta suspance ed imprevedibilità (che infatti avviene con una angosciante trepidazione, sopratutto nel frangente in cui Simmons gira le carte), quanto poi nel venire a patti con le conseguenze. Insomma, non ci stanno dicendo che in passato Mack e Hunter furono avversari in una gara di rutti, ci stanno aprendo l’armadio degli scheletri e raccontando una storia segretissima, totalmente inedita e che, addirittura, si perde nel tempo. Da sempre abbiamo pensato alle due organizzazioni come agenzie segrete nate in tempi moderni (“moderni” = prima metà del Novecento), ora invece scopriamo che le due possono avere antiche origini e che, in qualche modo, la loro struttura sia riuscita a sopravvivere fino ad oggi, fino a trovare qualcuno come Peggy Carter o Teschio Rosso, disposti a riesumarne (anche a loro stessa insaputa) le spoglie. Questo sviluppo narrativo cambia totalmente le carte in tavola e ci costringe a rivedere le conoscenze riguardo S.H.I.E.L.D. e Hydra, sollevando non solo un polverone ma anche una domanda: questa svolta è stata mossa solo per regalare un momento di genuino e profondo intrattenimento destinato a limitarsi al momento, oppure segnerà l’inizio di una evoluzione di trama?
E’ vero che finora gli showrunner hanno dimostrato un controllo di Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. davvero superlativo, ma quello in cui si stanno avventurando è un sentiero spinoso e pieno di insidie e sarebbe davvero da ingenui non considerare la possibilità che il serial potrebbe non saper gestire uno sviluppo così grande. Del resto, riguardo a fallimenti di questo tipo, c’è un predecessore storico: Alias. La serie tv con cui J.J. Abrams si farà conoscere al grande pubblico (prima della consacrazione con Lost) era un prodotto particolare perché serial spionistico impreziosito con elementi mistico/occulti. Il problema è che, con il proseguire delle stagioni, Abrams e soci palesemente non seppero più dove sbattere la testa con la porzione di trama che riguardava la celeberrima Profezia di Rambaldi, finendo per tirare avanti a colpi di scena che avevano efficacia solo sul momento, ma che non contribuivano minimamente allo sviluppo della storia, che poi (quando c’era bisogno di tirare le fila) andava a concretizzarsi in un improbabile risultato sci-fi. Quindi, non fraintendete le nostre parole, non stiamo condannando negativamente il colpo di scena: prendiamo solo in considerazione che, come successe per Alias, gli sceneggiatori potrebbero perdere il controllo della loro stessa storia, trasformando quindi la rivelazione madre di “Many Heads, One Tale” in un clamoroso Thumbs Down per l’incapacità di saperla sviluppare. Per il suo impatto ed efficacia, ora come ora, è senza ombra di dubbio un Thumbs Up, ma era doveroso buttare un occhio al futuro.
Tuttavia, informiamo i nostri lettori, che Jed Whedon e Maurissa Tancharoen non si stanno inventando nulla: quanto rivelato contemporaneamente da Fitz-Simmon e Gideon Malick, non è farina del loro sacco. Per tutti quelli a digiuno da fumetti Marvel e per tutti quelli che hanno reputato questo plot-twist una “cagata” al pari della Corazzata Kotiomkin (forse perché l’hanno etichettata come “trovata dell’ultim’ora”), sappiate che nei fumetti Marvel Comics esistono delle storie cartacee in cui questa origine antica di S.H.I.E.L.D. e Hydra viene raccontata e che, tramite operazione di retcon, ha saputo incastrarsi con quanto già raccontato al riguardo sulle due organizzazioni dai suoi precedenti scrittori storici. Quindi, la coppia Whedon/Tancharoen e gli altri sceneggiatori dello staff non si stanno tuffando alla cieca con qualcosa che hanno inventato loro di sana pianta. Alle spalle hanno del materiale su cui basarsi e, vista la loro abilità nel rivisitare concetti e rimodellarli affinché possano adattarsi alle esigenze di un certo realismo preteso da una serie tv (come abbiamo già avuto modo di vedere con le diverse motivazioni di Lash), una parte delle preoccupazioni elencate sopra dovrebbe essere parzialmente tamponata: ma solo il futuro potrà dirlo con certezza. Noi, ovviamente, speriamo per il meglio.
Passando ad altro, un vero plauso va a Brett Dalton, il quale è riuscito ad eguagliare Robert Downey Jr. nel creare una simbiosi col suo personaggio: quando l’attore recita la parte di Grant Ward, proprio come Downey sparisce in Tony Stark/Iron Man, Dalton viene inglobato in un buco nero in cui sparisce e da cui esce il suo crudele e carismatico alter-ego seriale. Un lavoro di immedesimazione davvero sublime e che si lascia apprezzare ancora di più, se si pensa anche agli altri attori del cast, i quali hanno lavorato tanto suoi propri personaggi per rendere il loro carattere e la loro psiche più coinvolgente e autentica. E a proposito di coinvolgente ed autentica, sempre più appassionante sta diventando il triangolo amoroso Simmons-Will-Fitz, il quale potrebbe anche non essere rinomato tra le storie d’amore più originali ed innovative di sempre, ma riesce nell’intento principale di ogni soap-opera: quello di catturare e coinvolgere e, grazie anche alla natura del serial Marvel Studios/ABC e le particolari vicissitudini dei due, riesce quanto meno ad essere accattivante senza scadere nei ridicoli stilemi di un Beautiful.
Inoltre, in questa puntata, si è concretamente visto il momento che tutti aspettavamo sin dalla prima: il bacio tra Jemma e Leo. C’è da dire che forse non è come tutti se lo aspettavano, visto che l’apostrofo rosa tra i due è più il risultato della frustrazione e della tensione che scorre velenosa e tagliente nella coppia, che una passionale dimostrazione d’affetto, ma poco importa, era anche ora che i due si spicciassero a scambiarsi le lingue. Ma se una coppia rinsalda il suo legame, per un’altra questo vacilla: per esempio, quella formata da Coulson e Rosalind i quali, in un confronto semplice e diretto, si parlano senza la finzione e le maschere tipiche da spie. Pochi sono i momenti in un telefilm in cui non serve un commento alla scena, perché perfetto così o per paura di rovinarlo con commenti inutili e non necessari. Questo è uno di quei casi: la scena parla decisamente da sola ed è bellissima così, per la naturale schiettezza del momento.
L’unica vera pecca dell’episodio è il personaggio di Lincoln. Non che abbia particolari colpe ma, per essere un series regular spacciato come uno dei principali character della terza stagione, si è fatto vedere decisamente poco e si è reso protagonista di pochissime scene. A che pro, dunque, renderlo uno dei personaggi principali, se non si vede mai? Va bene la scusa della fuga e tutto il resto, ma sarebbe ora di mettere a frutto il potenziale del personaggio. Confidiamo che questa unica sbavatura sia limitrofa solo alla prima parte di stagione, e che da adesso in poi, venga sfaccettato ulteriormente.

L’angolo del Nerd della fumetteria all’angolo

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per la nuova stagione di Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D.? Maccerto che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nella puntata.
  1. Steve Wilson e R. Giyera (l’Inumano che solleva le due pistole col pensiero) sono due personaggi appositamente creati per il serial. 
  2. La serie tv di cui parla Steve Wilson è Mr. Robot.
  3. Coulson si lascia andare ad un piccolo dettaglio sul suo passato, rivelando a Rosalind che venne reclutato dallo S.H.I.E.L.D. ai tempi dell’università, quando studiava Storia e incappò in alcuni collegamenti con l’agenzia di Nick Fury. Il modo in cui si svolge il suo reclutamento ricorda alla lontana quello della protagonista della serie tv Alias, Sydney Bristow: personaggio interpretato da Jennifer Garner reclutato nel mondo dello spionaggio durante il suo corso di laurea in Letteratura Inglese. Poco ma sicuro non è una citazione voluta, ma gli avidi spettatori seriali di vecchia data potrebbero fare un collegamento tra i due. 
  4. Sempre parlando del suo reclutamento, anche il modo in cui Phil entra nello S.H.I.E.L.D. differisce da fumetto a serial. E’ anche vero che la versione cartacea di Phil Coulson è arrivata solo dopo il suo ufficiale debutto cinematografico in “Iron Man” del 2008 e come “premio” per l’affetto che i personaggio hanno dimostrato al personaggio di Clark Gregg, ma gli autori hanno comunque voluto dargli un reclutamento diverso per distaccarsi (almeno parzialmente) dalla versione televisiva. Rispetto al telefilm, il Coulson dei comics, all’epoca già ranger dell’esercito USA, venne reclutato dallo S.H.I.E.L.D. insieme a Marcus Johnson (figlio illegittimo di Fury) dopo aver collaborato per la distruzione dell’organizzazione Leviathan. Come premio per il suo impegno e coraggio, oltre che per il suo organizzatissimo e dettagliato database personale sui supereroi (completo di caratteristiche/debolezze/descrizioni dei poteri), viene accolto nella squadra nell’agenzia. 
  5. Abbiamo la conferma: Gideon Malick è un dei capoccia del Hydra, e anche uno dei tre del Consiglio Mondiale. 
  6. Le storie cartacee citate nella recensione e che raccontano le antiche origini dello S.H.I.E.L.D. sono: le due miniserie di sei numeri “S.H.I.E.L.D.: Architects of Forever” e “S.H.I.E.L.D.: The Human Machine” e l’ultimo volume dei Secret Warriors “Wheels Within Wheels”. 
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • S.H.I.E.L.D. e Hydra nei secoli dei secoli
  • La side-mission di Bobbi & Hunter
  • Grant Ward
  • Il primo bacio tra Fitz & Simmons (era anche ora)
  • Phil Coulson “VS” Rosalind Price
  • Lincoln: ancora presenza vagante e senza scopo preciso

Avrebbe potuto essere un Bless Them All, ma abbiamo voluto riservarci il massimo voto per una ragione “scientifica”. Benché ammaliati dallo spettacolare colpo di scena sulle antiche origini delle agenzie, vogliamo fare come Uatu, osservare lo sviluppo degli eventi e vedere come il serial riuscirà a gestire questa nuova realtà/cambio di status-quo, la quale è una svolta tutt’altro da sottovalutare e da gestire con le pinze. Il plot-twist che ha dominato in maniera indiscussa “Many Heads, One Tale” è indubbiamente riuscito e si classifica come spettacolare e mozzafiato ma, nella serialità, il “cogliere l’attimo”, il “vivere sul momento” sono stati spesso sinonimi di auto-condanne a morte. Superlativo come la puntata e il resto del Thumbs Up, ma ci riserviamo il massimo della votazione quando questo cliffhanger sarà sviluppato a dovere. Abbiamo fiducia in Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. e sappiamo che non ci deluderà, ma in questi casi è sempre meglio andarci coi piedi di piombo.

Chaos Theory 3×07 3.49 milioni – 1.3 rating
Many Heads, One Tale 3×08 3.60 milioni – 1.3 rating

4 Comments

  1. Io forse ho esagerato ma per le rivelazioni che ci hanno dato la puntata ,oltre ad inserirsi tra le migliori della serie , la reputo degna di un Season Finale…
    Non sto a parlare ne dei FitzSimmons(finalmente)ne dei Coulsalind…anzi qui dico solo che Rosalind a questo punto pare sia stata ingannata anche lei da Malick che per sua stessa parola ci stava lavorando da 10 anni …ma la stava tendendo all'oscuro di quest'ultima parte sulla creazione di Inumani da parte dell'HYDRA , e quindi ora vediamo da che parte la metteranno Roz se a collaborare all'interno dello SHIELD(ma vedo dura la convivenza con Daisy e May)oppure ritornerà al governo USA così avremo una sorta di TALBOT 2.0 ossia prima contro Coulson e ora collaboratori come era per stato il Generale(mi pare queso il suo grado fosse)

    La storia dell'HYDRA è una cosa affascinante e mi ha sorpreso molto ed in positivo…mentre Malick raccontava e Simmons girava le carte ero letteralmente a bocca aperta!! Io non ho mai letto i fumetti ma ho trovato uno stralcio su Wikipedia sulle possibili origini dell'HYDRA da cui potrebbero aver preso spunto Jed E Maurissa te lo riporto :

    <> FONTE WIKIPEDIA….

    LA MIA CONSIDERAZIONE è QUESTA
    Forse hanno preso spunto da queste origini credo date dai fumetti ….. L'invasione aliena ha lasciato in dote questo Monolite e la "societa segreta" l'ha comunque preso con se per futuri studi ed utilizzi….. Ecco che gli showrunner l'hanno potuta inserire nella serie ….

    COME AL SOLITO OTTIMA RECENSIONE::: CI SI VEDE TRA DUE SETTIMANE ! 🙂

  2. Visto che va in pausa, magari hanno optato per un Mid-Mid-Season Finale 😀 ! Per la fonte di Wikipedia, purtroppo non si legge Lucca 🙁 Cioè, vediamo tutto bianco

  3. Provo a rimetterlo se non si vede basta mettere HYDRA su WIKIPEDIA nella sezione Storia….. proprio all'inizio!

    << L'antesignana dell'HYDRA è una società segreta originatasi nell'Antico Egitto dopo aver respinto un'invasione aliena e che ha fatto perdere ogni traccia di sè durante il Rinascimento per rimanere nell'ombra fino allo scoppio della seconda guerra mondiale >>

    Non so perchè non me l'abbia incollato! O.o

  4. Adesso si vede, ottimo 🙂 non capisco nemmeno io perché, ma forse Blogger aveva deciso di scioperare ahaha 😀 in ogni caso, posso in via Ufficiosa che quelle da te citate sono le antiche origini di SHIELD/Hydra. In via Ufficiale, non lavorando alla Marvel (mammagari ci lavorassi T.T) non so se poi effettivamente saranno quelle, ma gli indizi sono abbastanza chiari e suggeriscono l'introduzione di questa novità 🙂

    Ottime osservazioni come sempre, Luca 😉

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