Once Upon A Time 5×07 – NimueTEMPO DI LETTURA 4 min

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Se i creatori di Once Upon A Time decidono di presentare, tra i vari strumenti e gadgets magici che si sono susseguiti nel corso delle stagioni, persino il Sacro Graal, allora siamo pur certi di essere arrivati davvero alla frutta.
Il sesto episodio dello show raggiunge una sufficienza molto, ma molto stiracchiata solo grazie all’hype creato dal finale, al colpo di scena e all’assenza di personaggi fastidiosi che avrebbero reso la puntata oltremodo tediosa. Quaranta minuti senza le orrende mimiche facciali di Belle, senza le paturnie da adolescente di Henry e senza il comico accento scozzese di Merida, diventano perle inestimabili da conservare in mezzo al concime telefilmico cui ci ha abituato Once Upon A Time.
“Nimue”, si evince già dal titolo, si focalizza sul personaggio di Merlino, sul suo passato e la sua travagliata storia d’amore con una ragazza di nome Nimue, appunto. Pur apprezzando lo sforzo di Horowitz & Kitsis nello stravolgere e modernizzare grandi figure che hanno caratterizzato la letteratura o l’epica mondiale, non possiamo non storcere il naso di fronte a una gestione abbastanza grezza e rocambolesca della storyline merlinesca. Già dopo i primi minuti in cui il potente mago e un suo compare ignoto vengono catapultati in un luogo indefinito circa 1500 anni fa, la nostra mano si apre involontariamente a palmo e si dirige verso la nostra fronte in un sentito face palm. Come vengono spiegati, dunque. i super poteri di Merlino? Semplicemente facendo apparire dal nulla il Sacro Graal che, oltre a dissetarlo, gli conferisce la scintilla magica. Aspettiamoci nel prossimo episodio Dio in persona ad annunciare a tutti che il figlio di Zelena sarà un nuovo prototipo di Gesù, più moderno e tecnologico. C’è da dire, infatti, che i due autori perdono tempo a spiegarci cose superflue e delle quali sicuramente avremmo fatto volentieri a meno; si concentrano sul passato di Merlino, quando invece noi vorremmo sapere del suo presente e del lasso di tempo passato a Camelot.
Quest’ultima storyline, infatti, viene messa momentaneamente in pausa e relegata solo a qualche scambio di battute tra Merlino e Arthur, rischiando di allentare la curiosità e annoiare il telespettatore. Pur avendo un buon potenziale e una buona base di partenza, temiamo che lo stampo onceiano finisca col rovinare tutto, ancora una volta.
Un pregio della puntata, come avevamo detto a inizio recensione, è il colpo di scena legato proprio alla figura di Nimue: viene così svelata l’identità del primo Dark One e l’attrice Caroline Ford ci convince anche con mantello e pelle squamata. A tal proposito occorre aprire una piccola parentesi: nella recensione di “The Price” avevamo paragonato alcuni elementi di questa quinta stagione di OUAT con la settima di un altro show, che annovera tra i suoi sceneggiatori Jane Espenson, ovvero Buffy The Vampire Slayer. Anche in questo caso possiamo ritrovare delle similitudini che, sebbene siano lampanti solo per i veri fan di BTVS, troviamo doveroso farvi notare. La figura del First Dark One, infatti, rimanda sicuramente alla figura della First Slayer, che ha caratterizzato molte puntate della creatura telefilmica di Whedon. Le due entità appaiono come una sorta di punto zero, dove tutto ha inizio e da dove tutto si è sviluppato.
Viene da chiedersi se Jane Espenson abbia voluto introdurre tali parallelismi in una sorta di tributo al suo ex collega e collaboratore, o se davvero siamo di fronte a un plagio di sè stessi. Ci immaginiamo, infatti, la Espenson, durante la tavola rotonda a inizio serie, che riceve complimenti per la fantasia dei suoi spunti di trama da Horowitz & Kitsis e intanto se la ride sotto i baffi. Come per la First Slayer, anche il First Dark One è, per l’appunto, una figura cruciale nella discesa agli inferi di Emma; la Swan, infatti, sembra ormai pronta ad abbracciare il suo essere malvagia a tutto tondo e spinta da mille voci nella sua testa (tutti i vari Dark One che si sono susseguiti nel corso della storia) forgia una nuova Excalibur, riuscendo a riassemblare il pezzo mancante. Siamo di fronte, dunque, a un tassello davvero importante per la trama orizzontale di questa quinta stagione; da qui in poi Emma potrà scegliere solo due strade: o la perdizione totale, o la redenzione.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Colpo di scena per la figura del First Dark One
  • Caroline Ford abbastanza convincente
  • Hype del finale, in cui i vari Dark One fomentano Emma
  • Belle, Henry e Merida non pervenuti
  • Focalizzazione su elementi inutili
  • La solita dose di nonsense, dal Sacro Graal, alla voce gutturale di Emma, al calcio di Zelena che riesce persino a far svenire Mary Margaret
  • L’arco narrativo di Camelot non si evolve
Episodio partito molto in sordina che riesce a riscattarsi, anche se solo parzialmente, verso il finale. La trama orizzontale viene portata avanti, sebbene con qualche flashback di troppo, e la curiosità per la puntata successiva viene stimolata. Già questo è un grande traguardo. “Nimue”, inoltre, è un chiaro esempio di come lo show possa fare volentieri a meno di personaggi inutili che, non si sa come, vengono ancora segnati come regular e protagonisti principali. Ci vuole tanto a fare due più due? Attendiamo con ansia la nuova doppia puntata che andrà in onda il 15 novembre, tremando già per questa doppia dose di magia.
The Bear And The Bow 5×06 4.83 milioni – 1.5 rating
Nimue 5×07 4.88 milioni – 1.5 rating

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