The Knick 2×07 – Williams And WalkerTEMPO DI LETTURA 4 min

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La rappresentazione in costume non deve per forza presentare una successione di eventi sconvolgenti, come invece avviene in certe forme di narrazione più “dinamiche”. Guardando The Knick, non andiamo certo a ricercare il colpo di scena, la travolgente scena d’azione, il cliffhanger da strapparsi i capelli. Basta l’insieme di disagio continuo, misto ad una fotografia seducente come non mai, a rendere più o meno scorrevole la visione. Che poi non debba neanche risultare scorrevole è un altro discorso. Come un serpente che si morde la coda, il concetto può infatti essere ribaltato. L’interesse maggiore per la descrizione accurata dell’epoca, per i dialoghi, per l’estetica scenica, sono elementi che rendono chiaro l’intento di Soderbergh e soci: quello che si cerca non è puro intrattenimento, come può avvenire per molte altre serie TV.
Alla fine di qualsiasi episodio di The Knick, la nostra soglia dell’attenzione potrebbe addirittura calare, potremmo non aver colto tutti i singoli particolari, proprio per la mancanza di cambi radicali di ritmo. Eppure, dopo averci fatto la bocca e dopo un processo di “digestione”, l’enorme carico di raffinata estetica sedimenta e ci troviamo estasiati a pensare a ciò che abbiamo appena visto.
Benissimo, adesso però tutte queste considerazioni mettiamole da parte. “Williams And Walker”, a dosi minimali, muove diverse pedine, togliendo il ruolo della narrazione da una funzione puramente osservativa, inculcando dinamismo. Le carte iniziano a scoprirsi e tutto l’insieme di sentimenti repressi, di situazioni in divenire, prendono piede, dando vita a potenziali capovolgimenti cui assisteremo negli ultimi tre episodi della stagione.
Ovviamente in cima alla lista di mascalzonate ci mettiamo il simpatico tiro di Gallinger che con una mossa sola ristabilisce il predominio razziale all’interno dell’ospedale. Non sia mai che si stesse andando incontro ad un’apertura mentale troppo elevata. E’ proprio la mossa del rancoroso eugenetista che segna la linea di demarcazione tra le due tipologie di episodi prima descritte. E’ inevitabile pensare che nel prossimo episodio vedremo conseguenze della apparente brutta figura di Edwards, al contrario delle tante azioni dei precedenti episodi che non hanno visto immediati effetti. Il clima grottesco che regna sulla serie, poi, ci fa passare sopra al “cartoonistico” scambio di bottigliette, da parte di Gallinger, in piena sala operatoria di fronte a un’intera platea (che forse fa finta di non vedere).
Un ritorno al passato, per quanto riguarda l’ex-suora Harriet e il barelliere Tom Cleary. Il reparto simpatia della serie giunge ad un punto di non ritorno per cui non si sarebbe potuto non fare il tifo. Sono il fronte progressista che, dopo le tribolazioni legali e di costume che Harriet ha dovuto subire, riprendono il loro lavoro di “obiezione di coscienza” e non solo, verso una libertà sessuale ancora chiusa in schemi animali e dogmatici.
Nel viscidume generale, è la situazione di Cornelia che suscita maggior curiosità. Già verso la fine della scorsa stagione, avevamo potuto fare la piacevole conoscenza del suocero, il quale riesce a passare da potenziale lumacone a ricattatore a tutti gli effetti.
A livello scenico, la sequenza che sicuramente merita il maggior numero di applausi è quella dell’operazione alle due gemelle siamesi viste in “There Are Rules“. Thackery compie la vera e propria presentazione allo spettacolo verso cui tutti stanno per assistere. Una primordiale forma di circo mediatico, con le prime telecamere, i giornalisti che prendono appunti, il personale dell’ospedale. La tensione per l’esito dell’operazione non fa in tempo a manifestarsi, rapiti dalle parole pronunciate con solennità da Clive Owen, che avviene uno stacco. Improvvisamente l’operazione viene mostrata attraverso un primo rudimentale documento video e, da azione in fieri, sulla cui sorte nulla sappiamo, si trasforma in passato. Viviamo anche noi, nel 2015, la sensazione di nuovissima tecnologia di fronte ad un video. Non abbiamo poi né tempo né modo per chiederci quale sia la sorte dell’operazione: l’evento in sé viene messo in secondo piano da un efficacissimo quadro (la proiezione) rappresentante scoperte, credenze, soluzioni, rapporti e conoscenze dell’epoca. Thackery indica uno schermo, spiega un procedimento oramai cristallizzato su pellicola. Inutile dire che l’operazione è riuscita.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Operazione alle siamesi
  • Williams&Walker, il loro umorismo e Thackery che apprezza
  • Cornelia si avvicina alla soluzione del mistero
  • Suocero di Cornelia
  • Sequenza del ballo, con musica elettronica, alternata al gesto di Gallinger
  • Lucy
  • Harriet&Tom
  • Gallinger e la sua avventata mossa di scambio bottigliette di fronte a tantissimi occhi evidentemente distratti
Esistono due categorie di serie difficili da recensire: quelle in cui c’è poco da dire perché gli spunti sono ridotti a zero, quelle di cui c’è poco da dire perché tutti gli spunti sono alla luce del sole, davanti ai nostri occhi, sotto forma di estetica altissima. Indovinate di quale delle due categorie fa parte The Knick.
There Are Rules 2×06 0.19 milioni – ND rating
Williams And Walkier 2×07 ND milioni – ND rating

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica. Gli piace Doctor Who.

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