The Big Bang Theory 9×10 – The Earworm ReverberationTEMPO DI LETTURA 4 min

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Scrivere di The Big Bang Theory non è mai un’impresa semplice. Un po’ per la delusione del recensore nell’assistere al progressivo – quasi agonizzante – tracollo dello show settimana dopo settimana, un po’ per la pressione circa il giudizio inquisitorio del fandom, refrattario al concetto di obiettività, che in parte spinge l’autore a trattenersi nel rigettare sul web parole deprecabili e stravaganti vituperi riguardanti celebri figure bibliche e relative associazioni animalesche. Data questa sussiegosa premessa, infarcita di termini altisonanti che avremmo potuto facilmente sostituire con un laconico, ma non per questo meno eloquente, “smadonnare”, passiamo ora all’analisi vera e propria dell’episodio.
A livello narrativo, la puntata si divide in due filoni ben distinti: da una parte la storia del motivetto e successivo ricongiungimento – e che nessuno si azzardi a mostrarsi sorpreso per tale avvenimento, poiché era chiaro come il sole che il cliff-hanger di “The Commitment Determination” fosse una palese trollata trovata per mandare avanti la baracca in vista della nona stagione – dall’altra lo stalking selvaggio di Howard e Raj nei confronti del primo fan dei Footprints on the moon. Storyline, quest’ultima, cominciata con i migliori auspici, per poi essere scaricata nel water a fine episodio, esattamente come il pesciolino rosso a cui avete dimenticato di dare da mangiare per una settimana.
Il lato positivo del ricongiungimento degli “Shemy” sta nel fatto che sia avvenuto a metà della programmazione annuale, scongiurando la terribile minaccia di un tira e molla lungo una stagione. Oltre che essere, in una manciata di occasioni, unica reale fonte di divertimento all’interno dell’episodio. L’esigenza di percorrere nuovi sentieri diegetici ancora inesplorati dovrebbe essere l’obiettivo primario di una serie con nove anni di onorato servizio alle spalle, eppure, appena sembra di scorgere un barlume di speranza in questo fosco abisso di mediocrità, ecco che noia e routine tornano prepotentemente a farla da padrone. Evidentemente contrari all’idea di progresso, gli autori mettono in mostra le loro opinioni anti-illuministiche riproponendoci l’impacciato Dave e la sua ammirazione nei confronti del suo, almeno in teoria, rivale in amore. La ridondanza delle situazioni proposte appare eclatante, facendo apparire l’altissimo pretendente di Amy come un mero espediente comico per far avvicinare i due in un contesto non troppo formale e quindi poco congeniale allo stile dello show. Il risultato è una serie di gag già viste durante il precedente appuntamento tra i due in “The Mystery Date Observation“, e già allora ben poco interessanti.
Persino la coppia d’oro Howard/Raj, unica certezza della serie, perde smalto, naturalmente non per colpa dei due attori, vittime di un comparto autoriale palesemente a corto di idee, neppure in grado di dare una degna conclusione a una storyline che di per sé poteva quantomeno offrire spunti dignitosi.
Insomma, i soliti problemi vengono a galla: staticità e ridondanza narrativa, mancanza di idee da parte degli sceneggiatori, incapacità di rinnovare il repertorio, e perché no, cambiare registro e approcciarsi ad un tipo di comicità differente. Basterebbe tornare alle origini, penserete voi. Purtroppo, però, quando il tuo bacino d’utenza è quasi pari alla popolazione dei Paesi Bassi, diventa davvero difficile trovare il coraggio per rinnovarsi, spaventati dal rischio di poter rovinare quel delicato equilibrio che ha reso The Big Bang Theory un vero e proprio fenomeno mediatico e sociale dei nostri tempi. In altre parole: capiamo la vostra posizione Lorre e Prady, ma ciò non toglie che brucerete ugualmente all’inferno.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • She’s like the dryer sheets of my heart
  • Well, I’ll let you go back to your date”
  • Bella la storyline del facebook fan…
  •  Noia generale e davvero poche risate
  •  Si ricade sempre nella solita routine
  • …ma gestita in maniera pessima la conclusione
The Earworm Reverberation utilizza un espediente più volte utilizzato in contesto cinematografico/televisivo, l’ossessione per un motivetto orecchiabile, per facilitare il telefonato ricongiungimento tra Sheldon ed Amy, confermando inoltre la mediocre qualità di questa nona stagione. L’intero episodio appare avvolto da un alone di prevedibilità tale che nemmeno il bacio più appassionato mostrato finora dalla coppia riesce nell’intento di risollevare lo show dalla paludosa situazione in cui sguazza ormai da tempo. La storyline secondaria inzialmente convince e poi si risolve nell’ennesimo vicolo cieco. Urge un cambiamento ma, dopo nove anni e quindici milioni di spettatori a episodio, forse la formula “squadra vincente non si cambia” sembra essere la scelta privilegiata dagli autori. Nel frattempo diamo a Lorre e Prady un assaggio del loro destino ultraterreno: burn them all!

The Platonic Permutation 9×09 15.19 milioni – 3.8 rating
The Earworm Reverberatione 9×10 15.27 milioni – 3.8 rating

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