The Lady 2×03 – Episodio TreTEMPO DI LETTURA 5 min

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La vera novità di questa stagione di The Lady è la pelle delle donne, molto più coperta rispetto a quella degli uomini: la Del Santo conferma la sua presa di posizione contro la società maschilista che vuole a tutti i costi vedere le tette al grido di #escile il nudo femminile a discapito dell’addominale in bella mostra. La produttricesceneggiatriceregistacostumista Lory non ci sta, e offre un prodotto all’avanguardia dove a spogliarsi è l’animo umano e dove l’indiscussa protagonista è la nostra Lona. La terza puntata si apre con il monologo di quella che possiamo definire l’antitesi della Lady, Zora, una donna che non deve chiedere mai, fiera del suo smoky-eyes, della sua chioma bionda e soprattutto esperta di comunicazione: “sono un wi-fi, trasmetto ai miei devoti il senso del dovere verso concetti e ideologie che io prediligo“. La villain di questa stagione sa come manipolare i suoi uomini muscolosi con sopracciglia da tronista e non ha paura di usarli per eliminare la concorrenza e imporsi nel mondo. Zora una darkettona post punk ma dal risvolto tamarro sprona i suoi seguaci utilizzando l’approccio zen, invitandoli alla meditazione e al rilassamento degli organi genitali dei muscoli del cervello: insomma, un personaggio interessante e intrigante che darà del filo da torcere a Lona.

La Lady, invece, rappresenta, almeno in parte, dolcezza, ingenuità e intelligenza della sua creatrice: Lona, infatti, altri non è che una proiezione della Del Santo, riuscita ad emergere grazie alla sua spontaneità nello showbiz mondiale. Lona, oltre a possedere qualità umane invidiabili, è una grande imprenditrice: la creazione del suo canale televisivo di moda “Fashion Chic And Choc” è un’intuizione geniale e un’evidente critica a tutti quelli che nel mondo reale non hanno un briciolo della classe della Lady e si improvvisano fashion blogger pur avendo il gusto estetico di chi indossa il calzino di spugna con i sandali in piena estate.
Una delle caratteristiche di punta dello show è il largo utilizzo di un linguaggio sofisticato, che onora la lingua italiana e l’Accademia della Crusca: “grandioso, il mio sogno apice!” o “grazie multiple“, sono solo alcuni degli esempi filologicamente più ricercati della puntata, una vera manna per tutti gli appassionati di lingua che si ritroveranno ad ascoltare delle vere e proprie perle.
Ma la vera forza del prodotto è la continua critica sociale, non solo al mondo patinato dello spettacolo dove tutto conta pur di emergere, ma alla vita così dedita al materialismo becero e qualunquista, una vera e propria piaga che tutti, da Chang a Lona, sono costretti ad affrontare.
Da lodare l’interpretazione degli attori: durante la scena dei casting assistiamo a del talento vero, basti ricordare la bella Supernova che mostra la sua versatilità con espressioni facciali degne di un museo delle cere o Lucy Red, novella Lolita, che fa della provocazione sottile e garbata da pornoattrice donna sensuale il suo biglietto da visita. Quest’ultima è il personaggio utilizzato dalla regista per denunciare le starlette che usano il proprio corpo senza avere un talento particolare; l’avvenenza è solo una facciata che nasconde una vita di triste insicurezza, ed è qui che The Lady fa il salto di qualità, non nascondendo dietro millimetri di pizzo la torbida verità.
Anche in questa puntata l’apice dell’emotività è affidato a Maccio Capatonda (che in molti ricorderanno agli albori della sua carriera grazie ad interpretazioni come “L’uomo che usciva la gente“) qui nei panni di Er Dippiù Superballs, ex amante di Lona. Lo spettatore è immediatamente travolto dalla sofferenza di quest’uomo deluso dall’amore, ed è inevitabile empatizzare con lui, con le sue idiosincrasie. Chi non ha visto nebulizzate le proprie certezze almeno una volta nella vita? Er Dippiù è pronto a riprendere in mano la propria esistenza, a eliminare il numero primo (si sa, “la matematica non sarà mai il mio mestiere” cit.) che è The Lady e a reagire davvero. Valore aggiunto al personaggio è l’intensità recitativa di Maccio, che presta il suo volto allo stalker a questo amante amareggiato, ma che sa reagire.
Nella vita non bisogna mai perdere tempo” dice la milfona donna attratta da un giovane ragazzo che, con il suo modo di corteggiarla spregiudicato e disinteressato ai soldi, subito ci fa credere nel loro amore a prima vista. Del resto The Lady vuole insegnare al suo pubblico a cogliere l’attimo, carpendo il vero senso della vita senza cedere alla tentazione di, appunto, perdere tempo guardando, ad esempio, un inutile sequenza di immagini senza alcun filo logico.
Tra un appuntamento ai casting, monologhi interiori e donne che tramano nell’ombra, il terzo episodio si chiude con una spia che vuole carpire tutti i segreti. Della Lady, del mondo, dell’universo? Questo e molto altro è rimandato alla prossima settimana. Non ci resta che attendere Mercolady e scoprire tutta la verità, meglio se corredata da muscoli depilati e silicone a più non posso.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Gli uomini vogliono le top model ma quando devono sposarsi scelgono le racchie
  • Il mio amore per te è consolidato e non erudibile
  • La complessità di Zora
  • La delicatezza di Lona
  • Critiche allo show business e alla società
  • Maccio e il suo personaggio, perno emotivo della puntata
  • Più Chang per tutti!
La complessità dell’universo di The Lady è sbalorditiva e assordante come le campane alle sei di domenica mattina dopo una settimana di pendolarismo Trenord. Siamo solo all’inizio di questa torbida storia, ancora molti interrogativi che non troveranno risposta nelle prossime puntate. Per il resto: “baci, fatalona!

Episodio Due 2×02 ND milioni – ND rating
Episodio Tre 2×03 ND milioni – ND rating

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Filosofa a tempo perso ed educatrice in tempo utile, Rina gironzola con la sua bicicletta tra le viuzze di una cittadina nebbiosa; esperta conoscitrice del lato misterioso dell'animo seriale, non disdegna quello più trash: da Twin Peaks a Gilmore Girls, da Game of Thrones a True Blood, passando per Sherlock e il Dottore. Si mormora non possa fare a meno del cioccolato, della sua raccolta di cd, di tutti i romanzi di Jane Austen e di parecchi film. Ironica, pungente e romanticamente pignola, è inglese nell'animo.

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