The Magicians 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 5 min

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Do some goddamn magic!

SyFy. Fin troppe volte si crea spontaneamente una smorfia di tenerezza nei confronti di canali via cavo che tentano di produrre qualcosa di buono pur avendo budget ristretti. SyFy non è ovviamente il solo, anzi, tuttavia è l’unico canale che si basa sulla creazione di serie originali di carattere fantasy, elemento questo che richiede un uso sconsiderato degli effetti speciali e di conseguenza un budget appropriato per non vedere i pixel mentre una navicella spaziale sfreccia sullo schermo. In termini più generali, spesso è difficile che un prodotto nato da cable network che non siano FX, Showtime, AMC o HBO attiri l’attenzione del pubblico, questo perchè la qualità del prodotto stesso non è all’altezza delle aspettative. Alzi la mano chi, nel momento in cui sentì parlare di Mr. Robot e vide il canale che lo produceva (USA Network), non rimase perplesso circa la bontà della serie, eppure il pregiudizio iniziale si vide cancellato dopo i primi minuti della puntata. Esattamente allo stesso modo, The Magicians si presenta con un curriculum iniziale non molto invogliante: SyFy, Sera Gamble e John McNamara. Paura eh?
Più che dei nomi altisonanti, quelli di Sera Gamble e John McNamara sono degli spauracchi per molti spettatori, la prima per biennio di mediocrità in cui fece vivere i fratelli Winchester, il secondo per l’innumerevole schiera di serie dimenticabili scritte/prodotte nel corso degli anni, non ultimo Aquarius. Eppure, vuoi per le aspettative basse o per la poca considerazione generale, la nuovissima serie di SyFy (andata in onda prima di quanto era stato precedentemente annunciato) è riuscita a sbalordire, nel bene o nel male. Come un trucco di magia ben riuscito potrebbe calamitare l’attenzione della propria platea, allo stesso modo il “Pilot” ha rotto il ghiaccio e presentato bene quanto di buono sembra esserci nella trama. Ma, cosa più importante, è riuscita ad intrattenere. Se state cercando una banale serie stile teen drama condita da blande magie e da una ancor più blanda trama di base, state lontani da The Magicians perché non sembra fare è assolutamente per voi.
The Magicians, come appuntato, non è un banale teen drama con personaggi dotati di poteri magici il cui unico vero scopo è convincere quanto più pubblico femminile a seguire con spasmodico interesse il tutto: è una serie dai forti tratti dark, tenebrosa al punto giusto che tiene ben celati molti assi nella manica. Potremmo passare il resto della recensione a fare paragoni con Harry Potter (già The New York Times parlando del libro originale di Lev Grossman disse a suo tempo “Grossman has written what could crudely be labeled a Harry Potter for adults. He takes the rudiments of that story — an alternate society of magicians bumpily coexists with our own — and injects mature themes.“) ma eviteremo, anche perchè non sarebbe corretto.
La trama può apparire forse un po’ banale dato il costrutto molto semplice che sta alla base ma, date le premesse (e i 3 libri già scritti e pubblicati da Grossman), queste sono soltanto le fondamenta di qualcosa di ben più imponente: un giovane ragazzo viene reclutato (non tramite nessuna lettera, Hogwarts dovrà attendere) e messo sotto esame da un gruppo di misteriosi individui per poter verificare l’esistenza di suoi possibili poteri magici. Fatalità ad essere stata prelevata per tale test c’è anche la sua più grande amica che però purtroppo fallisce ed in seguito le viene cancellata la memoria, ma visto che non è stato utilizzato il neuralizzatore dei MiB il processo non si conclude come sperato e la ragazza riesce ancora a ricordare. Questo è lo starting point dal quale sembrano già potersi delineare due avverse fazioni di maghi nelle quali i due sono già stati suddivisi (una con base all’interno della scuola, l’altra con sede nel vecchio fabbricato che viene inquadrato solo di sfuggita nel finale di puntata).
Il protagonista è il giovane e problematico Quentin Coldwater (interpretato da Jason Ralph, già comparso in Aquarius), un ragazzo molto insicuro, misantropo e forse non completamente conscio degli enormi poteri di cui sembra esser dotato. La sua cara amica, Julia, è interpretata da Stella Maeve (comparsa in Gossip Girl, House ma ultimamente in Chicago P.D.), una ragazza che cerca di mantenere con i piedi ben saldi per terra il suo caro amico Quentin, ma i fatti non sembrano propriamente darle ragione. Jason Ralph più di ogni altro attore riesce a calamitare l’attenzione e ad ammaliare lo spettatore, complice sicuramente anche l’alto minutaggio riservato al personaggio di punta della serie.
Il carattere teen della serie inizia e finisce con la location dei fatti narrati: un college. Tutto qui, perché la trama è decisamente più matura di quanto ci si potrebbe attendere da una serie di fatti concernenti maghi che avvengono in una “scuola”. Si può trovare infiniti collegamenti ad altre serie, film e libri già pubblicati, non stiamo parlando di qualcosa di assolutamente originale ma di una più che buona trasposizione di un libro (The Magicians) dark, urban ma fantascientifico.
Il colpo di scena conclusivo, con l’intrusione di The Beast un losco figuro evocato 12 ore prima (“And I really don’t want to be the guy who dies in the first ten minutes of the movie because he’s like, “You know what? Let’s take out the Ouija board. What could possibly go wrong?“), è un colpo al cuore e lascia con il fiato sospeso. Inermi, gli studenti possono solo osservare il nuovo ed enigmatico personaggio il cui volto è celato da un nutrito sciame di farfalle (il nome Signore delle Mosche non gli si addice, quindi). Toccherà aspettare fino a gennaio per sapere chi è e, più in generale, se la serie saprà decollare in maniera definitiva però questa oretta scarsa di series premiere nel frattempo lascia soddisfatti. Si poteva sicuramente sbagliare molte cose, le premesse ed i precedenti dei due showrunner non erano allettanti ma molti possibili errori sono stati evitati in maniera intelligente. Se una rondine non fa primavera, almeno è un indizio per un possibile buon proseguimento.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Jason Ralph/Quentin
  • Il gruppo di personaggi secondari che già ora affiancano Quentin
  • Il finale di episodio
  • I tratti dark ed oscuri della serie che ammaliano ed attraggono lo spettatore
  • Un po’ troppo banale l’espediente della cicatrice per far sì che Julia ricordi i fatti
  • Coincidenze: quasi troppe
The Magicians si presenta come una serie carica di potenziale che dovrà essere espresso con le puntate a venire. Il finale di episodio lascia con il fiato sospeso e colpisce duramente lo spettatore che altro non può fare se non aspettare e sperare che gli venga concessa una vaga risposta riguardo l’identità dell’oscuro individuo.
Pilot 1×01 0.92 milioni – 0.3 rating

Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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