The X-Files 10×01 – My StruggleTEMPO DI LETTURA 6 min

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Scully:And what has it gotten you? Not your sister. Nothing that you’ve set out for. But you won’t give up, even now. You’ve always said that you want to believe. But believe in what Mulder? If this is the truth that you’ve been looking for, then what is left to believe in?
Mulder:I want to believe that… the dead are not lost to us. That they speak to us… as part of something greater than us – greater than any alien force. And if you and I are powerless now, I want to believe that… if we listen, to what’s speaking… it can give us the power to save ourselves.
Scully:Then we believe the same thing.
Mulder: …Maybe there’s hope.

Era il 19 maggio 2002 quando, dopo nove stagioni ed oltre duecento episodi messi in onda, The X-Files chiudeva definitivamente i battenti (in attesa del film poi rilasciato nel 2008). Chris Carter ha avuto modo di concentrarsi su altre serie tv ma, dopo una pausa lunga quasi quindici anni, ha deciso di fare il suo ritorno con il (forse) mostro sacro della serialità per eccellenza: The X-Files, infatti, insieme all’agguerrito team Mulder & Scully, ha fatto il suo ritorno sul piccolo schermo.
David Duchovny dopo aver concluso Californication ed aver iniziato la ricerca di Charles Manson in Aquarius, è tornato a vestire i panni dell’adorato Fox Spooky Mulder; Gillian Anderson, dopo aver lasciato a metà la sua complicata relazione con Hannibal Lecter in Hannibal (ed aver debuttato con The Fall) ha deciso di tornare ad interpretare Dana Scully, dove tutto ebbe inizio.
L’episodio, ovviamente firmato da Chris Carter, si presenta con una narrazione parallela: da un lato, ai giorni nostri, ritroviamo Scully e Mulder che vengono messi in contatto con Tad O’Malley, un uomo che pare intenzionato a svelare ogni forma di mistero e complotto che il Governo americano cela ai propri cittadini; dall’altro lato invece troviamo un innominato dottore scortato da un Man In Black sul luogo dove un disco volante alieno è caduto.
The X-Files ritorna con una grandissima series premiere che dona la gioia di bei ricordi passati, con una trama apparentemente più dinamica e improntata alla continua narrazione, senza troppe pause morte, e praticamente alla stessa enorme mole di spettatori che aveva lasciato quel 19 Maggio 2002 più nuovi adepti: 16 milioni e 200 mila. Numeri che in casa FOX riesce/riusciva a raggiungere solo Empire nella scorsa stagione e che ora non sembrano neanche lontanamente raggiungibili dagli altri prodotti. Evidentemente la passione per Murlder e Scully arde ancora molto, a ragion veduta aggiungiamo.
La puntata è costruita, relativamente alla trama, attorno al pilastro portante che tiene banco da sempre nella mitologia di X-Files: il complotto portato avanti dal Consorzio non era stato affatto debellato e l’utilizzo della tecnologia aliena ha portato grandi giovamenti solo ai membri dello stesso, mettendo a rischio la vita delle restanti persone: “una cospirazione a scopo di lucro da parte di uomini contro altri uomini”.
Il minuto introduttivo e riepilogativo delle passate nove stagioni, con voce narrante di  David Duchovny, ha riproposto, tramite l’utilizzo di fotografie, casi ormai archiviati negli x-files da tempo. Ma l’introduzione serviva anche a lanciare un monito: per quanto oggi le teorie della cospirazione vengano continuamente sminuite o smontate, “dobbiamo domandarci: è davvero tutta una bufala?“. Per sottolineare come poco seriamente ora ci si pone dinanzi ad interrogativi del genere, viene mostrato uno scorcio dell’intervista di Jimmy Kimmel ad Obama, dove entrambi ridono alla sola menzione degli UFO.

“Are we truly alone or are we being lied to?”


La sigla è ritornata ad essere quella del 1993, dopo che era stata cambiata nell’ottava stagione con l’introduzione dei personaggi portati sul piccolo schermo da Robert Patrick e Annabeth Gish, pur essendo state apportate alcune migliorie grafiche. L’episodio è un concentrato di informazioni, ma ciò non ne appesantisce la visione. La puntata, anzi, riesce a calamitare l’attenzione ad ogni cambio di scena, anche merito della regia che è stata affidata al sapiente, navigato ed onnipresente Chris Carter, non che ci si aspettasse altro.
Il titolo dell’episodio (traducibile in “La Mia Lotta”) può essere presentato da due punti di vista diversi: il primo è quello di Mulder; il secondo è quello di Scully.
Per quanto concerne Mulder, la sua lotta è facilmente riassumibile con la sua continua e mai accantonata ricerca della verità: per quanto sembrasse potersi essere arreso con la conclusione della nona stagione, qui ritroviamo un Fox Mulder determinato più che mai a terminare la propria ricerca personale, a trovare la propria pace, sospinto anche da delle forti motivazioni personali (la morte del padre, implicato nella combutta del Consorzio, o la morte della sorella, sempre avvenuta per mano del Consorzio).
Per quanto riguarda invece Scully, il punto focale della sua lotta è il figlio William, che è stata costretta a dare in adozione (sotto falso nome) a causa della sua vitale importanza per il Consorzio: Scully, che nutriva il desiderio di diventare madre da tempo, privata del figlio è decisa a portare a compimento questa sua lotta dalle sfaccettature personali, ma di interesse nazionale (e globale).

“A government hiding, hoarding alien technology for 70 years, at the expense of human life and the future of the planet.
Driven not only by corporate greed, but a darker objective.
The takeover of America. And then the world itself, by any means necessary, however violent… or cruel… or efficient.”

La conclusione dell’episodio vede la ricomparsa di un altro ben conosciuto personaggio: l’agente C.G.B. Spender (meglio conosciuto come Smoking Man o L’Uomo Che Fuma, in italiano) seduto ed in compagnia di qualcuno, di cui ancora non ci viene data sapere l’identità, che constata, dopo una telefonata, la riapertura degli X-Files. Starà a Chris Carter cercare di colmare il buco di trama creatosi con il ritorno di tale personaggio, tenuto conto del fatto che in “The Truth” era facile darlo per morto dato che il luogo in cui alloggiava era stato fatto saltare in aria da un missile. Ma l’agente Spender non è nuovo a questi miracolosi salvataggi e sicuramente non sembra aver perso il vecchio vizio del fumo.
Essendo questa una miniserie evento (che noi però chiameremo 10° stagione anche se son solo 6 episodi) Carter aveva bisogno di un MacGuffin evocativo della serie originale per dare il là alla trama orizzontale e allo stesso tempo legarla a doppio filo, emotivo e narrativo, a quanto successo in precedenza sia sul piccolo che sul grande schermo. Missione compiuta.
Welcome back Mulder and Scully.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Fox Mulder & Dana Scully 
  • Vice-direttore Skinner
  • L’ex ufficio degli X-Files
  • L’apertura degli X-Files
  • Smoking Man alive
  • Trama che rimpolpa la mitologia e che non si infila tra gli episodi procedurali della serie
  • Puntata carica di informazioni e di avvenimenti
  • Smoking Man alive

 

The truth is still out there“.

 

The Truth 9×20 13.25 milioni – 6.3 rating
My Struggle 10×01 16.20 milioni – 6.1 rating

 

 

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Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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