DC’s Legends Of Tomorrow 1×05 – Fail-SafeTEMPO DI LETTURA 6 min

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Blood Ties” e “White Knights” hanno fatto capire al pubblico di DC’s Legends Of Tomorrow che non basta indovinare un episodio pilota per essere una buona serie. Un pilota è solo un lungo trailer argomentato, per rendere una serie interessante ci vuole molto di più e quei due episodi citati sono la conferma del fatto che gli showrunner, non si sono tanto seduti sugli allori, quanto più che altro hanno perso il controllo della propria creatura. Con “Fail-Safe”, invece, sembrano averla richiamata a regime nella speranza che non sia solo una parentesi, poiché vengono mostrate considerevoli migliorie, a partire dai personaggi e dalle atmosfere che la puntata ha deciso di adottare. 
La Suicide Squad Il cast protagonista subisce qui una enorme evoluzione di caratterizzazione, forse sancendo l’inizio della loro vera crescita caratteriale e cominciando a sfruttare le varie potenzialità dei presupposti secondo cui questo team si è unito. La frase di Jefferson (“Listen… you’re playing chess without all your pieces on the board.“) è infatti emblematica e quella che più descrive l’aria che si respira all’intero di questi, al momento, signor nessuno: dei pezzi degli scacchi, qui non per piacersi a vicenda, ma per servire ad uno scopo che va oltre il singolo e le sfide personali. Se prima la cosa era lasciata un po’ al caso, in questa puntata si comincia di più a lavorare sulla chimica instabile che compone il roster delle leggende del domani, una chimica esplosiva ma nel senso che non sono personaggi fatti per funzionare bene assieme ma per ostacolarsi a vicenda in quanto più prede delle proprie debolezze che dei loro punti di forza.
Stranamente (da leggersi come “stranamente per personaggi come loro”) si è arrivati ad una osservazione lucida: se per Rip Hunter siamo semplice carne da macello da tenere in salute solo per riuscire in una missione, tanto vale farci forza tra di noi. Raggiunta questa consapevolezza, il gruppo non diventa improvvisamente affiatato come gli X-Men o la Justice League ma almeno lontanamente funzionale, almeno quel tanto che basta per far si che almeno uno di loro faccia fronte alle mancanze dell’altro: vedasi la scena in cui White Canary sta per uccidere Martin Stein e viene fermata da Captain Cold; se non ci fosse stato lui sarebbe successo l’irreparabile. Questo non vuol dire essere automaticamente una macchina ben oliata ed efficiente, dato che non è nemmeno la pretesa del serial farla diventare tale, ma è già qualcosa. 
In questa caratterizzazione corale, purtroppo, c’è da far fronte ad un difetto che con tutta probabilità tornerà a tormentarci sempre nei prossimi episodi: l’incapacità di dare il giusto spazio a tutti. È indubbio che molti personaggi siano meglio riusciti e meglio interpretati da altri, ma questo non giustifica gli sceneggiatori nel dare spazio sempre ai soliti noti. È chiaro e comprensibile che gente come Atom (anche grazie al volto di Brandon Routh) non sarà mai il preferito di nessuno. È chiaro e comprensibile che esiste una gerarchia mai dichiarata esplicitamente, ma ben notabile, all’interno del gruppo (brillantemente descritta nella recensione del pilota). È chiara e comprensibile la voglia di fare anche degli episodi più centralizzati su altri personaggi. La domanda però è una sola: perché tutto deve sempre girare attorno al trio Hunter-Canary-Cold con Stein come elemento integerrimo ed intoccabile?
Oltre alla caratterizzazione, “Fail-Safe” si lascia guardare più piacevolmente delle ultime due puntate non solo per la grande azione splendidamente coreografata, ma sopratutto per l’atmosfera scelta, decisamente più dark, action e con un ritmo incalzante. Il salvataggio dell’altra metà di Firestorm, obiettivo principale di questa sub-plot, è portato allo spettatore in maniera davvero mozzafiato, mostrandogli le due facce della medaglia: da una parte Stein e soci che cercano di sopravvivere, dall’altra il resto del gruppo che cerca di salvarlo. È una corsa alla sopravvivenza piena di suspence e che, in certi momenti, lascia quasi presagire ad una conclusione drammatica: in certi momenti la morte di Stein sembrava davvero la vera conclusione della puntata. D’altro canto però, tutta questa suspence è parzialmente rovinata dai momenti occupati da Vandal Savage, major villain della serie che ancora sembra caricaturale e privo di sfaccettature degne della sua controparte cartacea, qui vero cattivo da fumetto: e non nel senso buono del termine. Paradossalmente, è più un’antagonista da cartone animato quello che dovrebbe essere il gran-visir dei cattivi della serie, piuttosto che i nemici “di passaggio” come Valentina Vostok, che in questi quaranta minuti risulta più incisiva e accattivante del suo “principale”.

                               

Poteva Recenserie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action della città più malfamata dei fumetti? Ma certo che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, come abbiamo fatto per Marvel’s Agents Of SHIELDMarvel’s Agent CarterGotham e Costantine, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nella puntata.

  1. Il titolo della puntata è una citazione all’omonimo libro di Eugene Burdick e Harvey Wheeler del 1962 poi diventato un film diretto da Sidney Lumet e con Henry Fonda tra i protagonisti. Il film, da noi conosciuti con il titolo di “A Prova Di Errore”, è sopratutto noto per esser stato accusato di plagio verso “Il Dottor Stranamore – Ovvero: Come Imparai A Non Preoccuparmi E Ad Amare La Bomba”. Ovviamente, fu invece solo un caso che i due film uscirono nello stesso anno.
  2. This isn’t my first prison break“. Dobbiamo davvero dire a cosa alludeva Captain Cold con quella citazione? Tra l’altro di nuovo ripetuta con uno splendido “Mick, if our time in the can taught us anything, it’s we look after each other.“.
  3. Non è la prima volta che il Flarrow-Verso incrocia la sua strada con la Bratva, la mafia Russa. Già nella prima stagione di Arrow Oliver Queen sfruttava molti dei suoi contatti nella mafia per facilitare le sue azioni come Freccia Verde.
  4. Barry Allen who?“. Strano, un personaggio di The Flash che non conosce l’identità segreta del velocista. Miracolo. 
  5. L’arciere che vediamo alla fine vestito come Green Arrow è presumibilmente Connor Hawke, l’uomo che lo sostituì nel ruolo di Freccia Verde quando questi morì sulle pagine di Green Arrow #100-101 del 1995. Connor è il figlio illegittimo di Queen avuto, nei fumetti, da Sandra Hawke. 
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Evoluzione della X-Force DC del team
  • Le atmosfere dell’episodio
  • Il ritmo incalzante del salvataggio di Martin Stein
  • I combattimenti
  • Valentina Vostok
  • Hype per la prossima puntata
  • Non c’è sempre spazio per tutti i personaggi
  • L’ultima volta che abbiamo controllato, la serie si chiamava ancora DC’s Legends Of Tomorrow, e non DC’s Legends Of White Canary
  • Vandal Savage
  • Chronos: ancora un personaggio senza uno scopo ben preciso

   

“Fail-Safe”, pur dimostrando che la serie abbia ancora da migliorare, si pone come un baluardo di speranza e come episodio che risolleva i precedenti scivoloni di DC’s Legends Of Tomorrow grazie ad evoluzioni di caratterizzazioni e atmosfere thiller-action davvero ben costruite. Speriamo che il futuro riservi qualcosa di meglio a questo serial di enorme potenzialità ancora non molto sfruttata. E per futuro intendiamo la Star City del 2046.
  
White Knights 1×04 2.81 milioni – 1.8 rating
Fail-Safe 1×05 2.25 milioni – 0.8 rating

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