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Grey’s Anatomy 12×09 – The Sound Of SilenceTEMPO DI LETTURA 3 min

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Cosa significa? Significa che a questo mondo, dove gli uomini sono più grandi, più forti, più veloci, se non sei pronta a combattere, il silenzio ti ucciderà.

Dopo il midseason presentatoci a novembre, in cui venivano messe a nudo una quantità non indifferente di questioni lasciate in sospeso, la nona puntata di questa (per ora) anonima dodicesima stagione viene orchestrata e presentata agli spettatori come una pausa. Un lungo attimo di calma prima di prendere un grosso respiro. Le questioni pendenti vengono accantonate e lasciate per il momento in sospeso: la puntata è totalmente incentrata sull’aggressione occorsa a Meredith ed alla sua successiva riabilitazione fisica e psicologica.
Ciò che colpisce di più dell’episodio è come il regista di puntata abbia voluto costruire ogni scena e ripresa: metà episodio viene infatti mostrato agli spettatori facendoli immedesimare con Meredith ferita e priva del senso dell’udito. Ciò che rende veramente accattivante l’episodio e stilisticamente molto fine l’intera prima metà della puntata è la mancanza totale di suoni e rumori: solo un leggero e quasi impercettibile fischio è possibile carpire. Questa immersione nel silenzio permette allo spettatore una immedesimazione totale e completa con la ferita e scossa Meredith.


“Hang on, hang on. Deep breath. Deep breath. I need you to breathe for me. Breathe for me, Dr. Grey. Breathe.”

Relativamente ai dialoghi, c’è ben poco da dire tenuto conto che, come precedentemente detto, buona parte dell’episodio è pura assenza di parola. Sceneggiatura e regia però si soffermano in maniera decisa sull’udito e sull’uso che la dottoressa, ora in convalescenza, ne fa.
“The Sound Of Silence” vede il debutto in televisione come regista di Denzel Washington e per lui non può che essere una sufficienza più che piena dato l’ottimo lavoro di costruzione dell’episodio relativamente a riprese singole e non rivolte alla protagonista della puntata.
Il personaggio di Penny, comparso nella serie per la prima volta la stagione scorsa, ma ripresentatoci con più dovizia nella puntata “Guess Who’s Coming to Dinner” ci viene mostrato sotto il punto di vista relativo alla crescita personale ed alla presa di coraggio nella fase decisionale della vita di un medico. Nonostante ciò appare leggermente forzato il collegamento, che pare volersi palesare con il procedere dell’episodio, tra la morale di base e la trama dell’episodio stesso: fatta esclusione per la tematica voce-silenzio, poco resta di attinente tra morale e trama.
Questo distaccamento non è l’unica pecca della puntata che viene meno anche riguardo la giusta dosatura di tempo da dare all’ulteriore snocciolamento psicologico della crepa tra Meredith ed Amelia. Le due vengono tenute lontane per l’intero arco dell’episodio e fatte avvicinare solamente in conclusione di puntata: l’astio reciproco sembra rimanere, ma i ponti non sono del tutto stati tagliati (complice anche il forte senso di colpa che Amelia sente per quanto accaduto a Meredith).
Nel complesso “The Sound Of Silence” supera la sufficienza, ma non va più in là. L’episodio di stacco dalle trame generali poteva anche essere una valida idea, ma non inserito successivamente al midseason finale dove le acque erano state pesantemente agitate su ogni fronte. La scelta della collocazione dell’episodio e della struttura dell’intera stagione, per ora, non convince appieno. C’è da sperare che da ora fino al termine di questa dodicesima season, Grey’s Anatomy si riprenda almeno in minima parte. Magari senza dover in continuazione rievocare il fantasma dell’ormai deceduto Derek, facendosi una ragione della sua dipartita.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Richard e Meredith
  • Denzel Washington in regia
  • Scelta stilistica dell’assenza di rumori
  • Episodio che viene inquadrato come una sorta di pausa dalla puntata precedente
  • Troppo frettolosa e abbozzata la reazione dei figli alla vista di Meredith dopo le svariate operazioni
  • Distacco Amelia e Meredith lasciato eccessivamente in balia di sè 
  • Vengono tralasciate le questioni sollevate nello scorso episodio
Un episodio che convince solo a metà, non preannuncia affatto una ripresa di stagione con i fiocchi. Ma è nostro dovere sperare di ricrederci strada facendo. 

Things We Lost In The Fire 12×08 8.50 milioni – 2.5 rating
The Sound Of Silence 12×09 8.28 milioni – 2.4 rating

Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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