Man Seeking Woman 2×06 – HoneyTEMPO DI LETTURA 5 min

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E’ ufficiale, ai pieni alti leggono Recenserie, almeno lo fanno quelli di FX. Non si spiega altrimenti perché, proprio dopo le prime “critiche” da noi espresse agli ultimi episodi dello show con protagonista Jay Baruchel, arrivi una puntata come “Honey” che ci smentisce in pieno. Critiche, innanzitutto, comunque rigorosamente tra virgolette, perché fatte sempre in presenza di una riconoscenza alla genialità del prodotto, di cui pur notandone un’eccessiva verticalità (più che altro in contro-tendenza all’evoluzione della televisione contemporanea), abbiamo semplicemente constatato una flessione in termini di comicità; forse fisiologica e non troppo preoccupante, ma comunque da registrare.
“Honey”, dicevamo, risponde con sfacciata prepotenza ad entrambi i difetti quindi, sia nel collegarsi direttamente alla fine dell’episodio precedente (e, vista una fugace e non voluta occhiata al promo, probabilmente anche al successivo), sia nel ritorno a vette satiriche e grottesche al livello della fama della serie. Il cambio di tendenza concesso dalla puntata, poi, si nota anche nel mantenimento dell’orizzontalità interna dei 20 minuti, particolarità straniante rispetto al solito, ora dello scialbo atto secondo del “Woman Seeking Man“, ora del mono-tematico episodio sul lavoro, pur col riaffacciarsi della divisione tripartita della messa in scena. Stavolta, infatti, si segue uno stesso filo conduttore (ovviamente Josh e la conquista della nuova fiamma) quasi canonicamente, pur cambiando registri e situazioni, ovviamente giovando alla visione dello spettatore medio, magari disorientato nell’assistere a degli “spezzoni” troppo separati tra loro come nelle precedenti occasioni.
La sensazione, sia ben chiaro, è solo che sia diminuita la sua anarchia dominante, almeno in questo caso, forse cercando di essere più appetibile al grande pubblico. Non vogliamo certo affermare che Man Seeking Woman sia in qualche modo stato rivoluzionato, anzi. Si nota infatti una scelta narrativa comune al suo stile caratteristico, nel quale si distingue una precisa e consapevole continuità col passato, tra una variazione e l’altra.
Nella prima parte, abbiamo così una singolare rappresentazione del più comune dei triangoli, in cui il proprio interesse amoroso è bloccato dallo status “impegnato” di lei, per dirla in termini da social network. La “candidatura” a suo prossimo fidanzato diventa una vera e propria (piuttosto esilarante) corsa presidenziale, facendo quasi il verso al Veep della HBO, più che all’House of Cards di Netflix, visto che chi lo segue potrà riconoscerne le dinamiche più “mediatiche” messe in scena. Ma questa prima sezione è anche quella del puntuale e “tradizionale” (per lo show) momento della metafora/analogia grottesca, esattamente come lo era quella della perdita di capelli simboleggiata dall’arrivo della Morte con tanto di mantello e falce annessa.
Nella seconda parte, poi, l’analogia passa all’eccentricità pura, l’esagerazione improbabile e allegorica colta in un contesto verosimile, lo stadio massimo dello spirito della serie. Se nel Pilota, infatti, avevamo nientepopodimeno che Adolf Hitler ad impersonare il classico nuovo “boyfriend” della nostra ex-ragazza, stavolta, piuttosto in netta contrapposizione (per usare un ardito eufemismo), il “rivale in amore” col quale dobbiamo fronteggiarne il paragone ha i panni di Gesù Cristo, Figlio di Dio e, ai tempi nostri, alla stregua di una “scomoda” celebrità. Anche qui, l’idea non può dirsi del tutto originale, ricordando il precedente made by Seth McFarlane in un indimenticabile episodio dei Griffin, eppure lo diventa sia con la pacata e irresistibile interpretazione di Fred Armisen (per la gioia di quelle 3 persone che hanno visto Documentary Now!), sia con la trovata di renderlo celiaco, rovesciando inoltre la sua aura da “schizzinoso” di quando ancora non ne conoscevamo l’identità,
La terza situazione è infine quella della conclusione amara, colma di rassegnazione mista ad auto-commiserazione, estrema sintesi dei toni che caratterizzano la filosofia della creatura di Simon Rich. In “Wings“, la commistione dello sperma dei due amici ha creato una figlia, a cui consegue il recupero del rapporto del padre assente, la ricongiunzione con l’ex-partner, che sfocia nell’addio commovente per la sua partenza al college. Qui, se possibile, si esagera ancora di più e la mitologica caverna di Platone diventa rifugio temporaneo per la lunga attesa che la nostra migliore amica/amore di sempre si accorga finalmente di noi. Destino infame di ogni buon “nerd”, emarginato (o fantozziano volendo), di cui Josh Greenberg ne è il più alto esponente, quello che insomma non gioca a football e non è popolare e che deve passare per svariate scelte sbagliate prima di essere riconosciuto come il partner “giusto”. Per dirla in termini televisivi, il Ross Geller di Rachel Green. La romantica e patetica presa di coscienza di Josh, viene poi suggestivamente accompagnata da quella “Ends Of The Earth” di Lord Huron che già Shameless e Community hanno scelto per i loro season finali, a rappresentare ancora una volta la consapevolezza artistica ritrovata (e diciamolo, che ci mancava), che rende Man Seeking Woman non solo un prodotto “anarchico” ma in primo luogo più che godibile.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il “candidato” Josh 
  • I titoli al telegiornale 
  • Jesus/Fred Harmisen, cinefilo e celiaco  
  • John Wick e “dovevi fare Matrix” 
  • La caverna di Josh 
  • Ends Of The Earth” 
  • D’accordo la forzature di trama, però che nella corsa presidenziale non si tenga conto che il concorrente è Gesù limita la credibilità (per quanto non sia necessaria) della scena  
In piena linea con la continuità della gestione dello show fin qui dimostrata, va detto che non bisogna cedere ad esagerati festeggiamenti, visto che si sta ripetendo un modus operandi già avuto l’anno scorso, sempre verso la sua parte centrale, in cui Josh affrontava anche in quel caso la storyline legata ad una ragazza “fissa”, per poi ovviamente dirle addio. Dobbiamo quindi accontentarci di questa parentesi “verticale” in ogni stagione, priva di un concreto proseguo? Se i risultati son questi, in fondo potrebbe anche andarci bene.
Card 2×05 0.25 milioni – 0.14 rating
Honey 2×06 0.30 milioni – 0.10 rating

Laureato in Letteratura Musica e Spettacolo (no, non è il DAMS) e nella Magistrale di Musica e Spettacolo (sì, tanta fantasia), cresciuto a pane Harry Potter, Lost e Ritorno al Futuro. Nasce scrittore, diventa recensore, vuole fare il regista. Idee molto chiare a parte, ogni giorno si ritrova a prendere appunti dall'HBO dei primi anni 2000, dai vari Lindelof, Moffat, Nolan (quello buono) e da tutta la cricca di Judd Apatow, senza aver paura del tempo speso davanti al monitor, confidando nell’arrivo di una DeLorean volante o, al massimo, nel prestito di una Giratempo...

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