The Good Wife 7×13 – JudgedTEMPO DI LETTURA 4 min

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Il 2015 ha regalato come al solito una grande varietà di capitoli televisivi degni di nota. Cosa hanno avuto in comune “Heaven Sent” di Doctor Who e “International Assassin” di The Leftovers? Entrambi sono episodi magnificamente scritti, con una sceneggiatura al servizio delle doti recitative rispettivamente di Peter Capaldi e Justin Theroux.
The Good Wife una scelta del genere non la potrebbe mai fare, non al 100% almeno. Come detto tante volte, la bellezza e l’efficacia di una serie del genere deriva proprio dalla commistione di un’altissima qualità scenica e dalla proceduralità in salsa legale. Per questo motivo “Judged” contemporaneamente esalta Julianna Margulies in tutta la sua magnificenza, non isolando tuttavia il 7×13 come episodio con storia a sé. “Judged” ha i suoi casi legali, anche discretamente intricati, riservando lo spazio ad un fantastico “assolo” di Alicia.
Alicia ha sopportato per pochissimi episodi il pesantissimo bagaglio affibbiatole da Eli, con la rivelazione del messaggio di Will. L’abbiamo vista incupirsi, tacere, avere strane reazioni, ma non per moltissimo tempo (anche perché forse sarebbe stato abbastanza stucchevole protrarre la cosa). Tutto va come deve andare: dopo il rifiuto di una così dolorosa informazione (quindi il rifiuto di voler parlare con Eli) arriva il momento del bisogno di sapere di più. Probabilmente il punto di non ritorno.
In “Judged” Alicia non ha mai molta gente intorno: l’aula di tribunale è quasi sempre vuota (ad eccezione della sequenza di apertura in cui la vediamo apparire in mezzo ad una folla), a casa sua ci sono massimo due persone. I suoi dialoghi avvengono senza alcun tipo di commento musicale, intervallati da lunghi momenti di silenzio assordante, in scenari scarni e spogli (il pianerottolo, lo studio, la lavatrice…).
Solo in quest’ottica si può giustificare la porzione di storia inerente Diane. Oltre all’esigenza di casi verticali per non negare la natura dello show, la sola Diane serve come antitesi alla gravità della storyline di Alicia, forse anche come annuncio occulto del plot twist finale. Diane è completamente sola in un ambiente rumoroso (veste di chiaro, al contrario del completo perennemente scuro della Florrick), deve affrontare un caso inerente la chiusura di un giornalino scolastico, di fronte al ben ritrovato arbitro Geoffrey. Inevitabile un raffronto tra la leggerezza (solo apparente: sullo sfondo il conflitto israelo-palestinese) del caso nel college e la crociata contro un giudice. Crociata che prima mette vede Alicia in attacco, per poi vederla – ormai sull’orlo del crollo – sul banco degli imputati.
Il crollo di Alicia, quindi. Tutto l’episodio, tutte le cose successe nell’episodio hanno come fulcro il commovente sfogo di Alicia e la ancora più commovente reazione di Lucca.
Proprio quel momento è fondamentale per i primi barlumi di luce che la protagonista inizia a vedere. Una nuova amica e un nuovo interesse romantico sono i punti di partenza da cui risalire, da cui iniziare a costruire. E sono proprio Lucca e Jason che vedono una Alicia che piano piano inizia a rialzarsi. Lucca e Jason che sono due volti nuovi della serie. C’è anche questo da dire infatti: la coralità della precedenti stagioni è volutamente tolta di mezzo. I figli (che forse neanche le piacciono) non si vedono, Peter nemmeno, Eli fa due brevi comparse (comunque da applausi), Cary arriva alla fine, Diane è isolata: tutti quanti sono o assenti o soli. Ed è l’estremizzazione di questo episodio che poi porta ai due inevitabili risvolti del bacio e della proposta finale di Cary (la risata di Alicia è di gioia o è una risata isterica?).
Questa settima stagione si sta dimostrando meno scoppiettante delle precedenti, ma con cognizione di causa. Molti percorsi si stanno completando. Si era partiti dalla formazione di una famiglia (Alicia alla Lockhart&Gardner) fino ad una disgregazione totale, culminata in questo episodio. Piano piano i pezzi cominciano a ricomporsi (o almeno questa è la promessa che viene fatta) e i cerchi iniziano a chiudersi. Possiamo dire tranquillamente che questa stagione dice molto meno delle precedenti, ma lo dice veramente bene.
Una sola cosa è certa: qualora un enorme percorso venga chiuso, la si finisca qui. I King hanno annunciato che lasceranno lo show. Che la CBS non rovini un marchio e soprattutto la possibilità di permettere a noi appassionati di suggerire la serie ad altra gente, senza dover fare riferimento ad un numero spropositato di stagioni.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Julianna Margulies
  • Lo sfogo di Alicia
  • La reazione di Lucca
  • Brevi ma intensi momenti di Eli
  • Contrapposizione Alicia/Diane
  • Inevitabile plot twist finale
  • Episodio secco, asciutto ed essenziale
  • Molti elementi ricorrenti da episodi passati
  • Presi dagli eventi, non siamo proprio riusciti a dare grande importanza al caso del giornalino scolastico

“Are you still fine?”
Tracks 7×12 8.96 milioni – 1.4 rating
Judged 7×13 7.99 milioni – 1.0 rating

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica. Gli piace Doctor Who.

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