Flaked 1×01 – WestminsterTEMPO DI LETTURA 4 min

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I came to Venice by accident. No, let me rephrase that. I came to Venice because of an accident. Ten years ago, I killed a man. It was my fault. There’s no excuse for it. You see, when it’s left up to me, my best thinking… my best thinking tells me that it’s okay to get loaded and get behind the wheel of a car. And that’s what I did. I took another human being’s life. And, in the process, destroyed what was left of mine. But the people in these rooms, you got me sober. You got me back on my feet, which is just as well, as I walk everywhere now. 
The state of California no longer thinks it’s a good idea for me to drive. You taught me to be humble, to be honest, brutally honest, about who I am and what I’d done. You taught me that if I really wanted to help myself, that I had to stick my hand out and help others.

Ultimamente sembra che qualsiasi serie venga prodotta da Netflix sia imperdibile. “God saves Netflix” è il grido di battaglia del drogato di streaming che acclama a priori qualsiasi cosa gli venga propinata dal nuovo colosso. Nonostante non si possa dire il contrario vista anche l’ultima acclamata stagione di House Of Cards, però non si può neanche prendere tutto come fosse oro colato e Flaked è esattamente la secchiata d’acqua gelata che risveglia i sensi e modifica le opinioni circa l’infallibilità della grande N.
Etichettata sotto l’egida di “comedy”, Flaked si fregia di questo titolo senza però suscitare alcuna risata e nemmeno sorrisi, è quindi più corretto spostarla sotto la categoria dramedy se non altro per il tono più leggero che si vuole tenere, non proprio cupo come ci si aspetterebbe da un drama appunto. Will Arnett insieme a Mark Chappell e sponsorizzati da quel Mitchell Hurwitz che ha creato Arrested Development, si sono presentati nel HQ di Netflix a Los Gatos, California, con in mano la proposta di una serie composta da 8 episodi (eventualmente rinnovabili per una 2° stagione) in cui lo stesso Arnett avrebbe ricoperto il ruolo da protagonista. L’idea, semplice ma efficace alla base, prevedeva che Arnett recitasse nel ruolo di un life-coach che si è fatto da solo dopo un’esperienza traumatica che gli ha cambiato la vita e che tiene delle riunioni con altre persone che hanno problemi di alcolismo, droga et similia, il tutto però mentre mente a chiunque pur di mantenere intatta la sua aurea da peccatore redento. Aggiungeteci la location di Venice Beach e non potrà che ritornarvi in mente un certo Hank Moody, seppur in veste di scrittore.
Arnett qui ricopre il quadruplo ruolo di attore/creatore/sceneggiatore/produttore esecutivo, esattamente quel genere di incarico multiplo che viene concesso solamente a personaggi di un certo calibro come Louis C.K. perchè sono in grado di garantire una certa qualità. Ecco, il rischio che si è presa Netflix è apprezzabile perchè audace, però, almeno in “Westminster” si concretizza in un passo falso. Flaked infatti si presenta facendosi notare per la voluta mancanza di incisività e per un cazzeggio dirompente, esattamente quanto ci si aspetterebbe di trovare se si osservasse la giornata dell’abitante medio di Venice Beach. Chip (Will Arnett) ed il suo amico Dennis si trovano infatti a loro agio nel girovagare in bici e skateboard per le strade soleggiate della California, zigzagando qua e là mentre costruiscono un triangolo amoroso con London, la nuova cameriera di un bar. La vita di Chip e Dennis viene dipinta come un’accozzaglia di tempo libero abbellita dalle riunioni in stile A.A. (Alcolisti Anonimi) che Chip stesso tiene, niente di più e niente di meno. La psicologia dei personaggi lascia il tempo che trova e le scene si susseguono senza una precisa sequenza logica. Il caos è di fatto uno dei protagonisti dello show.
La trama orizzontale è praticamente inesistente ed è garantita solo dalla mole di menzogne che Chip si trova a dire pur di mantenere intatta la figura che si è creato. L’ignavia che si prova durante la visione del pilot nasce proprio perchè è davvero difficile simpatizzare per un character che non è limpido con nessuno, tanto meno con lo spettatore. In tal senso la scena finale è l’ennesimo schiaffo morale che sancisce il distacco tra il pubblico e il character di Arnett. Non c’è motivo per seguire “le avventure di Chip” se lo stesso Chip non è “sincero” almeno con il suo pubblico.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Idea iniziale
  • Assenza di trama
  • Una comedy non comedy
  • Personaggi ignavi
Siamo di fronte al primo “fallimento” di Netflix? Sicuramente non siamo davanti al suo più grande successo.
Westminster 1×01 ND milioni – ND rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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