Girls 5×05 – Queen For Two DaysTEMPO DI LETTURA 5 min

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Lo sappiamo, Lena Dunham ama raccontare le donne, le sue coetanee con tutte le loro fragilità, i loro nei, le loro incrinature che sono tante in Hannah e nelle sue amiche. Sono sciocche, immature, irose, poco presenti, egoiste, egocentriche, non sanno chi sono, né cosa vogliono essere. Già con la quarta stagione Girls ha iniziato ad indagare il rapporto tra le ragazze e il mondo dei “grandi” che poi tanto grandi non sono, con questa quinta stagione continua su questa strada, sviscerando ancor di più lo scontro. Con “Queen For Two Days” Dunham pone al centro Hannah, Jessa e Shoshanna che in un modo o nell’altro, volenti o nolenti, sono costrette a crescere, a entrare ancor di più nel mondo degli adulti. Hannah si ritrova in questo mondo, nonostante vi si opponga, Jessa invece vuole farne parte, vuole alzare la testa e gridarlo a tutti “Sono diversa, sono cresciuta”, Shosh poi, in quel Giappone perfetto e nuovo, e già un po’ cresciuta, ma non sa se vuole esserlo.
Il gioco di Dunham è quello di mostrarci quanto le nostre ragazze siano estranee al vivere comune, un po’ disfunzionali, spesso irritanti, irriverenti e profondamente fastidiose ed è chiaro che ci riesce. Loro sono poco “normali”, poco avvezze alle regole, alla norma appunto e le tre storie di Jessa, Hannah e Shosh sono utili proprio a questo, a farci capire che loro non sono “conformi”.
Hannah fa resistenza. Nonostante non sia d’accordo con lei, accompagna la madre, altrettanto immatura, altrettanto superficiale e pressapochista, nei due giorni di autoanalisi per ritrovare se stessa, per capire ciò che vuole. Hannah però è sempre Hannah, è insopportabile, ingestibile, e si dimostra ancora una volta recalcitrante, perennemente contro a ogni tipo di autorità, sia essa una regola di comportamento o norma di vita.
Non potrebbe utilizzare il cellulare, ma lei lo usa, partecipa ai vari laboratori del centro, ma con supponenza, va a fare un’escursione, ma cammina nel bosco in costume, fa dell’ironia con chi non la comprende. Ancora una volta partecipa, ma dimostrando ad ogni suo passo la sua non appartenenza a tale mondo, quello degli adulti, partecipa, dimostrando di essere una sciocca adolescente che di crescere non ne ha alcuna voglia. Hannah evita ogni cosa, non vuole essere contaminata dai grandi come una novella Peter Pan che di farsi piegare, indirizzare verso una strada condivisa non ha intenzione. Metafora di questo è quando lei e le sue compagne di corso bendate devono fare un percorso in una sorta di labirinto e la nostra protagonista bara, come farebbe una bambina durante un gioco in cui non vuole perdere.
Mentre la madre capisce quale è la scelta migliore per se stessa, la figlia si rende conto dei suoi problemi relazionali (il voler chiudere con una persona che la ama davvero) e che gli adulti, i grandi non sono poi tanto diversi da lei. Non sono poi tanto più maturi di lei che scappa da un ragazzo fin troppo perfetto, che vuole fuggire da una realtà che stritola, e ciò emerge chiaramente quando si ritrova a cena con sua madre e le altre donne con altrettanti problematiche. La giovane si specchia in chi aveva deriso, guardato con sufficienza, che sono lei con qualche ruga e qualche conoscenza in più. Il risultato? Hannah fugge un’altra volta; e prova qualcosa di diverso utilizzando nuovamente il sesso: la sua prima volta fallimentare con una donna.
Tanto ha paura di crescere Hannah quanto Jessa, la scapestrata, la ribelle invece vuole crescere a tutti i costi, vuole studiare. Lei è sicuramente il personaggio con il percorso più affascinante in questa serie, e in questa stagione, grazie alla relazione con Adam, sta dando il meglio di sé. Qui ci stupisce ancora, Jessa, la femminista e figlia dei fiori Jessa, si fa aiutare dal suo “compagno”; lei che è fuggita dai rapporti seri, per cullarsi in quelli impossibili, si lancia in questa relazione di condivisione, accoglienza, cura e bisogno. Mentre la sorella di Jessa le nega un aiuto finanziario per gli studi, Adam si dimostra disponibile, dichiarando così un amore che va al di là del puro piacere/bisogno sessuale, descrivendola con le parole più dolci e tenere che conosce, dandole la forza di uscire da quello stato di immobilità e abulia a cui la sfiducia in se stessa la costringevano.
Infine c’è Shosh. Avevamo creduto che la ragazza avesse trovato la sua strada, che fosse la vera adulta tra il gruppo di amiche, avevamo creduto che fosse arrivato per lei il momento del riscatto. Quando abbandona il suo ricco fidanzato per restare in Giappone (un nuovo lavoro in un cat cafè, un nuovo fidanzato) lo spettatore si dice: “Finalmente”; invece in “Queen For Two Days” capiamo che la dimensione adulta, o meglio la vera dimensione adulta, è lontana da Shosh. Quando lei si finge felice, appagata, arrivata per non far capire la sua vera situazione emotiva, è palese che è quella di un tempo. Quando piange disperata perché sente la mancanza di casa è chiaro che quella ragazzina con la puzza sotto il naso, con code e gonne scozzesi è sempre lì, pronta ad emergere.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Hannah annoiata nel centro
  • Shosh che lavora in un cat cafè
  • Adam e Jessa
  • Hannah davvero insopportabile
  • La madre di Hannah
Ancora una volta Girls ci offre una buona puntata che dà un quadro sempre più chiaro del carattere e della psicologica delle sue protagoniste.
Old Loves 5×04 ND milioni – ND rating
Queen For Two Days 5×05 ND milioni – ND rating

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