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How To Get Away With Murder 2×12 – 2×13 – 2×14 – It’s A Trap – Something Bad Happened – There’s My BabyTEMPO DI LETTURA 5 min

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He doesn’t own me or Christophe. We are not things to be owned and used and thrown away. I was born free, I will stay free… so will Christophe! You tell him that. There’s no reason to hurt him now. Take care of my boy.”

Si può guardare How To Get Away With Murder con occhio critico oppure no e, in base a questa scelta, ne deriverà un metro di giudizio. Se si decide di optare per una visione atta al mero intrattenimento senza scopo di ragionamento, allora la serie di Peter Nowalk funziona molto bene: intrattiene, è ricca di colpi di scena che si sovrastano l’uno con l’altro, tiene alta la tensione. Se d’altro canto ci si approccia con un metro di giudizio più critico, invasivo e chirurgico, si rimarrà sicuramente delusi proprio a causa degli stessi lati positivi che rendono efficace la visione dello spettatore “videoludico”: intrattiene con metodi e continui salti temporali che possono infastidire, è talmente ricca di colpi di scena che si sovrastano l’uno con l’altro impedendo allo spettatore di tenere traccia della vera trama orizzontale, tiene alta la tensione con stratagemmi che alla lunga (cioè già dopo 1 stagione) non sono più accettabili. Scegliete il vostro approccio e poi continuate a leggere.
Fino ad ora How To Get Away With Murder ha sempre alternato due linee temporali, presente e futuro, giocando fino allo stremo con i flashforward che da marchio di fabbrica sono diventati l’anello debole della serie stessa. Questo ovviamente a causa della necessità di ricollegare gli eventi del presente con quelli anticipati dal futuro. C’è da dire che la cosa ha avuto un suo “perchè” nella 1° stagione, è stata apprezzata e ha dato quello slancio in più che ha reso famosa e apprezzabile la serie, tuttavia, esattamente come un boomerang, in questa 2° annata si è ritorta contro in maniera vistosa fino a far collassare gli eventi in quello che doveva essere un trepidante midseason finale. Tutti sappiamo come è andata a finire.
Per ovviare a questa naturale stanchezza, Nowalk ha optato per una scelta di lostiana memoria, cioè abbandonare l’utilizzo dei flashforward per virare su quello dei flashback, qui però invertiti. La decisione, passata quasi inosservata vista la continua enfasi riportata da cliffhanger di cliffhanger di altri cliffhanger, è in realtà una mossa saggia per poter dare un taglio differente alla stagione con il secondo fine di sviluppare anche tutta la trama inerente Wes e la sua famiglia.
“It’s A Trap” e “Something Bad Happened” sono legati a filo doppio perchè permettono allo spettatore di entrare finalmente nella storyline legata a Wes/Christophe e sviscerarla come si deve: esattamente quanto si chiedeva di fare. La messa a fuoco dell’infanzia di Wes permette di capire molte cose circa i comportamenti quasi materni di Annalise nei suoi confronti, così come è importante per dare un senso all’intera vicenda che lega insegnante e studente. Tutto è orchestrato bene, scadenzato in maniera fin troppo studiata dai flashforward ma risente di un piccolo ma grossissimo problema: è privo di conseguenze. Wes non reagisce, è privo di mordente, sia in senso positivo che negativo. La scoperta della morte di sua madre lo sciocca, sì ma semplicemente finisce lì quello shock e non c’è una evoluzione del dolore della realtà. Si passa quindi dall’analisi del personaggio all’analisi dell’episodio che, con questa prospettiva, perde mordente ed efficacia. Il tutto senza considerare il bacio in macchina, letteralmente gettato lì perchè c’era un po’ di minutaggio da riempire. Discutibile, comprensibile ma comunque discutibile.

“There’s My Baby” è invece un capitolo a parte che funge da epilogo ai due episodi precedenti. Infatti non c’è una particolare attenzione sui flashback (fatta eccezione per la rivelazione dei ripetuti stupri) quanto piuttosto sul serial killer che si muove liberamente per la città. È un epilogo sicuramente per la gravidanza di Annalise (che già si sapeva non sarebbe andata a buon fine vista la situazione nel presente) e probabilmente anche per la sua relazione con Sam visto che comunque la perdita di un figlio non è un evento che si può affrontare facilmente.
In tutto ciò è però il lato amoroso di How To Get Away Murder che fa davvero sobbalzare sulla poltrona, e non per una motivazione positiva. Ci troviamo infatti di fronte ad una serie di eventi (Laurel-Wes e soprattutto Michaela-Asher) che appaiono forzati, assurdi e quanto mai poco affini agli stessi character. L’ormone impazzito che governa i personaggi è molto più pericoloso del serial killer che li vuole morti e, quando parliamo di “pericoloso”, intendiamo a livello di sceneggiatura. Nessuno è adolescente ma sono tutti sufficientemente adulti, come anche dimostrato dai vari background, per avere una coerenza nelle proprie azioni e nelle relazioni che intrattengono. Invece la serie si autosvilisce dipingendo una promiscuità che sarebbe valsa a tutti loro la cittadinanza onoraria sia di Sodoma che di Gomorra. Il tutto ovviamente mettendo in prospettiva una situazione letteralmente mortale che dovrebbe spingere tutti loro a preoccuparsi più della loro vita che dell’approccio sessuale andato a buon fine.
Purtroppo How To Get Away With Murder si perde in queste sottotrame non richieste che sviliscono il tono della narrazione andando a depauperare la tridimensionalità di tutti i personaggi a favore del loro ormone impazzito, Annalise Keating inclusa. La razionalità fa parte del loro comportamento fintanto che si parla di aule di tribunale e omicidi ma poi svanisce come dell’acqua lasciata evaporare nel deserto. Dopo due stagioni ci si aspetterebbe qualcosa in più sotto questo punto di vista.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Finalmente risolto il mistero legato alla morte della madre di Wes
  • Buon ritmo della narrazione grazie al susseguirsi degli eventi frenetici ma sufficientemente legati gli uni agli altri
  • Ormone impazzito
  • Troppi flashback di flashback
  • La razionalità viene meno in molte occasioni
Ad un passo dal season finale siamo ancora qui a chiederci se Nowalk sà quello che sta facendo, se volutamente butta la narrazione sul lato ormonale o se è tutto frutto del caso. Difficilmente è la terza opzione ma, andando per esclusione, non è un pregio nemmeno la scelta delle prime due. C’è molto margine di miglioramento per tornare agli “antichi fasti” ed è improbabile che si vedranno migliorie nella prossima puntata.
She Hates Us 2×11 4.88 milioni – 1.5 rating
It’s A Trap 2×12 4.88 milioni – 1.5 rating
Something Bad Happened 2×13 4.53 milioni – 1.4 rating
There’s My Baby 2×14 4.80 milioni – 1.4 rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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