New Girl 5×12 – D-DayTEMPO DI LETTURA 3 min

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D per decisions o D per dad?
Un episodio che stava per profilarsi come riempitivo, come ennesimo tentativo di far rientrare Jess nel ritmo della serie, si trasforma in un momento particolarmente sorprendente per la serie tutta.
New Girl ha da sempre dimostrato che, persino nei momenti più bui, può contare su alcune individualità. Il guizzo del singolo (una frase di Winston, una smorfia di Schmidt, una parabola di Nick sulla vita…) è la costante che accompagna ogni episodio. E’ quel qualcosa in più che ha New Girl come comedy e che al massimo ci può far dire “niente di speciale questo episodio”, oppure “sono deluso”, ma mai (o quasi mai, almeno) “che schifo”.
“D-Day” sembra dirigersi quindi verso la strada dell’ignavia o, al massimo, della delusione per gli spettatori. Finché Jess non decide di porre una pietra miliare nella “mitologia” di una serie che una vera e propria mitologia non la ha e non ha bisogno di averla. Però di Schmidt non sappiamo neanche il nome completo, conoscerne il padre (con fattezze così televisivamente celebri) è già un passo in più nella definizione di personaggi che ci stanno pur sempre accompagnando per la quinta stagione. Che sia stata Jess a dare il via a questo folle equivoco (forse vagamente forzato?) la pone come portatrice di quelle individualità di cui si parlava prima: vederla, con un casco e la videocamera, cantare di fronte ad una fontana in miniatura è solo il preludio dell’azione fulcro dell’episodio che muoverà l’intera economia della trama.
Quando Winston e Nick si uniscono le cose sono due: o si vuole creare una sotto-trama assolutamente futile e demenziale per aumentare il minutaggio, oppure si vuole creare una miscela di comicità esplosiva e assolutamente assurda. Anche in questo caso, con meno proclami, rimaniamo sorpresi. L’amicizia di vecchia data tra i due aveva sempre condito con un po’ di tenerezza una scrittura così verbalmente dinamica. La visione così originale che i due hanno sempre dimostrato di avere per la vita fa parte di quei guizzi di cui si parlava, utili a rendere anche il peggior episodio di New Girl portatore di un qualche valore. Serve quindi un parere esterno, ovvero quello della collega di Winston, per razionalizzare l’ennesimo comportamento eccentrico dei due. L’evoluzione di Nick prosegue così con il suo passo, senza essere forzata e aggiungendo quel pizzico di calore umano necessario per rendere tridimensionale un personaggio da comedy.
In questo modo anche un’altra trama che sembrava pensata a tavolino per riempire 20 minuti rivela un doppiofondo quasi toccante, con un picco comico caratterizzato dal terrore di Nick per il malvivente che alita sul vetro.
Ovviamente il risvolto pieno di buoni sentimenti non cancella una trama impostata in maniera vagamente debole, debolezza che sarebbe comunque stata coperta e nascosta dalle ormai riconosciute individualità di Nick e Winston. E qui si ritorna a quanto detto precedentemente: la base della serie – il suo materiale umano capace di dare quel quid in più anche a una scrittura debole – è costituita da top player (continuando con un paragone sportivo). In questo episodio la mancanza di spunti comici capaci di strappare risate di pancia lascia quindi spazio a dei risvolti più ragionati, quasi ammiccanti verso una trama orizzontale. Come se un episodio, che avrebbe fatto affidamento alle solite individualità, all’improvviso avesse lasciato spazio ad un timido gioco di squadra. E quando questo accade, difficilmente ci si può lamentare.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Colpo di scena del padre di Schmidt
  • Risvolto tra Nick e Winston
  • Versi e mimica facciale di Max Greenfield
  • Il criminale che alita nel vetro e Nick spaventato
  • Partenza fiacca con trame apparentemente riempitive
  • Risvolti leggermente forzati
Sappiamo benissimo che ci possiamo aspettare molto di più, ma le alte aspettative che riponiamo dovrebbero darci un’idea su quanto bene ci abbia abituato questa serie.

The Apartment 5×11 2.33 milioni – 1.0 rating
D-Day 5×12 2.28 milioni – 1.0 rating


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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica. Gli piace Doctor Who.

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