Girls 5×07 – Hello KittyTEMPO DI LETTURA 5 min

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Ci sono quelle amiche insopportabili, tormentose e tormentate; quelle che non ti chiedono mai come stai perché a loro non interessa, ma che ti raccontano per filo e per segno come stanno loro. Egocentriche, egoriferite, problematiche e disfunzionali eppure, nonostante tutto, vuoi loro bene. Una di loro è Hannah, la terribile Hannah.
In “Hello Kitty”, settimo episodio di Girls, torna con tutto il suo bagaglio di insopportabili problemi. Una volta si infilava i cotton fioc nell’orecchio per sentire meno la sua anima insofferente, la sua depressione infernale, la sua abulia spaventosa, ora mostra i genitali, alla “Basic Instict”, al preside per non farsi licenziare. Ora ha un fidanzato meraviglioso che sfianca con le sue stranezze.
In “Hello Kitty” Dunham lavora su un principio interessante: il disvelamento di una verità scomoda e dolorosa per Hannah (la relazione tra Jessa e Adam), immergendola in un universo finzionale (la ricostruzione della morte di Kitty Genovese, violentata e uccisa il 13 marzo del 1964).
E’ molto intelligente la costruzione di questo episodio, se da una parte vediamo attori, tra cui Adam, interpretare la storia vera di Kitty, dall’altra assistiamo a come Hannah scopre che la sua migliore amica e il suo più grande amore stanno insieme. La domanda è la stessa e lega in maniera surreale i due episodi: che cosa ha fatto sì che i vicini di Kitty non si siano accorti dell’omicidio e che cosa ha fatto sì che Hannah non si sia accorta del “tradimento” di Jessa e Adam?
Tornando al’episodio basta uno sguardo di Jessa per rompere il muro della finzione, per rompere il finto equilibrio di Hannah. L’alter ego di Dunham assiste, leggendo attraverso le maglie lasche della finzione (lo sguardo di Jessa verso Adam), a uno degli incubi peggiori che si materializza nel momento in cui i due se ne vanno insieme. Subito Hannah si dimentica di essere ad uno spettacolo teatrale, mette di nuovo al centro se stessa, come al solito non crede di meritarselo, umiliata, ferita e delusa addirittura per l’oltraggio subito. La protagonista si dimostra, almeno per ora, posata: sbarra gli occhi, guarda e riguarda, vede Jessa, persa in un gesto di lui, in una sigaretta, spiffera ogni cosa agli altri amici, trattiene il pianto e tiene a sé, nonostante tutto, Fran. La ricostruzione dell’omicidio di Kitty è una sorta di riproposizione blanda, “oltraggiosa”, blasfema di “La finestra su cortile”; ecco il suo “omicidio” a cui la protagonista assiste (non a caso gli attori mettono in scena la morte di Kitty e nello stesso momento Hannah scopre la relazione tra Jessa e Adam, due coltelli conficcati nella carne). Lei vede qualcosa che non dovrebbe da una finestra, come Jeff/James Stewart, mentre l’uomo è bloccato su una sedia a causa di un incidente e deve infilare l’Occhio negli appartamenti dell’edificio di fronte, la ragazza vede ciò che è palesemente chiaro; sarebbe bastato guardare meglio verso quella direzione.
Hannah alla fine è costretta all’ennesima menzogna, si riapre nuovamente il condominio di Kitty e il povero fidanzato è vittima inconsapevole. Lui non sa, non capisce e forse, a causa delle loro differenze, non capirà mai la vera natura della sua ragazza che lo vuole per quella notte non tanto per il bisogno di lui ma per la cocente delusione.
Si apre qui un discorso sul rapporto uomo-donna: Hannah “non è quel tipo di ragazza”, come Dunham spiega nel suo libro: vuole essere indipendente, forse troppo, vuole pensare a se stessa, tanto da risultare fastidiosa, fare la rivoluzionaria, tanto da risultare irritante. La verità è una sola: Hannah non può stare con nessuno, non può condividere niente perché è troppo concentrata su di sé, è sconvolta quando in un ironico e paradossale litigio con Fran viene fuori che lui non gradisce che lei mostri i genitali ad altri uomini. Il suo femminismo non è femminismo, è un’esasperazione del suo ego, non pensa alle altre donne, ma solo a se stessa, le piace essere contro. Fran dal canto suo si comporta come un padre: le dice di non alzare gli occhi al cielo, non fa scenate in pubblico e la riprende come farebbe un genitore con la figlia ribelle. I due insomma hanno un evidente problema di incomunicabilità, ma Hannah non lo lascerà, o almeno non subito.
La scoperta di Hannah poi viene raccontata all’amica Marnie che però è stata ed è tutta concentrata sul divorzio da Desi; non c’è mai tempo per le amiche e per il resto del mondo in Girls, si è ripiegate su se stesse e sui propri “malanni”.
Pensavate di esservi disfatti di quell’inutile personaggio che è Desi? Invece no, eccolo tornare in scena grazie ad un lavoro che lo vedrà, almeno artisticamente, di nuovo insieme a Marnie – vogliono una loro canzone per una puntata di Grey’s Anatomy, come colonna sonora di un momento importante, la morte di un personaggio principale.
Al centro di “Hello Kitty” c’è il racconto di un incubo e il disvelamento di un triangolo – anche fisico se tiriamo delle rette racchiuderemo Hannah, Jessa e Adam in questa figura geometrica – che sarà sicuramente tema importante dei prossimi episodi.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Hannah nonostante tutto
  • La costruzione dell’episodio
  • La relazione di Jessa e Adam
  • Quando si fa riferimento a Grey’s Anatomy
  • La storia di Elijah
  • La relazione tra Marnie e Desi e l’inutile sipario tra Marnie e Ray
“Hello Kitty” è un altro buon episodio, intelligente e sagace, di una stagione che per ora convince.

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