Legal Custodians 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 4 min

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In un epoca in cui a momenti pure le brochure informative diventano delle serie tv, può un serial fittizio diventare reale? A quanto pare sì. Con la benedizione di Bill Lawrence, Zach Braff scrive e dirige il pilota di Legal Custodians: sit-com in origine partorita dalla mente del suo personaggio più famoso (John “J.D.” Dorian) mentre fantasticava sull’Inserviente e l’avvocato Ted nella puntata di Scrubs intitolata “My Waste Of Time”. Le motivazioni dietro la creazione di questa serie sono state molto semplici e pure molto schiette, pertanto, vi riportiamo la parte più significativa dell’intervista che Braff ha rilasciato per Newsrama:

We are living in the age of possibility. Thanks to Netflix, Hulu, Amazon and all the tv cables borned and raised in the last 10 years make every idea possible. So I tell to myself: Why not?

Già, perché no? In men che non si dica, Braff ed il suo socio per la vita Donald Faison hanno fatto partire, tre mesi fa, una campagna di raccolta fondi su Kickstarter, usando come trailer di presentazione lo spezzone di Legal Custodians filmato per l’episodio in questione. L’accoglienza da parte del pubblico è stata da subito estremamente positiva, tant’è che in soli tre giorni la produzione è riuscita a racimolare la somma di 366.000 $ per coprire tutte le spese della prima stagione, composta da sei episodi della durata di 20 minuti ciascuno. RecenSerie ha avuto l’onore di recensire in anteprima il “Pilot” che però si trova già leakato in rete mentre stiamo scrivendo queste righe.
“Pilot” (prossimamente in onda su Netflix) presenta tutte le tipiche caratteristiche di un pilota di una sit-com vecchio stampo, più una caratteristica che il film “Deadpool” ha contribuito a sdoganare al cinema: la rottura della quarta parete. Ted e l’Inserviente sono infatti costretti a vivere assieme e ad adottare il giovanissimo Ron Jita, bambino di origini americo-svizzero-pakistane, dimenticato in un supermercato dai genitori, impegnati nella ressa ormai tipici del Black Friday. I due accolgono benevolmente il ragazzo ma, per esigenze del format, si trovano a doversi confrontare con i tipici cliché e stilemi di una sit-com dalle svolte narrative ormai stantie e che poteva andar bene ai tempi di Friends, ma ora non troppo. La bellezza di tutto ciò sta nel fatto che l’Inserviente e Ted se ne rendono conto: sono effettivamente consapevoli di esseri prigionieri di una sit-com scadente con sceneggiatori troppo pigri e, pertanto, cercano di combattere da dentro il sistema, finendo per fare il gioco degli sceneggiatori stessi e confezionare nient’altro che scene di garantita ed estrema ilarità.
In tutto ciò, non mancano però occasioni in cui trattare tematiche serie ed attuali, come l’adozione e la famiglia di fatto. Si può essere una famiglia di fatto senza avere legami affettivi tra i genitori e senza poterlo consumare (perché, effettivamente, non c’è nessuna relazione amorosa in atto)? E l’adozione è giustificata, se la coppia in questione non è omosessuale oppure non ha vissuto una di quelle tragedie che danno ancora da mangiare alla Barbara D’Urso? Domande, sicuramente, di grande levatura e che nel corso di questa prima stagione non mancheranno di avere una risposta.
Altra grande tematica trattata dal serial riguarda invece il periodo d’oro delle serie tv. Zach Braff (dove fa un cammeo nell’episodio come Stan Lee) s’interroga sulla situazione odierna dei serial e si chiede se la decadenza non sia già iniziata. Ci troviamo davanti alla creazione di ogni tipo di telefilm e a prendere idee da ogni tipo di fonte, Legal Custodians ne è la dimostrazione.
Tra citazioni a sit-com del passato come How I Mett Your Mother e Under The Dome e cammei più o meno ricercati – nella scena dopo i titoli di coda, l’Inserviente intrattiene un discorso sul futurismo con il pesciolino Boris – l’unica pecca di tutto l’episodio è che Legal Custodians si pone, a quanto pare, in un universo narrativo di difficile collocazione. La sit-com si trova in un universo simile a quello di Scrubs ma che ha subito un leggero reboot. Questo lo si può capire nella sequenza in cui compare il personaggio di Chris Turk, qui non interpretato da Donald Faison (impegnato nel ruolo di produttore esecutivo e di regista) ma bensì da Star-Lord Chris Pratt. Grande, grandissima pecca. Nessuno ha spiegato alla produzione che è socialmente accettabile solo che i neri interpretino personaggi bianchi e non viceversa? 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Una serie fittizia diventa una serie effettiva
  • Zach Braff e Donald Faison alla regia
  • Cameo di Boris
  • Braff vestito come Stan Lee
  • Citazioni e riferimenti a go go
  • Importanti tematiche trattate
  • Rottura della quarta parete
  • Una serie fittizia diventa una serie effettiva
  • Turk bianco?!?!?!
Ci sarebbe stato un bel Bless Them All ma non vogliamo sbilanciarci troppo. In ogni caso, la premiata ditta Braff-Faison-Netflix sembra poter ridar vita alla sit-com vecchio stampo. Dovete per forza dargli una chance…
Pilot 1×01 ND milioni – ND rating

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