Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. 3×18 – The SingularityTEMPO DI LETTURA 9 min

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Nei primi anni del ‘900, principalmente tra i paesi dell’Europa, c’era un generale clima di sfiducia e invidia reciproca. L’odio e il senso di rivalsa serpeggiava tra nazioni con la voglia di confermarsi come potenza economica crescente e questo condusse ad una corsa agli armamenti globale, portando praticamente tutti i paesi del mondo a dare fondo ai propri uomini ed industrie per creare armi da poter usare in una guerra che tutti volevano combattere ma nessuno voleva cominciare e fermare sul nascere. L’Attentato di Sarajevo del 28 Giugno 1914 cambiò tutto: la Prima Guerra Mondiale era cominciata. Qual è la connessione tra questa introduzione da Super Quark con “The Singularity”? Adesso ve lo spieghiamo.
Se dovessimo trovare dei punti in comunque con la storia della Prima Guerra Mondiale e l’andazzo del serial ABC/Marvel Studios, l’Attentato di Sarajevo corrisponde a quanto successo in “The Team“, episodio che ha dato vita al piccolo “colpo di stato” interno al Team Coulson, nonché diserzione di Quake in favore del nemico. Questa pugnalata alle spalle da parte della Johnson ai suoi colleghi ha scatenato una corsa ai ripari con relativa acquisizione di armamenti da parte di entrambe le fazioni che, oramai, sono ben distinte e impegnate sul fronte da motivazioni ben più che morali. Con “morali” s’intende il fatto che prima sia il Team Coulson sia il Team Hive fossero mossi da motivazioni più legate alla loro etica: lo S.H.I.E.L.D. per la preservazione della vita umana e l’annientamento di eventuali minacce su larga scala; Hive, invece, per la supremazia degli Inumani e lo spargimento copioso delle Nebbie Terrigene, affinché l’unica razza ammessa sulla Terra fosse la loro. Ufficiosamente si può dire che è ancora così ma è chiaro che, dopo il “tradimento” di Daisy (offesa ultima al Team Coulson), tutto si è trasferito su un piano più personale, al di là delle semplici convinzioni etico/morali, tanto da prendere le linee di condotta prima descritte come una sorta di scusa per giustificare le azioni di rivalsa personale. Ovviamente, per poter favorire e sviluppare al meglio il conflitto fratricida tra Team Hive e Team Coulson, la pesante zavorra dell’Hydra ha dovuto essere accantonata. Sarebbe stata comunque tolta di mezzo ma il problema è che avviene off-screen, in maniera piuttosto sbrigativa e semplicemente abbozzata.
Oltre che a una corsa ad armamenti/ripari, avvengono altre due cose degne di nota.
La prima è che, in maniera interessantissima, questo finisce per caratterizzare indirettamente i leader delle due fazioni. Hive, infatti, si discosta a più non posso dalla sua originale controparte cartacea, rendendosi molto più somigliante ad un personaggio come Apocalisse. Se Jiaying poteva essere riconducibile ad un character come Magneto, Hive invece si presenta come caratterizzazione e piglio narrativo più simile a En Sabah Nur, anche grazie a poteri che lo ricordano (quello di controllare altri Inumani, per esempio). Già ai tempi di “Scars” si era delineata, in queste recensioni, la somiglianza tra Inumani ed X-Men e di come i primi fossero una sorta di “supplente” dei secondi (ancora oggi, grandi assenti del Marvel Cinematic Universe). Coulson invece continua sempre di più a diventare un Nick Fury 2.0, cosa che si può osservare grazie ai botta e risposta avuti con May. Le conversazioni tra i due, non solo delineano la condotta del Direttore S.H.I.E.L.D., ma mostrano anche quali potrebbero essere gli episodi e gli eventi che portano una normale persona ad essere uno come Nick Fury: una personalità fortemente carismatica e piena di risorse, ma anche dalla personalità ambigua e imperscrutabile. Nel mezzo di questa lotta non può che esserci Daisy, la quale (come in una vera Civil War guerra) mostra, verso entrambi, sentimenti conflittuali che si lasciano apprezzare per le note struggenti del dramma, rendendo il personaggio incapace di scegliere tra la sua “famiglia biologica” e quella “adottiva”.
In tutto ciò poi si avverte un tono di minaccia che abbatte la quarta parete. Le minacce che Daisy muove a Fitz, quando lo strangola con i suoi poteri, non sono solo degli avvertimenti che un personaggio fa all’altro, ma anche degli avvertimenti che Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. stesso fa ai suoi spettatori. È già da diversi episodi a questa parte che il serial ha promesso al suo pubblico di mostrare una morte illustre del suo cast e, come i Beatles quando giocavano sulla presunta morte di Paul McCartney (vedi “I Am The Walrus“), anche gli showrunner stessi in ogni episodio cercano di costruire momenti di sincera e sincopata ansia in cui si è portati a credere che uno di loro ci rimetterà le penne. Anche questa volta sembra toccare o a Fitz o a Jemma ma, fortunatamente, non accade. Fortunatamente perché, sfigati come sono, ci voleva un po’ di pace anche per loro: e, provvidenzialmente, arriva sotto le tanto agognate coperte. 

  


Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per la nuova stagione di Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D.? Maccerto che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nella puntata.

  1. Quando James decide quale nome di battaglia gli sta meglio, cita diversi nomi dei comcis e del telefilm. Il primo è “Scorch”, in riferimento al personaggio di Chan Ho Yin, comparso nell’episodio di “Girl In The Flower Dress“. Il secondo è “Inferno”, in riferimento all’Inumano dai poteri pirotecnici, Dante Petruz. Il terzo è “Burning Man“: un festival di otto giorni che si svolge ogni anno dal 1991 a Black Rock City. Per ultimo, c’è anche quello di “Firestarter”. James aggiunge che il nome è “a little ’90s“, riferimento all’omonima canzone dei The Prodigy.
  2. Fa il suo debutto il personaggio di Holden Radcliffe. Comparso sulle pagine di Machine Teen #1 del 2005, Radcliffe si presenta come un potente ed ambizioso uomo d’affari e scienziato, ossessionato dall’idea di creare androidi sempre più perfetti da usare in combattimento. Morì pochi numeri dopo in una esplosione avvenuta su su Machine Teen #5 dello stesso anno, nel tentativo di recuperare l’androide Adam Aaronson. 
  3. In questa puntata, Phil Coulson collauda l’Energy Shield. Inventata da Tony Stark su Iron Man #145 del 1981, il Vendicatore Corazzato usò lo scudo energetico in pochissime occasioni finendo per donarla presto a U.S. Agent (una versione di Capitan America più militarizzata e più alle dipendenze del governo) quando entrambi militavano nel team chiamato Force Works; come Cap, anche Agent usa come arma uno scudo, ma in quel periodo ne era sprovvisto e lo sostituii con quest’arma. 
  4. Durante il finire degli anni ’90 e inizio 2000, lo scudo energetico finì per diventare l’arma di ordinanza di Capitan America, dato che il suo originale scudo andò temporaneamente distrutto e, per far fronte alla mancanza, adottò questa versione al plasma dell’arma. Quando Cap riuscì a recuperare e a riparare lo scudo, tenne comunque con sé una versione dello scudo energetico come “asso nella manica” e arma da usare in momenti di seria difficoltà.
  5. Questa è la prima parte (di quattro) di una saga intitolata “Fallen Agent”, saga composta dagli episodi: “The Singularity”, “Failed Experiments”, “Emancipation”, “Absolution & Ascension”. Questa run avrà come culmine la morte di un membro importante del cast protagonista. Per fomentare l’hype, la Marvel ha rilasciato una immagine promozionale al riguardo, la quale rende omaggio alla storica copertina The Amazing Spider-Man #121 del 1973: storia in cui Gwen Stacy muore. L’immagine è stata realizzata da Greg Land e potete vederla cliccando qui
Facce da Fumetto
Conosciamo un po’ di più i volti noti (e ignoti) dell’Universo Marvel cartaceo trapiantati qui, in questo serial televisivo dedito ad espanderne l’universo.
Hellfire

Tra i nomi che James dice, c’è quello di Hellfire: nome in codice della sua controparte cartacea, che qui fa la sua entrata in scena. Vero nome James Taylor James, ma chiamato da tutti semplicemente J.T. , come la maggior parte dei Secret Warriors venne scovato da Nick Fury e Daisy Johnson sulle pagine di Mighty Avengers #13 del 2008, entrando subito nella squadra. Come tutti i membri, ha una particolare parentela con esponenti dell’Universo Marvel e, nel suo caso, James è un discendente della famiglia Slade, in particolare di Carter Slade, il western hero conosciuto come Phantom Rider. Fin dalla nascita possiede il potere di incanalare il fuoco attraverso gli oggetti rendendo questi ultimi infuocati. Per utilizzare al meglio questa abilità soprannaturale James utilizza una catena, ottenendo la stessa resa e potenza di fuoco della catena di Ghost Rider; il perché, però, J.T. sia in grado di usare questi poteri pur non discendendo da una figura direttamente collegata col soprannaturale non è mai stato spiegato.
La condotta di James nei Secret Warriors non sarà esemplare e, anzi, Hellfire si rivelerà il membro forse più scorretto e infame. Siccome è possibile che questa vicenda possa essere inserita in futuro nella storia, non riportiamo il destino che attende il personaggio per paura di incappare in enormi spoiler. Quando e se verrà mostrata, renderemo pubblico come l’evento è accaduto nel fumetto. 
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Corsa agli armamenti e ripari
  • Phil Coulson: Nick Fury 2.0
  • Conversazioni May/Coulson
  • Hive come Apocalisse
  • L’Energy Shield!
  • Daisy Johnson: da che parte stai?
  • Hellfire
  • Fitz: tra Carlo Martello e Maccio Capatonda
  • Hydra eliminata in malo modo

Quello che sarebbe dovuto essere un episodio di riposo, o che comunque avrebbe dovuto fare da “ponte” per la successiva puntata (che sarà, da quanto si è capito, un tie-in diretto a Captain America: Civil War) invece crea dei tasselli ancora più accattivanti verso il season finale di Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. “The Singularity” è una puntata che mette i puntini sulle i e dà una nuova espressività alla guerra S.H.I.E.L.D./Inumani, aumentando a dismisura la drammaticità della lotta. Il tutto viene poi impreziosito dalla presenza di Hellfire che si dimostra un elemento frizzante e focoso (battutona), nonché positiva aggiunta al serial capace di dare grandi emozioni in futuro. Non va poi sottovalutato il comparto easter egg, che pur essendocene stati molto pochi da diversi episodi a questa parte, ci ha regalato l’Energy Shield. Nerdgasm, activated! 
The Team 3×17 2.83 milioni – 0.9 rating
The Singularity 3×18 3.22 milioni – 1.0 rating

3 Comments

  1. Ottima recensione come al solito.

    Segnalo solo che sulla Marvel Wikia c'è un corrispettivo cartaceo di Holden Radcliff, non metto la mano sul fuoco perché non ho presente i fumetti in cui sarebbe apparso

  2. Grazie Michele! Sia per il complimento, sia per la dritta. A sto giro per le trivia sono andato a memoria e quella miniserie in cui debutta Radcliffe me l'ero proprio dimenticata. Eeeeh, è brutto invecchiare! Ahahahaha

    Grazie ancora!

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