The Big Bang Theory 9×21 – The Viewing Party CombustionTEMPO DI LETTURA 5 min

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La sera della season première di Game of Thrones, andata in onda negli USA la domenica appena trascorsa, Maisie Williams, l’attrice che interpreta Arya Stark, ha fatto incursione a sorpresa in un’appartamento di fan della serie, che stavano tenendo una festa per l’occasione, dopo averli selezionati tra i commenti di un suo post “tranello” su Twitter (l’attrice ha poi documentato tutta la storia sul suo profilo Instagram, che si consiglia di visitare anche solo per vedere le decorazioni del party piuttosto sfiziose). Per la serie, tenete sempre d’occhio gli account delle vostre celebrità preferite, non sia mai non vi si presentino in casa. Sì, è la recensione di The Big Bang Theory e tutto questo probabilmente non c’entra nulla, se non per farvi entrare nel mood della trama dell’episodio, ma sembrava un aneddoto carino da raccontare.
Divagazioni a parte, lo spunto che si può trarre dalla cronaca di questo “viewing party”, riproposto solo pochi giorni prima nella finzione dell’appartamento di Sheldon e Leonard, può far capire la portata della serie nella vita di ogni buon fan, accanito o meno che sia, assurto rispetto al passato a categoria sociale sempre più popolare e di conseguenza emulata. Un “fandom”, proprio per questo, sfruttato dal marketing sempre più fino al midollo. Il che, certo, non è da considerarsi affatto una novità (Star Wars con i suoi gadget da collezione, per le casse sonanti di George Lucas, in fondo cos’è stato?), ma ciò che si tiene a premere in questa sede, è difatti il ruolo centrale svolto dallo show di Chuck Lorre in questa duplice dinamica, ormai auto-elettosi rappresentante mediatico dei nerd di tutto il mondo (con usi, costumi e luoghi comuni annessi, anche contro il volere dei suddetti). Come è successo in precedenza per l’uscita dei nuovi film degli Avengers o di Star Wars, il riferimento a Batman giunge a breve distanza da Batman V Superman: Dawn of Justice; stessa cosa dicasi, come detto, per Game of Thrones, semplicemente la serie più vista e chiacchierata al mondo. Insomma, si va sul facile, cavalcano l’onda, e il loro stesso status di sit-com più seguita d’America da un certo punto di vista lo prevede, ma fa anche riflettere su come la “cultura pop” odierna viaggi molto più veloce e senza sosta rispetto a una volta, andando a braccetto, di conseguenza, col lato commerciale, se non proprio spinta da esso direttamente.
Ma quello che a noi interessa è ovviamente l’incidenza sul lato creativo, e va detto, come sottilmente accennato in precedenza tra parentesi, The Big Bang Theory da qualche stagione a questa parte, si è spesso macchiato di rappresentare semplicemente una pigra accozzaglia di luoghi comuni, dando la netta sensazione di non impegnarsi neanche troppo. I problemi che in molti hanno lamentato, tra cui noi di Recenserie stessi, su uno show snaturato rispetto alle sue origini, su personaggi ormai macchiette di se stessi e così via, non sussisterebbero se non mancasse perlomeno proprio la ricercatezza delle battute in sé. Per dire, se una delle trovate per citare Game of Thrones e strizzare l’occhio al fandom è: “facciamo entrare Stuart vestito da Jon Snow, farà ridere!”, capite subito di cosa stiamo parlando. Da un altro punto di vista, però, tornando quindi a concentraci su questo singolo episodio, c’è da dire che per una volta nel complesso non è proprio tutto da buttare, anzi. Uscite come l'”I love Lisa Simpson!” di Sheldon (e quale poteva essere altrimenti il suo Simpson preferito? Scontato sì, ma nell’immediato funziona), la strenua battaglia lettori/spettatori e frecciata a George R. R. Martin, o ancora la diatriba sui nomi di Batman e Man-Bat che apre e chiude l’episodio, sono tutti esempi di come si possa citare e mettere in scena senza risultare finalmente non troppo banali, tanto che ci fan chiudere gli occhi persino sulla caduta di Stuart in stile “gag fisica da cinepanettone”.
Si capisce che gli autori attraversano un turno positivo quando dopo mesi (se non anni) si ritorna quantomeno a sorridere, specialmente se la principale ragione si ritrova nelle iterazioni tra i protagonisti, per una volta colti non in una fiacca riproposizione delle loro caratteristiche più rappresentative. La singolare situazione sentimentale di Raji, con tanto di evoluzione colta dallo stesso Leonard; Howard che lo imita facendogli notare il suo gongolarsene; il contratto tra coinquilini non pedante, ma con una variazione interna perlomeno “nuova”; Sheldon che prende in giro Stuart a modo suo: mitologia della serie ripetuta sì allo sfinimento, ma più che funzionale alla trama e in maniera oltretutto vivace, vedi la separazione dei gruppi che ne scaturisce, con tanto di efficace sfruttamento spaziale dei due appartamenti adiacenti.
Tutto bello? Purtroppo no, il “ma” non manca mai, perché da un punto di vista più critico, le stesse battute sul contratto, lo stesso Raji che esce con due donne, fino alla presa in giro dell’elemento “debole” Stuart, potrebbero funzionare perfettamente anche se non ci fosse, per esempio, Game of Thrones sullo sfondo. Togliendo, di conseguenza, l’accezione “nerd” a quanto visto, avremo semplicemente dei tizi strambi e quindi una normale sit-com su un gruppo di amici “particolari”. Insomma, in questo senso, ora come ora che avrebbe di diverso The Big Bang Theory da un New Girl? Anzi, considerando l’ultimo ottimo periodo della serie con Zooey Deschanel, ad essere provocatori, verrebbe quasi da rispondere con un bel “seh, magari!”.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La maggior parte dei riferimenti a Game of Thrones, non troppo banali (almeno non abbiamo visto nessuno dire all’altro “non sai niente…”)
  • Le iterazioni tra i personaggi 
  • La battuta sulla “MORTAdella” di Sheldon
  • Raji donnaiolo e l’imitazione di Howard 
  • If Batman were bitten by a radioactive Man-Bat, and then fought crime disguised as Man-Bat, would he be Man-Bat-Man-Bat-Man or simply Man-Bat-Man-Bat-Batman?
  • Stuart/Snow che cade dalla bici  
  • TBBT è ancora TBBT? 
Siamo qui ad osannare un discreto episodio, manco fosse la cosa più divertente mai vista, solo perché di un livello un po’ più alto rispetto alla consueta mediocrità offertaci dallo show? Ebbene sì. Ringraziamo gli autori? Beh, d’accordo esser buoni, ma non è che d’un tratto ci dimentichiamo tutto quello che ci siamo dovuti sorbire quest’anno. 
The Big Bear Precipitation 9×20 13.50 milioni – 3.1 rating
The Viewing Party Combustion 9×21 14.16 milioni – 3.2 rating

Laureato in Letteratura Musica e Spettacolo (no, non è il DAMS) e nella Magistrale di Musica e Spettacolo (sì, tanta fantasia), cresciuto a pane Harry Potter, Lost e Ritorno al Futuro. Nasce scrittore, diventa recensore, vuole fare il regista. Idee molto chiare a parte, ogni giorno si ritrova a prendere appunti dall'HBO dei primi anni 2000, dai vari Lindelof, Moffat, Nolan (quello buono) e da tutta la cricca di Judd Apatow, senza aver paura del tempo speso davanti al monitor, confidando nell’arrivo di una DeLorean volante o, al massimo, nel prestito di una Giratempo...

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