The Flash 2×19 – Back To NormalTEMPO DI LETTURA 5 min

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You know… I’ve always measured my success by counting the number of victims I’ve had. But now I think I’m going to widen my scope. Start counting the number of Earths I conquer, instead. 
You want to go home? Then let’s go.
After all, this Earth has already been brought to its knees.

Per la prima volta dall’inizio della serie si ha l’opportunità di assistere ad una puntata in cui Barry Allen non è Flash ma è solo e semplicemente Barry Allen. “Back To Normal” infatti ha l’onere e l’onore di esplorare tutte le conseguenze che la privazione della supervelocità comporta sia nella vita di tutti i giorni (come si vede dalle scene iniziali), sia nella lotta contro Zoom e, più in generale, contro i metaumani di Central City. Onere e onore si diceva, già, onere soprattutto.
Brooke Roberts e Katherine Walczak dimostrano di non essere all’altezza della situazione e lo fanno costruendo un episodio che ruota intorno a sè stesso senza apportare alcun valore aggiunto alla narrazione. L’occasione per costruire un episodio profondo e psicologico c’è tutta, in fin dei conti la perdita completa (ma sicuramente temporanea) dei poteri è un ottimo e ghiotto espediente per poter respirare un attimo e destrutturare il protagonista per poi ricostruirlo con le sue debolezze, che sono poi ciò che rende umano e avvincente ogni storia di supereroi. Purtroppo “Back To Normal” è l’ennesima opportunità sprecata male che rievoca anche quel brevissimo momento di questa stagione quando Zoom aveva costretto Barry in sedia a rotelle e nel giro di neanche mezzo episodio era già tornato tutto alla normalità in “Gorilla Warfare“.
Nei fumetti la perdita di poteri è un argomento sempre molto scottante che ha toccato bene o male tutti i supereroi sia Marvel che DC: da Bruce Banner che non si trasformava più in Hulk a Tony Stark che aveva perso tutte le sue risorse finanziarie, passando per Spider-Man senza senso di ragno e terminando con Flash senza supervelocità. In tutte queste occasioni, ed esattamente come anche in questa puntata, non c’è alcun dubbio circa la matematica certezza del ritorno allo status quo originale che non rappresenta minimamente un elemento negativo nella trama perchè è la resa umana del protagonista che impreziosisce la storia e che la fa funzionare. Il duo di sceneggiatrici non è stato in grado di replicare l’umanità del personaggio così come non si è riusciti a passare quella sensazione di sconfitta e di “normalità” che invece doveva esserci, ovviamente il risultato è una puntata insipida che accenna qualcosa senza mai veramente crederci, appiattendo tutto e tutti.

Wally “Fucking Genius” West:Uh, I wanted to ask you about something. Someone, actually. Uh, The Flash. Well, he showed up at my street race when Iris got hurt. Then, when that man-shark thing attacked our house. And when Zoom took me, he said, “Someone The Flash knew cared about me”. Yeah, it doesn’t take a genius to figure out that that’s you.

Al termine dell’ultima frase un brivido freddo ha attraversato l’intero corpo di chi scrive. Per un attimo, anche a colpa della formulazione della frase stessa, sembrava veramente che Wally avesse capito che suo padre era Flash e, se il fatto che non sia riuscito a fare 2+2 è già di per sè un’assurdità, questa conclusione affrettata sarebbe stata la classica “cagata fuori dal vaso”. Fortunatamente non è stato così, però l’affermazione di Wally West è la dimostrazione che all’interno della sua scatola cranica c’è solo aria. Sono stati dati troppi indizi per non riuscire a capirlo.

You are gonna get your speed back, Allen. And I’m gonna help you do that. By creating another particle accelerator explosion.

In tutta l’inconsistenza dell’episodio poi si staglia un’ultima affermazione che da un lato preannuncia il ritorno alla normalità tanto decantata dal titolo, mentre dall’altro fa sorgere seri dubbi circa l’eticità e la coerenza dei personaggi, nello specifico di Wells. Nel corso della puntata infatti Griffin Grey si caratterizza come un villain che è villain solo in quanto in cerca della sua “normalità”, improvvisamente venuta meno a causa dello scoppio dell’acceleratore di particelle, non è quindi il classico antieroe che sfrutta i suoi poteri per fare i propri comodi. In contrapposizione a questo fatto, Wells-2, che non è responsabile per ciò che ha fatto Wells-1, si suppone che debba empatizzare almeno un po’ con quanto accaduto ed invece, totalmente a sorpresa e un po’ fuori luogo visto quanto accaduto nell’episodio, se ne esce con la creazione di un’altra esplosione dell’acceleratore di particelle. Ora, premesso che i tempi ed i modi di tale esplosione non ci sono noti, tuttavia il tempismo della proposta non brilla.

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action della città più malfamata dei fumetti? Ma certo che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, come abbiamo fatto per Marvel’s Agents Of SHIELDMarvel’s Agent CarterGotham e Constantine, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nella puntata.
  1. Fa il suo debutto Griffin Grey. Comparso per la prima volta su The Flash: The Fastest Man Alive #3 del 2006, Grey aveva una forza sovrumana nei fumetti (e anche altri poteri) ma con l’invecchiamento rapido come effetto collaterale. Ironicamente, è stato il nemico della versione di Bart Allen di Flash – il nipote di Barry che è stato cresciuto in una realtà virtuale ed è sempre sembrato meno maturo della sua età.
  2. Compare il capannone della Ace Chemicals, la ditta di sostanze chimiche e cosmetici in cui cadde il Joker. 
  3. Compare un poster con la Big Belly Mascotte, avvistata tramite poster nella stanza di Harrison e Jesse. Nella prima apparizione della catena nei fumetti, la mascotte della catena Big Belly Burger era un grosso uomo con la barba che stringe un hamburger gigante, come accenno alla catena “Big Boy” presente a quel tempo.
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Zoom uccide Killer Frost
  • Barry senza poteri
  • Molte opportunità sfruttate male
  • Piattezza generale
Episodio guardabile, per carità, però sà tanto di occasione persa.
Versus Zoom 2×18 3.03 milioni – 1.2 rating
Back To Normal 2×19 3.39 milioni – 1.3 rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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