Feed The Beast 1×01 – Pilot LightTEMPO DI LETTURA 4 min

in Recensioni by
Il mondo della televisione, negli ultimi anni, è stato invaso da ogni sorta di trasmissione di cucina: reality show, competizioni, programmi dove vengono mostrate ricette innovative. Anche il cinema non è rimasto esente da questa influenza, basti vedere film come Chef – La Ricetta Perfetta di Jon Favreau (consigliatissimo) e Burnt- Il Sapore Del Successo con Bradley Cooper (prodotto mediocre dove si segnala, tra le altre cose, una pessima performance di Riccardo Scamarcio) che ritornava nei panni di uno chef dopo la sfortunata avventura di Kitchen Confidential nel lontano 2005. In pratica mancava soltanto una serie tv sulla cucina e ci ha pensato AMC a colmare questa lacuna. In realtà, essendo Feed The Beast un remake, non è corretto dire che sia la prima seconda serie che si occupa di questa tematica ma l’originale, Bankerot (serie danese), è praticamente sconosciuta e composta da 8 episodi (4 a stagione) dalla durata di 25 minuti, quindi la si può considerare come il terzo grande tentativo di far entrare chef e sommelier nella serialità.
I protagonisti sono Dion Patras, interpretato da Jim Sturgess, un brillante cuoco appena uscito di prigione (incarcerato per aver dato fuoco al ristorante dove lavorava), e Thomas Moran, interpretato da David Schwimmer, sommelier amico ed ex collega di Dion depresso dopo la morte della moglie (anche lei lavorava insieme a loro). Chi ha visto American Crime Story (e chi non l’ha fatto deve assolutamente recuperare) potrebbe aver storto il naso leggendo l’ex Ross di Friends tra i protagonisti. Del resto, non si può dare loro torto, perché Schwimmer ha effettivamente sfigurato in un complesso attoriale in stato di grazia (Cuba Gooding Jr., Courtney Vance, Sarah Paulson, John Travolta…). In questo caso, però, è molto più convincente, nonostante Sturgess risulti molto più carismatico, ma ciò può dipendere anche dalla diversa caratterizzazione dei personaggi, visto che Moran è un uomo in balia di sé stesso che non riesce più a reagire.
Il pilot è tutto sommato discreto perché parte da un’idea di fondo abbastanza originale e getta le basi per la trama a medio/lungo periodo (l’apertura di un ristorante tutto loro, come progettavano di fare prima che Patras finisse in prigione e Rie, la moglie di Thomas, morisse). Il problema, però, è rappresentato dalla moltitudine di sottotrame ingombranti. Se la storia della mafia che ricatta Dion darà quel tocco di drama in più, e Patrick “Fatina Dei Denti” sembra un villain folle abbastanza da rimanere impresso, poteva essere evitato il mutismo di T.J., figlio di Thomas, che non parla più dal giorno della morte della madre (il bambino ha assistito alla scena), scelta narrativa voluta solamente per enfatizzare il lato emotivo della serie e per enfatizzare tutti i problemi esistenti, tipo la maestra sospettosa che vuole chiamare gli assistenti sociali. A questo proposito è giusto aprire una parentesi: a posteriori lei ha ragione, perché il character di Scwhimmer ha effettivamente problemi col bere, ma non può assolutamente dedurlo dall’alito perché è normale che sappia di vino dato che di mestiere fa il sommelier. Che poi Thomas il vino non lo sputi dopo l’assaggio è un altro discorso, ed è un fatto di cui l’insegnante non è a conoscenza.
Il rischio di mettere troppa carne sul fuoco è alto, ed aumenta ancora di più con l’arrivo di altri due personaggi: il padre di Thomas, uomo invalido che non parla al figlio da un decennio, e una donna che ha avvicinato lo stesso Thomas al gruppo di sostegno per vedovi, che probabilmente rappresenterà il personaggio femminile principale della serie. La sua introduzione però è stata troppo brusca, se non totalmente innaturale, perché si capisce fin da subito che il loro non è un incontro casuale come Clyde Phillips (creatore e produttore esecutivo della serie, oltre che autore di questo episodio e più rinomato per essere stato uno dei produttori di Dexter) vorrebbe far credere, perché le domande che rivolge all’uomo sono troppo dirette e non sembra affatto una coincidenza che anche lavori in un ristorante. Il tutto senza contare l’imbarazzante performance recitativa di Lorenza Izzo che, nei panni di una vedova, sembra più alla ricerca di un fidanzato che di piangere l’ex fidanzato morto.
Feed The Beast purtroppo sceglie di intraprendere una strada già battuta in lungo e in largo sia nel piccolo che nel grande schermo: basare l’intera trama su una menzogna. Dion che non dice a Thomas che vuole riaprire il ristorante perché deve ridare i soldi alla mafia, con conseguente scoperta della verità a fine prima stagione e confronto duro e diretto tra i due è una storia vista e rivista che può rivelarsi rischiosa. Sorprende inoltre l’ingenuità di Thomas che non sospetta nulla riguardo al repentino cambio d’idea dell’amico, soprattutto perché deve essere a conoscenza dei suoi debiti con la mafia, visto che il ristorante bruciato era di loro proprietà. Insomma manca davvero quell’acume narrativo che ci si aspetterebbe da un prodotto AMC.
Nota finale: le scene durante le quali Dion cucina sono senza dubbio ben fatte, ma noi italiani potremmo non esaltarci come negli USA per delle fettuccine (che poi sarebbero pappardelle) al sugo.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Idea abbastanza originale
  • Personaggi interessanti
  • Troppa carne al fuoco
  • Errori di sceneggiatura
Pur non essendo un capolavoro (almeno per ora) e avendo diversi difetti, Feed The Beast convince abbastanza da ottenere la salvezza o, quantomeno, la visione del secondo episodio. Del resto, AMC merita sempre fiducia.
Pilot Light 1×01 0.98 milioni – 0.3 rating

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Ultimissime

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: