Outlander 2×08 – The Fox’s LairTEMPO DI LETTURA 4 min

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Con “Faith” si è chiusa la difficile e dolorosa esperienza in terra francese dei coniugi Fraser e, dopo gli avvenimenti che hanno irrimediabilmente segnato sia Claire che Jamie, è tempo di tornare finalmente a casa, nell’amatissima Scozia.
Fin dalla sigla il cambio di scena è evidente: si riaffacciano le sonorità della prima stagione con qualche immagine in più e la magia delle Highlands ritorna così come la si era lasciata.
Per quanto la parentesi parigina sia stata efficace sia per la trama orizzontale che per la crescita dei protagonisti, si sentiva la mancanza dello scenario originale dove tutto è iniziato e che esercita sulla storia un fascino particolare.
Casa significa Lallybroch e l’episodio nella prima parte ci accompagna tra le mura della tenuta dei Fraser, dove la calma della quotidianità si dimostra una medicina per le ferite che Parigi ha lasciato su Jamie e Claire. Il clima familiare più semplice e genuino regala a marito e moglie quell’unità che gli era mancata in Francia e salta subito all’occhio come il ritorno in patria li stia aiutando a elaborare e superare la perdita più grande, quella della loro bambina. La morte della piccola Faith ha sconvolto entrambi e dopo aver vissuto insieme a Claire ed empatizzato con lei questo lutto, in questo episodio assistiamo a ciò che prova Jamie.
In una scena dolcissima e triste al tempo stesso, vediamo l’uomo cullare e parlare alla propria nipotina, la nuova nata figlia di Jenny e suo marito. Claire osserva da lontano ed è proprio la sorella di Jamie ad aiutarla a comprendere il dolore sommesso del fratello: gli uomini hanno un modo diverso di mostrare ciò che li turba, soprattutto davanti ad un avvenimento, la morte di un figlio, così sconvolgente. Se quel bimbo poi non ha nemmeno visto la luce, un padre non ha avuto la possibilità di percepirlo e sentirlo fisicamente, esperienza che il miracolo della vita regala ad un madre fin dai primi mesi della gravidanza. Il dialogo tra le due donne è non solo bellissimo per il significato che ha, ma poiché tratta con estrema delicatezza un argomento straziante.
Tornare in Scozia però non significa dimenticare che la storia sta per accadere e che i tentativi di sabotare la rivolta giacobita non abbia dato i suoi frutti. La Battaglia di Culloden è imminente e i Fraser scoprono che Prince Charlie ha diffuso una lettera dove invita i clan ad unirsi a lui e a sostenere la ribellione, firmata da chi è già suo alleato. Naturalmente c’è anche, falsificato, il nome di Jamie e a quest’ultimo non resta che reggere il gioco e trovare uomini nel tentativo di ribaltare le infauste sorti della battaglia.
E qui entra in gioco la Volpe del titolo: il capoclan dei Fraser è il nonno di Jamie, Lord Lovat, viscido e inaffidabile che cambia bandiera in base a dove vanno i suoi interessi. L’unico modo per avere uomini fidati per la missione sembra essere quello di cedere a Lovat la tenuta di Lallybroch ma Jamie e Claire fanno fronte comune e riescono in qualche modo a gabbare la Volpe. Il modo in cui i protagonisti fanno squadra è l’ennesima riprova che il ritorno in Scozia abbia giovato alla loro unione: se da un lato Claire attraverso Laoghaire tenta di irretire il giovane erede Simon per dargli coraggio e ribellarsi alla decisione di neutralità di Lovat, dall’altro Jamie scopre la dedizione del nonno ai poteri occulti e usa questa debolezza contro di lui, con una “visione” a proprio favore della Dame Blanche.
Jamie e Claire riescono quindi ad ottenere ciò che vogliono senza cedere Lallybroch e con qualche riserva da parte di Lord Lovat, ma la cosa importante da notare è come abbiano fatto il tutto in totale armonia, cosa che spesso gli era mancata durante il soggiorno francese.
L’unica punta meno interessante che appartiene più al melò (ma Outlander è anche questo) è la scoperta delle origini bastarde di Jamie; siamo però abbastanza sicuri che non sia una notizia fine a sè stessa perché getta dei dubbi sulla legittimità del suo titolo nobiliare e questo potrebbe essere importante per un qualche prossimo risvolto.
Arrivati a metà stagione, Outlander cambia ambientazione e con questa puntata di transizione si prepara ad entrare in azione. La grande questione resta quella del viaggio temporale e della possibilità di correggere la storia: cambiare il corso degli eventi sarà possibile o ciò che deve accadere succederà comunque nonostante la presenza di Claire e quindi del futuro nel passato?

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il ritorno in Scozia anche nella sigla iniziale
  • Il rapporto ritrovato e mai spento tra Jamie e Claire
  • Il modo in cui i Fraser ottengono ciò che vogliono da Lord Lovat
  • Laoghaire e il suo presunto “pentimento”
“The Fox’s Lair” segna il ritorno in terra scozzese di Outlander e dei suoi protagonisti, ambientazione più consona ed affascinante per la storia; la serie sta dimostrando puntata dopo puntata di saper spaziare in diversi generi, riuscendo ad attirare l’attenzione di un pubblico ingiustamente poco numeroso ma sicuramente eterogeneo. Molto ancora deve accadere e la curiosità è alle stelle.
Faith 2×07 1.09 milioni – 0.2 rating
The Fox’s Lair 2×08 1.05 milioni – 0.2 rating

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Filosofa a tempo perso ed educatrice in tempo utile, Rina gironzola con la sua bicicletta tra le viuzze di una cittadina nebbiosa; esperta conoscitrice del lato misterioso dell'animo seriale, non disdegna quello più trash: da Twin Peaks a Gilmore Girls, da Game of Thrones a True Blood, passando per Sherlock e il Dottore. Si mormora non possa fare a meno del cioccolato, della sua raccolta di cd, di tutti i romanzi di Jane Austen e di parecchi film. Ironica, pungente e romanticamente pignola, è inglese nell'animo.

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