The Get Down 1×03 – Darkness Is Your CandleTEMPO DI LETTURA 6 min

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La notte più buia viene subito prima dell’alba” diceva Harvey Dent in quella scena dell’arresto ne “Il Cavaliere Oscuro”. Questa sarebbe la frase scelta se avessimo dovuto riassumere questo terzo episodio di The Get Down in poche parole. Perché “Darkness Is Your Candle” è più di un titolo ma un vero e proprio strumento utile come chiave di lettura dell’intero episodio che, a sua volta, contiene al suo interno altrettante possibili letture.

We got rhymes on our mind, we got rockin’ in our heart
Innanzitutto, non si può non leggere con guardingo fascino la destabilizzante dicotomia del titolo: “Darkness Is Your Candle” (“L’oscurità è la tua candela”). “Com’è possibile che dal buio possa generarsi la stessa luce che emette una candela?” ci si chiede automaticamente, poiché tendenzialmente abituati a ragionare per logica. Il buio non può essere l’elemento adatto a sostituire un oggetto che crea luce, è matematico. Ma, ovviamente, il titolo è formulato sotto forma di allegorica simbologia e attaccarsi al significato da vocabolario delle singole parole non serve: il messaggio sta più all’azione stessa dell’intera espressione e quello che vuole dire in senso figurato, nel suo compito di rappresentare una realtà e tradurla in termini artistici. Pertanto, il titolo è la versione poetica di altri vocaboli come “epifania”, parola che descrive come, dopo un blocco mentale prolungato, arrivi la rivelazione della soluzione tanto agognata. Da qui “Darkness Is Your Candle”, perché l’oscurità si è fatta candela e ha dato quel tanto di luce che serviva per trasformare l’oscurità in qualcosa che rischiarasse.
Alla luce di ciò (ha fatto la battuta, ha fatto…) se si applica questo ragionamento a tutta la puntata, si realizza come questo terzo episodio sia proprio la rappresentazione seriale della parola “epifania”: più di ogni altra cosa, abbiamo una progressione decisiva di tutta una serie di situazioni di stallo legate alle tematiche del buio, della luce, della caduta e della rinascita. Il blackout è ovviamente in cima a questo listone.

It’s crazy to see people be what society wants them to be, but not me
La parte dei leoni la fanno, com’è giusto che sia, i più giovani del cast. Da loro, soprattutto da Zeke e Mylene, arriva la versione più potente dell’espressione “epifania” che qui viene anche vista come forza motrice che produce una fame quasi bulimica che grida scalpitante di saziarsi di cambiamento e voglia di rivalsa. Per ben due episodi, Zeke e Mylene hanno girato a vuoto avendo ben chiaro in testa chi sono e chi volessero diventare, ma trovandosi piuttosto spiazzati circa la strada da percorrere per il futuro. Dopo svariati tentativi falliti di trovare un compromesso tra chi siano e cosa vogliano diventare (molti di questi visti nell’episodio in questione), la giovane coppia trova nel buio e nello sconforto la propria candela, la proverbiale “luce alla fine del tunnel”.
Per Mylene è un produttore discografico, l’espressione “ombra di sè stesso” fatta uomo, la cui esperienza dona alla ragazza la sferzata che serve per incamminarsi sulla strada di un album disco con il beneplacito dei genitori.
Per Zeke la reazione non è così positiva. È sì decisa, ferma, inamovibile: ma non così positiva. Il paroliere del Bronx si lascia infatti sopraffare dai sentimenti che hanno donato fama e successo a generi musicali come il punk e, appunto, l’hip-hop: la rabbia, l’odio, la frustrazione, il razzismo, la povertà delle strade e delle famiglie, l’amore/odio per il quartiere in cui vive e la critica politica, sociale e culturale. Certo, storicamente la nascita dell’hip-hop è datata 1973 e qui stiamo nel ’77, ma se nel ’73 nasceva sotto il punto di vista della metrica, qui nasce sotto il punto di vista spirituale. Seguendo i loro desideri, alla fine i due aspiranti musicisti trovano la strada, vivendo una seconda giovinezza. L’amorosa effusione dei due – resa visivamente efficace grazie ad una New York in fiamme – è poi una perfetta chiusura di un cerchio, non solo a livello di caratterizzazione e di simbologia ma anche musicale (la discomusic è uno dei generi da cui deriva l’hip-hop).

God is smiling on you, but he’s frowning too
Ma anche nel mondo “dei grandi” le cose procedono su un binario parallelo, anche se meno “spensierato”. Di certo il serial non racconta una favoletta e setting e location aiutano a far entrare lo spettatore nella concezione che quello che vede è finzione fino ad un certo punto. The Get Down è il fratello sporco, brutto e cattivo di Stranger Things, entrambi (con i mezzi e le tematiche che si sono scelti) descrivono una decade. Ma se dalla parte del cast giovanile c’è comunque la cruda realtà del ghetto e del Bronx che ti trascina giù nel suo viscoso catrame, essi hanno sempre e comunque l’entusiasmo della gioventù dalla loro parte, oltre che il conforto con data di scadenza che per crescere “c’è sempre tempo”.
I grandi, invece, non hanno più questo lusso e infatti le storyline dei personaggi adulti (pur dividendo lo spazio con quelle dei ragazzi) mostrano un taglio parecchio diverso, forse ancora più crudo e meschino, proprio perché l’oscurità non sembra più una candela ma proprio una sconfortante distesa di nero. Per una volta, però, grazie anche al realmente accaduto blackout di New York, entra in questa bolla temporale dove i concetti di tempo e spazio sono relativi e non hanno più età. E in questo mondo fatto di droga, ricatti, mafia, perpetue pugnalate alle spalle e rapporti di comodo, dal buio nasce questa candela che ricorda a tutti che la speranza è l’ultima a morire. Un produttore discografico vecchio e arreso alla immagine che gli altri gli hanno cucito addosso, trova (forse) la strada per tornare uomo, dove egli vede il futuro dell’aspirante cantante disco per il suo glorioso ritorno al passato. Papa Fuerte e Lydia Cruz riassaporano le gioie di un amore sbocciato e appassito, in un ballo tanto amaro quanto tenero e struggente, in diretta contrapposizione a quello nascente di Zeke e Mylene. 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Zeke & Mylene: la nascita di due stelle della musica
  • Utilizzo di un evento storico come importante svolta di trama
  • L’utilizzo di autentici reperti video del blackout del ’77
  • Darkness Is Your Candle e tutto quello che c’è dietro
  • Si beh, praticamente l’intero episodio. Diciamo così e facciamo prima
  • Nulla
E mentre la Grande Mela è in preda all’anarchia, dentro questo pancione oscuro che è “Darkness Is Your Candle” l’episodio partorisce nuove, vecchie forme dei nostri protagonisti. Tanto per dirne una, I Fantastici Quatto + Uno muoiono e dal buio della morte nascono i The Get Down Brothers: altra candela, per un’altra succosa opportunità. E intanto che ci chiediamo come le cose cambieranno e quanta strada faranno questi personaggi, questo episodio che rasenta la perfezione raggiunge la sua conclusione. 
Seek Those Who Fan Your Flames 1×02 ND milioni – ND rating
Darkness Is Your Candle 1×03 ND milioni – ND rating
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Nato da un'idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: "Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell'insegnamento". Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E' destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

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