Fear The Walking Dead 2×12 – Pillar Of SaltTEMPO DI LETTURA 4 min

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“Pillar Of Salt” compie un piccolo passo indietro rispetto ai precedenti episodi, grazie ai quali Fear aveva abbandonato la classificazione di serie da prendere a parolacce proprio una cosa malissimo. La dinamica del “Save Them All” che si era insinuata, quindi, si perde per strada qualche ingranaggio, colpa di una diminuzione di ritmo e una standardizzazione delle dinamiche di trama. Queste, infatti, già viste nella serie madre, davano comunque allo spettatore la garanzia di un intreccio e di sviluppi che avrebbero creato movimento. La strada presa da “Pillar Of Salt” sembra puntare ad un reset ulteriore.
Se il gruppo si era diviso in tre blocchi, durante il midseason, sappiamo già che un contatto è avvenuto: Travis vede le insegne che Madison ha acceso in favore del figlio Nick. E’ chiaro che, quasi del tutto appiedati, non potesse nessuno di loro essersi diretto nel capo opposto del paese. Verosimile quindi una vicinanza reciproca. Si può essere rimasti allora perplessi da una loro separazione come scelta di trama (tuttora l’auto-allontanamento di Nick risulta forzato), lo si potrebbe essere ancora di più alla luce di un eventuale improvviso riavvicinamento. Come a dimostrare che le idee per lo spin-off siano limitate e che sfruttando dinamiche già collaudate si possa comunque creare una macchina acchiappa ascolti (sempre che non si voglia sposare la teoria complottista secondo cui FTWD sia una versione annacquata di TWD, utile a far ben figurare quest’ultima) senza veri e propri sviluppi.
E’ stato spesso proposto il paragone tra la figura di Madison e la figura di Rick Grimes. Cosa ha la prima in meno rispetto al secondo? Cos’è che ci spinge ogni volta a dire “che palle questa”? Il protagonista della serie madre fa quello che fa, arriva dove arriva, mediante un percorso di sofferenza (vedi la perdita di Lori), attraverso traumi specifici, in un mondo – ricordiamolo – successivo a quello di FTWD, dove l’apocalisse ha raggiunto uno status avanzato e senza speranza. Ci immedesimiamo quindi nella trasformazione di Rick, leggiamo e comprendiamo la follia nei suoi occhi, empatizziamo con le sue scelte drastiche. Semplicemente, lo capiamo. Madison agisce spinta da un’indole per cui lo spettatore non può simpatizzare. Aggiungiamo a questo l’immagine altamente maschilista che vede la protagonista agire, sì con leadership, ma pur sempre con reazioni, per l’immaginario comune, femminili (la mamma che mette tutti a rischio per ritrovare il figlio, reazioni isteriche varie ed eventuali, l’irruzione in un interrogatorio gestito da loschi figuri). Involontariamente esilarante l’interruzione dell’interrogatorio di Francisco (prolisso e ripetitivo l’incipit su un personaggio così marginale), dove persino i “cattivi” guardano Madison e pensano – appunto – “che palle questa”.
Sembra un’autostrada quella che condurrà all’inevitabile decisione su Ilene. La traumatizzata signora ci smentisce quando, ad inizio episodio, potremmo aver erroneamente creduto fossero passati tanti giorni (il montaggio con tanto di canzone spesso induce a pensare a più o meno lunghi balzi temporali). Invece no, a quanto pare la ferita della scomparsa della tramutata figlia è ancora fresca e irrimediabile, e allora perché non presentarsi con un coltellino utile per sbucciare le mele ed accoltellare il povero Victor? Victor che tra l’altro non si è mai fatto mezza risata in tutta la serie e una volta bucherellato diventa un gran simpaticone.
Sia chiaro, il trend positivo che si era delineato non si è assolutamente azzerato. Le falle di uno spin-off che tuttora lascia perplessi fisiologicamente riaffiorano e si palesano in personaggi mai troppo amati. Sarebbe ingiusto però fare di tutta l’erba un fascio, Se infatti il personaggio di Madison può considerarsi a tutti gli effetti mal pensato (malgrado la brava Kim Dickens), un plauso va ricondotto, apprezzamenti estetici a parte, alla figura di Alicia che sempre di più si sta ritagliando un ruolo consistente nell’economia della storia, quasi andando ad affiancare la riuscita figura di Nick.
Ah, c’è anche Ofelia. Peccato si sia deciso di saltare a piè pari il momento della sua fuga (la vediamo sparire nell’albergo colmo di zombie, la ritroviamo oggi auto-munita) per lasciare spazio a dei flashback che boh.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Alicia
  • Rimane costante la vaga curiosità di vedere l’episodio seguente
  • Madison e le sue scelte a membro di canide
  • Storie su fratelli di cui non ce ne può fregare di meno
  • Ofelia e i suoi flashback
  • Victor che scherza dopo essere stato accoltellato
Siamo lontani dalla serie che ci scandalizzava e ci faceva esclamare dei sonori “perché?” durante la visione. Un passo indietro rispetto alle ultime uscite ma possiamo dire che in giro c’è molto di peggio.
Pablo & Jessica 2×11 3.4 milioni – 1.5 rating
Pillar Of Salt 2×12 3.6 milioni – 1.6 rating

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica. Gli piace Doctor Who.

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