Kevin Can Wait 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 3 min

in Recensioni by

“Suo figlio è bravo, ma non si applica.”

Basterebbe questa semplice frase per chiudere la recensione e rispedire al mittente questa sit-com inconcludente, priva di storia e mordente.
Il plot rappresenta tutto ciò che nella televisione è ormai presente da decenni, senza un effettivo punto innovativo o da cui trarre spunto per mostrare al proprio pubblico un prodotto che, impossibilitato a risplendere di luce propria, almeno non si presenti come qualcosa di già visto da decadi.
La nuova serie della CBS presenta come protagonista Kevin, per l’appunto, un poliziotto che ha da poco ottenuto il pensionamento e che potrà quindi spendere il tempo libero con i membri della sua famiglia. Questo è il punto iniziale, ma basti sapere che verrà ribaltato dopo solo i venti minuti di pilot considerato che Kevin si mette alla ricerca di un nuovo lavoro per far fronte a spese impreviste.
Che colpo di scena al cardiopalma, How To Get Away With Murder insegna.
La caratura della comicità viene inquadrata fin da subito con una delle scene di apertura nella quale il lato comico, da cui è poi scaturita la risata registrata, è stato l’aver cercato di accostare la parola prostituta rivolgendosi alla moglie (non inveendo, ma per fare un banale esempio di situazione ipotetica che la scena richiedeva).
I personaggi sono presentati sommariamente, d’altra parte si tratta pur sempre di un pilot di una sit-com. Il protagonista, Kevin, sembra costruito ad hoc su figure come Jim (da La Vita Secondo Jim) e Michael Kyle (da Tutto In Famiglia): un padre di famiglia che racchiude in sé tutto il lato simpatico della storia e senza il quale poco resta in piedi.
Gli sketch, nella loro totalità, regalano ben poche risate all’ignaro spettatore che si era collegato pensando di poter guardare una sit-com: battute forzate e la maggior parte di esse fisse attorno al tema alcol. Quest’ultimo punto non è da vedere come un richiamo “morale”, ma visto il continuo battere su questo determinato punto l’ilarità scema dopo il secondo scambio di battute.
I personaggi principali sono interpretati da Kevin James (The King Of Queens, Un Weekend Da Bamboccioni e sequel), che interpreta il classico padre di famiglia e poliziotto in pensione; Erinn Hayes (apparsa in The West Wing, Parks And Recreation e New Girl), la moglie e spalla comica della serie.
Kevin Can Wait si tratta di un progetto a quattro mani scritto dallo stesso Kevin James e Bruce Helford e poco si può dire in tal senso: per il primo si contano impegni in tal senso per film del calibro de Il Super Poliziotto Del Supermercato (ma anche il sequel, se non vi fosse bastato).
Degli altri attori c’è poco da far menzione: i due figli più piccoli della coppia, dopo essere apparsi per circa un paio di minuti ad inizio episodio, svaniscono nel nulla non venendo più minimamente presi in considerazione o citati; l’altra figlia appare invece solo ad episodio ormai in dirittura d’arrivo. Minutaggio alquanto scadente per poter effettivamente dare un giudizio dell’intrattenimento degli stessi.
La comicità latita e la storia non riesce ad avere quel mordente giusto per mantenere alto l’interesse del proprio pubblico, oltre al fatto di essere quanto più di banale e di già visto si potesse aspettare. Non è il potenziale comico a mancare, quanto la sua totale inespressività: l’elemento padre di famiglia (che ha funzionato bene per serie come Tutto in Famiglia e La Vita Secondo Jim o anche Otto Sotto Un Tetto) può nascondere e regalare dei risvolti comici che se sfruttati potrebbero regalare longevità assicurata alla serie. Ma per quello espresso dal pilot, c’è ben poco da sperare e da rinnovare.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Kevin James
  • Kevin James
  • Un cast trasparente
  • Trama banale e svuotata di possibili risvolti narrativi
  • Comicità non pervenuta
  • Battute forzate e ripetitive
Il pilot di una serie dovrebbe mettere in mostra le qualità migliori per poter catturare l’attenzione del massimo range di pubblico, ma purtroppo Kevin Can Wait si presenta solo inconcludente e banalotto. Come detto ad inizio recensione: la serie potrebbe essere un buon prodotto, ma non si applica.
Pilot 1×01 11.08 milioni –  2.6 rating

Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Ultimissime

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: