Suits 6×08 – Borrowed TimeTEMPO DI LETTURA 4 min

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All’alba dell’ottava puntata (e a due dal summer finale) Suits ingrana la giusta marcia, con un episodio ricco di azione, una buona dose di feels su più versanti, una trama adeguatamente articolata e un finale che sembra una conclusione ma potrebbe anche non esserlo (a giudicare dal promo della prossima puntata).
Harvey è il jolly che, facendo la spola tra studio, prigione e ufficio di Sutter, cerca di mantenere in piedi l’intricato gioco messo su per tentare di far uscire Mike; un gioco che l’ha portato a essere contemporaneamente avvocato dell’amico, del suo compagno di cella e del suocero di quest’ultimo, il luciferino Sutter appunto, che incarna il perfetto stereotipo del vecchio magnate della finanza spietato, arrogante e avido, per il quale non si può che provare un sentimento di repulsione. Almeno per queste puntate, però, non si può parlare propriamente di villain della stagione considerando che è stato più una leva dei protagonisti che un vero antagonista quindi non ha instillato, come avevano fatto i suoi predecessori, un vero e proprio timore per le sorti di Harvey&Co. già abbastanza precarie per conto loro, peraltro. Questo non ha rappresentato necessariamente un difetto. Infatti, insieme al ruolo ambiguo di Cahill, a tratti nemico e a tratti amico di Harvey e Mike, l’utilizzo del personaggio di Sutter ha portato lo show a rompere quegli equilibri raggiunti nelle ultime stagioni che non sembravano voler essere superati: il modello di trama basato su un personaggio negativo e cattivo che voleva distruggere Harvey/lo studio e verso cui convergevano le principali storyline che si concludevano nella prima metà della stagione, per poi passare a un altro big bad e relative battaglie nella seconda metà. Tale pattern narrativo rappresentava un punto a sfavore dello show che diventava prevedibile e un po’ banale, quindi ben venga lo stravolgimento dei ruoli se l’effetto finale è questo.
Non mancano comunque trovate infelici, un po’ forzate e irrealistiche (vedi l’improvvisa sprovvedutezza di celeberrimi avvocati che tralasciano di chiedere ai propri clienti cose di poco conto tipo “hai le prove di quello che dici o mi stai mandando a fare una figura di merda davanti a tutti?”; la facilità con cui si tirano fuori in tribunale testimoni e prove dal cilindro quando lo sanno anche i muri che la controparte deve esserne prima a conoscenza altrimenti può richiedere un rinvio del processo – grazie polizieschi, gialli e legal drama americani per le competenze legali che ci avete fornito in tutti questi anni!).
Tralasciato ciò, quel che resta è nel complesso un’ottima puntata, soprattutto se messa a confronto con il resto di questa stagione poco incalzante, un po’ piatta nel registro e poco incisiva nella trama, oltre che caratterizzata da storyline troppo disgiunte tra di loro. Su questo fronte già dallo scorso episodio si era fatto un grande passo avanti grazie al coinvolgimento di tutti i personaggi nella trama orizzontale e lo stesso stratagemma di Harvey quale avvocato di un po’ tutte le controparti ha aiutato in tal senso. Nonostante questo, è stato dato modo a tutti i personaggi di sviluppare storyline parallele: la liaison romantica di Louis che prende una piega inaspettata ma mostra tutta la tenerezza e il romanticismo di un personaggio totalmente adorabile; Jessica e l’incontro con Jeff ma anche il “Progetto Innocenza” con Rachel, il cui personaggio è finalmente riuscito ad uscire dal guscio di mera fidanzata petulante. E poi c’è Donna. Nonostante le interazioni con Stu abbiano regalato picchi di epicità come non se ne vedevano da tempo immemore, la sua importanza all’interno delle storyline di questa stagione è stata davvero minima e questo sconosciuto Mitchell che compare improvvisamente (solo nelle sue parole) per consolare/consigliare Louis non apporta nulla, anzi, esalta ancor più la poca cura riservata al fantastico personaggio della awesome segretaria. Un vero peccato anche se confidiamo che il suo ruolo nella vicenda verrà rafforzato se non entro la fine della prima mid-season, almeno nella seconda parte della stagione.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Coinvolgimento di tutti i personaggi nella vicenda principale
  • Giusto mix di azione e emozione
  • Rachel mostra finalmente la grinta
  • Ruolo marginale di Donna
  • Forzature e facilonerie a profusione

Una puntata che si staglia un po’ rispetto alla stagione poco incisiva: azione, trama avvincente e adeguatamente intrecciata, giusta dose di picchi emozionali, coinvolgimento di tutti i personaggi nella storyline principale. Sembra che Suits abbia finalmente trovato la giusta strada per questa stagione, c’è solo da sperare che continui a percorrerla.

Shake The Trees 6×07 1.83 milioni – 0.4 rating
Borrowed Time 6×08 1.88 milioni – 0.4 rating

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