Crisis In Six Scenes 1×01 – Episode 1TEMPO DI LETTURA 4 min

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Amazon made me an offer I couldn’t refuse. I did refuse it for a couple of years, but then it got better and better.

Quando si sparse la notizia che Amazon era riuscita ad accaparrarsi Woody Allen per una serie tv, Internet ed i forum si accesero come luci di natale tra commenti frizzanti ed un’innata apprensione per maggiori dettagli circa il prodotto. In fin dei conti, e a ragion veduta, potersi fregiare di essere riusciti a convincere un genio come quello di Allen a lavorare alla sua prima serie televisiva non è cosa di poco conto. Non appena si aggiunse anche il nome di Miley Cyrus al progetto, allo stesso modo, se non più della combo Amazon/Woody Allen, la curiosità e l’eccitazione per l’accostamento delle due personalità non erano più misurabili. Ed ecco quindi che, inesorabile e silenziosa, si era fatta strada nella mente di tutti una cosa che, volente o nolente, avrebbe minato la visione e l’approccio al pilot: l’aspettativa.

I hope people like it. If they don’t, fine.

L’aspettativa è come un paio di occhiali da sole che si indossa prima di rivolgere lo sguardo nella direzione prescelta. Si può optare per una lente gialla calda, paragonabile ad una tipologia di aspettativa dalle ampie vedute e generalmente bonaria per qualsiasi esito si presenti alla visione; oppure per una lente più fredda, frutto di uno scetticismo generalizzato che influenza indubbiamente il primo approccio; o ancora per una lente scura, che ripari in anticipo gli occhi dalla luce straripante proveniente dal prodotto che tanto si attendeva. Indossare un paio di occhiali è come ammettere di avere delle aspettative ed essere consci che esse andranno a traviare un giudizio oggettivo, trasformandolo per forza in uno soggettivo, frutto dello scontro tra realtà e immaginazione. Si può anche optare per una scelta più difficile, ovvero quella di non mettere nessun occhiale, ma è oggettivamente difficile mantenere il distacco quando si viene a sapere che Woody Allen girerà, scriverà e reciterà in una serie tv.

This was a catastrophic mistake for me. I’m struggling with it. I never should have gotten into it. I thought it would be really easy, to do six half-hours. I thought it would be a cinch. But it’s not. It’s very, very hard.

Per una personalità controversa e poliedrica come quella di Allen non è raro esternare frasi come quelle citate nei quote fino ad ora. Vanno prese però per quello che sono e non estrapolate da un concetto e usate a fini meramente diffamatori o faziosi. Il concetto di fondo è quello di una certa difficoltà nell’adattamento di uno script per una serie a puntate, una serie suddivisa in 6 episodi da 30 minuti che, da quanto si evince dalle sue dichiarazioni, altro non è che un film. E come tale va preso.
“Episode 1”, preso a sé stante, non fornisce particolari tematiche a cui aggrapparsi per descriverlo. È ovviamente e chiaramente Allen-centrico, ricco di scetticismo, frasi e monologhi caustici ed un’ironia di fondo che dimostra palesemente la sua firma: in tutti questi elementi, chi ha amato Allen per la sua filmografia non potrà che rimanere soddisfatto. L’autocitazionismo della trama (uno sceneggiatore che sta scrivendo una serie tv ma si sente poco adatto al lavoro che sta compiendo) lo si può inserire all’interno della sua comicità. L’idea di assistere ad un enorme prologo c’è ed è vivida e presente per tutta la durata della puntata, quasi come se ci fosse una sorta di imbarazzo generale in attesa che accada qualcosa che permetta a tutto e tutti di mettersi a proprio agio.
La pecca principale di “Episode 1” è probabilmente l’assenza di un punto focale intorno cui far ruotare protagonista e comprimari, non si capisce infatti dove voglia andare a parare la storia, né si può apprezzare pienamente il tutto senza porsi delle domande giustificate. Purtroppo la verve di Allen da sola non basta a garantire l’eccellenza alla premiére, al più ne si può riconoscere l’importanza salvifica ad una mezz’ora altrimenti dimenticabile. I dialoghi sono il salvagente del pilot e senza di essi si potrebbe serenamente stroncare l’intero episodio, senza se e senza ma.
Come si diceva sopra, molto del giudizio finale dipende dalle aspettative createsi nell’attesa e, per “Episode 1”, c’è ovviamente un dissenso generalizzato che può essere mitigato solo idealizzando la series premiére come una prefazione alla serie. D’altronde il cliffhanger finale è messo lì apposta per far intendere che ci sia qualcosa di più oltre ad un Woody Allen tuttofare dietro Crisis In Six Scenes. Un po’ di credito bisogna pur darglielo.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Dialoghi sempre positivamente sopra le righe
  • Woody Allen è Woody Allen
  • Assenza di una trama
  • Possibilità che le aspettative peggiorino il giudizio del pilot
Per salvare la series premiére la si salva. Sicuramente un altro episodio come questo potrebbe compromettere seriamente il giudizio complessivo della serie. Per ora è meglio rimanere in modalità “attendista”.
Episode 1 1×01 ND milioni – ND rating

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un’età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del “Progetto Recenserie”. E’ un burbero dal cuore d’oro che gira per l’etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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