I Medici – Masters Of Florence 1×01 – 1×02 – Peccato Originale – La Cupola E La DimoraTEMPO DI LETTURA 6 min

in I Medici - Masters Of Florence/Recensioni by

Presentata come il grande evento autunnale di mamma Rai, I Medici porta la firma di Frank Spotnitz, ideatore di X-Files. Quest’ultimo ha dichiarato di avere affrontato la sfida con la consapevolezza che le cose belle e importanti sono sempre difficili, ma senza vedere grandissime differenze tra i due prodotti: in fondo, ha detto, si tratta sempre di scavare e indagare sui misteri della vita. L’inizio della prima puntata sembra quasi voler equiparare la celebre famiglia fiorentina ad un clan mafioso, con la scena del patriarca Giovanni che muore riverso tra le sue vigne come don Corleone tra i suoi pomodori. In seguito, però, i Medici ci vengono presentati come una moderna famiglia di imprenditori – sponsor, anche se, certamente, non si fanno rincrescere di ordinare l’assassinio di un nemico o avversario politico e tanto meno si fanno scrupoli di corrompere chiunque possa loro essere utile. Alla morte di Giovanni, scatta tutto il sistema delle alleanze per far sì che, nel consiglio ristretto al governo del comune di Firenze, gli succeda il figlio Cosimo. Approdo del Nepotismo, tanto per omaggiare Game of Thrones, la serie con cui Richard Madden ha trovato la notorietà garantendo una bella fetta di audience femminile anche a questa nuova produzione. Il modo in cui Cosimo viene presentato non ha alcuna preoccupazione di correttezza filologica nell’indagare quali potessero essere i sentimenti e la mentalità di un uomo del ‘400, ma è accattivante e moderna. Da ragazzo ha dovuto rinunciare alle sue aspirazioni artistiche, perché c’era da gestire gli affari di famiglia e alla fanciulla amata, perché era una povera lavandaia e Contessina de’ Bardi era un partito molto più ricco e conveniente. Diventato uomo maturo, però, non rinuncia al più grande dei suoi sogni: completare con la cupola di Santa Maria del Fiore, il duomo di Firenze e che caspita! Egli persegue il suo progetto giostrandosi fra quello, il suo ruolo di capofamiglia e l’indagine sull’assassinio del padre. (Non si sa se Giovanni de’ Medici fu veramente assassinato, ma la fiction si è presa questa licenza poetica. Per chi poi si chiedesse quando entrano in scena Lorenzo il Magnifico e il Botticelli, pazienza: il Magnifico era nipote di Cosimo, in quanto figlio di Piero, il ragazzo già mostrato in questi episodi, che passerà alla storia come il Gottoso). Molto banale e frettolosa è invece la presentazione del personaggio di Filippo Brunelleschi, interpretato da Alessandro Preziosi. L’arrivo all’urlo di: “Sono Brunelleschi, un grande genio mondiale, mandate via questi quattro cialtroni che la cupola ve la faccio io” non rende giustizia ad un vero genio, la cui opera ancora oggi provoca stupore ed ammirazione nell’umanità. Speriamo in sviluppi migliori in seguito. Se, comunque, un personaggio riletto in chiave fin troppo attuale può essere accettato e anzi gradito, perché risulta più vicino alla sensibilità di chi ascolta, meno accettabili sono piatti anacronismi come i cardinali che mangiano patate prima della scoperta dell’America. Passabili anche trucco e acconciatura delle giovani donne nobili, più da moderne modelle di New York che da gentili donzelle del Quattrocento. Avessero dovuto essere fedelissime agli usi dell’epoca, avrebbero probabilmente dovuto, fra l’altro, rasarsi un po’ l’attaccatura dei capelli, perché all’epoca una fronte alta e spaziosa era ritenuta segno di intelligenza o cospargersi di biacca il viso.

“Mostrando la bellezza dell’uomo, non raffiguriamo la bellezza di Dio? “

Anche nel secondo episodio, come nel primo, la regia di Sergio Mimica – Gezzan si trova a gestire continui salti temporali fra il 1409 ed il 1429. Questo, da un lato, permette di capire come si sono evolute le vicende, ad esempio il rapporto fra Cosimo e la moglie. Prima si vede il punto a cui si è arrivati, poi si capisce come e perché ci si è arrivati. Fa tirare pure un sospiro di sollievo al pubblico, perché ovviamente non si può ingaggiare un’icona di Hollywood come Dustin Hoffman per eliminarlo dopo la prima scena. Dall’altro, può causare un po’ di fastidio nello spettatore e rendere più difficile seguire la vicenda. Le diverse età di personaggi come i fratelli de’ Medici sono suggerite con un diverso taglio di capelli, ma non basta a rendere immediatamente comprensibile il cambio di periodo. Mentre il signore di Firenze deve fronteggiare i suoi avversari politici, per convincerli a non scendere in guerra contro il Ducato di Milano, procede anche il tentativo della casa produttrice Lux Vide di provare nuove strade, di trovare nuove soluzioni, più moderne e adatte al 21° secolo, dopo anni nei territori sicuri della fiction a sfondo religioso, destinata ad un pubblico cattolico oltre una certa età. Ci si prova mediante un aumento esponenziale dei centimetri di pelle mostrati dagli attori, rispetto alla media degli sceneggiati trasmessi dalla Rai. In questo viene in aiuto la bottega dell’artista Donatello, dove si celebra il corpo umano con le modelle e l’innamorato diciannovenne del padrone di casa. Ci si prova anche mediante una rappresentazione non certo devota delle figure ecclesiastiche, paradossalmente, forse, l’aspetto più fedele alla realtà storica. Il cardinale Cossa, eletto Papa, prese il nome di Giovanni XXIII. Oggi è considerato antipapa, tanto è vero che lo stesso nome fu preso da Angelo Roncalli, salito al soglio pontificio cinque secoli più tardi e recentemente canonizzato. Questo già la dice lunga, ma bisogna ricordare come, all’epoca, essere eletti vescovi o cardinali fosse soprattutto una questione di prebende da incassare. L’obbligo, per diventare sacerdoti, di frequentare prima il seminario fu introdotto solo col Concilio di Trento, iniziato nel 1545. Tutto viene fatto girare intorno ai soldi, presenti fin dalla sigla, mentre Skin canta Renaissance e rammentati sempre dal patriarca Giovanni come indispensabili per finanziare i “sogni di bellezza” del figlio. Il senso religioso (nel senso etimologico della parola, come qualcosa che crea legami fra le persone) è lasciato al sogno, condito dal lavoro e dagli sforzi di un’intera comunità, per completare la cupola del duomo. Sforzi che dovranno scontrarsi con veri e propri cavalieri dell’Apocalisse come la guerra e la pestilenza, che si è annunciata a Firenze nelle ultime scene del secondo episodio.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Cosimo
  • La bottega dell’arte di Donatello
  • Il duomo di Firenze, maestoso ed emblematico anche senza cupola
  • Apprezzabile tentativo di modernizzare il prodotto
  • L’entrata in scena di Brunelleschi
  • Anacronismi 
  • Continui salti temporali
  • Ma non si pronuncia Albìzzi?
Produzione sfarzosa, premiata da ottimi ascolti, dovuti non soltanto alla presenza prestigiosa di Dustin Hoffman e alla bella presenza di Richard Madden. Si prova a variare un po’ il menù, rispetto ai soliti standard delle produzioni Lux Vide per la Rai, per modernizzare il prodotto. Sicuramente molta strada c’è ancora da fare, ma da qualche parte bisognerà pur cominciare e il tentativo è apprezzabile. 
Peccato Originale 1×01 8.37 milioni – 28.9% share
La Cupola e La Dimora 1×02 7.14 milioni – 31.1% share

3 Comments

  1. Ah bene pensavo fosse un errore dovuto al fatto che il girato originale è in inglese. Grazie e buon viaggio verso Westeros.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: