Marvel’s Luke Cage 1×09 – DWYCKTEMPO DI LETTURA 6 min

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Dopo l’ultimo adrenalinico episodio, Marvel’s Luke Cage cerca di avere la botte piena e la moglie ubriaca mettendo in pausa la narrazione senza veramente fermarla. Così, intanto che “Power Man” e Claire cercano di trovare una cura alla sua difficile condizione offesa, il serial si prende il suo tempo per caratterizzare non solo il nuovo villain della stagione Diamondback, ma anche Misty Knight. In più, vengono date alcune informazioni che è forse meglio non sottovalutare se viste in un’ottica futura.
Tutti coloro che guardano i prodotti Marvel/Netflix non devono mai dimenticare che sono tasselli di un progetto più grande, quello di venir riuniti nella serie corale Marvel’s The Defenders. Più e più volte questo piano televisivo è stato paragonato a quello portato sul grande schermo con tutte le varie pellicole che poi hanno confluito in Avengers. Ebbene, paragonando il piano Vendicatori al piano Difensori, va detto che il primo è riuscito a trovare più occasioni nei vari lungometraggi dedicati ai singoli membri della squadra di mostrare svolte narrative che giustificassero il successivo team-up. Per i Difensori le occasioni sono state ancora poche, forse perché i predecessori Marvel’s Daredevil e Marvel’s Jessica Jones hanno preferito lavorare sui loro protagonisti e il loro mythos; qualche indizio su una possibile trama è stato seminato nei due serial, in Daredevil (per esempio) molto riflettori sono stati puntati sui traffici di Madame Gao.
Intanto che “Power Man” agonizza dopo la sparatoria, “DWYCK” si prende il suo tempo per delineare una caratterizzazione più delineata di Diamondback e Misty Knight.
Il primo è sempre stato presente fin dall’inizio del serial, anche se solo come semplice citazione. Il punto è che, per come se ne parlava, Willis Stryker sembrava semplicemente uno dei tanti e fidati gangsta da utilizzare quando le cose si mettevano male e bisognava mandare un messaggio. Difficilmente ci si sarebbe aspettato di vedere in Diamondback il vero antagonista della stagione oltre che nel ruolo di mastermind villain all’interno di Marvel’s Luke Cage. Grande colpo di scena nonché vero e proprio ribaltamento della situazione è stato scoprire che Cottonmouth, spacciato fin dall’inizio come unico nemico e ostacolo della stagione, era invece una semplice pedina, o comunque una risorsa utile, ma niente di più. La descrizione di Cornell Stokes da parte di Willis Stryker come semplice oggetto non fa altro che aumentare la tragicità del recentemente deceduto villain e, contemporaneamente, non fa che aumentare la terrificante aura di spietatezza di Diamondback. Va detto che la caratterizzazione del personaggio di Erik LaRay Harvey non ha decisamente nulla di nuovo, ma è nel modo in cui si pone, nel tono della voce, nella sua gestualità e nei suoi dialoghi forbiti e ricercati che il character si lascia ricordare. A volte, in una recitazione, non è tanto il cosa che fa la differenza, ma il come. Margot Robbie lo sa bene in quanto la sua Harley Quinn è ricordata dal grande pubblico non tanto per la scrittura del personaggio, quanto per la personalizzazione dell’attrice.
Sempre inaspettatamente si può godere di un bell’approfondimento di Misty Knight, nelle sequenze del suo interrogatorio si viene non solo a conoscenza di certi dettagli del suo passato, ma anche di cosa si nasconde sotto quel guscio di tartaruga a forma di distintivo di poliziotta. Anche lei non presenta niente di nuovo sul fronte della originalità nella caratterizzazione. Quello che però rende la caratterizzazione di Misty speciale e assolutamente non banale, è il suo estremo attaccamento alla legge e al controllo fino a raggiungere una relazione quasi morbosa. Attraverso le parole di una Simone Missick in formissima e totalmente calata nel personaggio, lo spettatore assiste alla sua versione della legge, oltre che alle bugie e alle verità con cui scende a patti ogni giorno per tirare avanti e per dare tutto ad una comunità che le ha tolto così tanto. Sotto un certo punto di vista, il suo malato servilismo per la legge ricorda quello di Batman, dove in moltissime interpretazioni, l’alter-ego incappucciato di Bruce Wayne veniva descritto quasi come ossessionato dal fare e imporre giustizia, come se ne fosse assetato peggio di un vampiro.
Sullo sfondo di “DWYCK” si muovono poi altri due personaggi: Black Mariah e Shades. La prima sta indubbiamente rendendo fiero il Primo Principio della Termodinamica: l’energia non si crea e non si distrugge, si trasforma; a quanto pare ogni generazione ha bisogno di una Mama Mabel ed ecco che, per gli anni ’10, arriva Mariah Dillard. Shades invece si muove un po’ nell’ombra e il suo ruolo di non ben delineata incognita è curioso ma, allo stesso tempo, snervante per la sua poca chiarezza.
Nel mentre però Luke Cage sta rivivendo nuovamente l’esperimento che l’ha reso ciò che è.

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi a raccattare tutte le curiosità, e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action del primo eroe in vendita Marvel? Maccerto che no! Doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, di seguito, come fatto per Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D., Marvel’s Agent Carter e Marvel’s Daredevil eccovi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia sulla puntata.

    1. Altro episodio, altra citazione ad un altro brano dei Gang Starr, questa volta realizzato in collaborazione con Nice & Smooth.
    2. Diamondback cita il libro Le 48 Leggi del Potere di Robert Greene tra i due libri che gli hanno cambiato la vita. Nello stesso momento, cita una 49° legge che è praticamente una legge non scritta del mondo supereroistico: niente corpo, niente morto. Insomma, se nel mondo dei supereroi non viene fisicamente mostrato il cadavere del personaggio ritenuto morto, al 99% quel personaggio è semplicemente disperso e non deceduto.
    3. Barron Claiborne, nome citato da Diamondback, è un fotografo professionista autore della foto di Notorious B.I.G. (qui chiamato affettuosamente “Biggie”) appesa nell’ex-ufficio di Cottonmouth.
    4. Ad un certo punto vengono citati i traffici illegali di Madame Gao a Hell’s Kitchen.
    5. L’episodio della limonata raccontato da Misty non è presente nella originale storia editoriale del personaggio, in quanto preso direttamente dalla canzone dei Gang Starr che dà nome all’episodio.
    6. La band che suona al locale sono i The Del-Fonics, gruppo pioniere del Philadelphia soul molto popolare dagli anni sessanta agli anni settanta; i loro brani sono stati ripresi da numerosi artisti, tra cui Aretha Franklin, The Jackson 5, Prince, e, in Italia, da Mina. Il brano che eseguono è Stop And Look (And You Have Found Love).
    THUMBS UP
    THUMBS DOWN
    • Prime vere connessioni con Marvel’s The Defenders
    • Diamondback come mastermind villain
    • Misty Knight e la sua giustizia
    • Black Mariah: tale madre…
    • Shades è ancora un enigma
    • Claire e Rubenstein cercano di curare Luke
    • Ed ecco che torna la lentezza…
    “DWYCK” è principalmente un episodio di costruzioni: in parte caratteriali e in parte di trama, non tanto per quella del futuro immediato di Marvel’s Luke Cage, quanto più di Marvel’s The Defenders. A pochi episodi dalla fine, il cerchio comincia a chiudersi e anche personaggi mai approfondito e entrati non all’inizio della stagione cominciano a brillare di luce propria, come del resto la stagione in sé. Volutamente non si è parlato delle intere sequenze in cui Claire Temple e Noah Rubenstein cercano di curare Luke Cage perché non solo di palese e ovvia qualità, ma anche perché sono riusciti nel difficile compito di creare empatia in un personaggio che rischiava di non creare connessione alcuna con lo spettatore. La riduzione della resistenza della sua pelle, per tanto, si riconferma una scelta azzeccata che lo rende “super” fino ad un certo punto. E poi, se fosse stato veramente impenetrabile a tutto, Diamondback non avrebbe mai rappresentato una vera e propria minaccia.
    ND milioni – ND rating
    DWYCK 1×09
    ND milioni – ND rating

    Nato da un'idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: "Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell'insegnamento". Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E' destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

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