Quarry 1×04 – Seldom RealizedTEMPO DI LETTURA 4 min

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Partiamo da un’affermazione dura ed oggettiva: il quarto episodio di Quarry è un piccolo capolavoro.
Siamo nel 2016 e, grazie a Internet e alla purtroppo enorme disinformazione che crea, molte delle parole della lingua italiana hanno perso significato e anche “capolavoro” ha subito una radicale svalutazione che costringe chiunque a prendere questo termine con le pinze. “Seldom Realized” va considerato per epoca e contesto: chiaramente, se si fosse dovuto allargare il bacino di utenza e individuare dei capolavori della serialità televisiva, sarebbe stato semplicemente godibile, invece se collocato nella categoria di telefilm storici che trattano argomenti prettamente bellici, allora si la si può definire piccolo “capolavoro”.
Si dice che il cinema sia la rappresentazione della realtà e non la realtà stessa, però a volte la rappresentazione è più reale della realtà stessa e in Quarry non esiste fiction. Certo qualche svolta narrativa è decisamente romanzata ma, più di ogni altra cosa, Quarry fa di tutto dare valore ad aspetti che quarant’anni fa, nei momenti in cui il Vietnam era pura attualità, erano snobbati da chiunque. Quando si legge sul giornale la notizia di un omicidio, alla fine non interessa della salute/condizione di vita delle vittime quando il colpevole viene arrestato: l’interesse è sul caso in corso, non sugli eventi dopo la sua conclusione. Quarry si concentra invece sulla fine del Vietnam e tratta il difficile adattamento e reintegro di Mac nella società in un modo poco edulcorato. Nel vedere gli atteggiamenti passivi/aggressivi del protagonista ci si pone domande circa la veridicità dei gesti. Sono domande che ogni medico si fa sul paziente almeno una volta durante la cura: quand’è che sta male davvero e quand’è che sfrutta la sua condizione per azzeccare un po’ di occhioni dolci? Qui è uguale: Mac quand’è che mostra davvero segni di cedimento per colpa della traumatizzante esperienza e quand’è che ci marcia sopra? Idem per Joni e la sua ipocrisia: come può giudicare Mac per il suo comportamento quando lei stessa s’è comportata in maniera oltremodo infedele?
Tendenzialmente nessuno vorrebbe sputare sopra l’immagine dei veterani ma Quarry parla principalmente di umani deboli, fallibili e preda delle loro nevrosi che cercano di superare situazioni difficili. E siccome gli umani sono un insieme di zone grigie e mai del tutto allineati dalla parte del bene e del male, per sottolineare questa presa di pensiero c’era bisogno di un contesto storico che trattasse questo discorso. Ed ecco il perché del Vietnam. Le sfumature dei personaggi di Quarry e l’autenticità delle loro emozioni e reazioni sono davvero la punta di diamante dello show, anche rispetto all’impressionante fotografia del contesto storico.
E giusto per non far mancare nulla, il nuovo serial di Cinemax comincia anche a delineare una sorta di stile personale e creare degli aspetti ricorrenti in ogni puntata. Senza considerare le allucinazioni che avvengono in acqua, Quarry ad ogni episodio inserisce, come un imperdibile appuntamento, un riferimento e/o un parallelo storico con eventi realmente accaduti negli anni ’70 per descrivere il mondo e comunicare allo spettatore importanti lezioni di attualità, cose che poi finisco anche a loro volta per descrivere situazioni e personaggi. A questo giro tocca il Massacro di Monaco di Baviera, evento che viene paragonato a quanto Mac e Joni si ritrovano come ostaggi nell’hotel. La sovrapposizione tra il rapimento di Monaco e la vicenda di Mac e Joni evidenzia un rapporto tra un macrocosmo, quello dell’olimpiade e degli atleti israeliani, di cui parla tutto il mondo, e un microcosmo, quello dei protagonisti, altrettanto incasinato e violento ma del quale nessuno parlerà mai.
Ciò è molto significativo se si pensa che Mac, per due anni, è stato in un macrocosmo, quello della guerra del Vietnam, del tutte le  TV e giornali hanno riportato ogni singolo evento, analizzando anche le figure dei singoli militari (vedi Mac e Arthur per la vicenda di Quan Thang); poi, una volta tornati a casa, nel proprio microcosmo, i riflettori si spengono, e non si presta loro attenzione, anche in caso stiano vivendo la più incredibile delle avventure o la loro vita stia andando a pezzi (come spesso succede).

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Tutto
  • Effettivamente l’eccessiva lunghezza delle puntate si fa sentire anche in piccoli gioielli come questi
Quarry continua a convincere e a stupire riuscendo con il minimo sforzo a dare il massimo risultato. Quest’ultimo episodio si presenta come un punto di svolta per l’interessante interrogativo che lascia alla fine: Mac si butterà ancora di più sul crimine o cercherà di uscirne? Le possibilità sono intriganti e tengono col fiato sospeso.

A Mouthful Of Splinters 1×03 0.20 milioni – 0.1 rating
Seldom Realized 1×04 0.18 milioni – 0.1 rating
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