The Walking Dead 7×02 – The WellTEMPO DI LETTURA 4 min

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Giunti alla settima stagione, The Walking Dead, per i propri fan, non è più solo una semplice serie, è qualcosa di più. Nelle prime stagioni lo spettatore ha conosciuto la serie, certe volte ne è rimasto estasiato, altre deluso; negli anni seguenti l’empatia è calata e la voglia di guardarla è un po’ scesa, ma nulla di grave; in queste ultime stagioni molti fan continuano la serie solo per vedere come andrà a finire, senza un vero hype. Di conseguenza anche la serie ha sviluppato lo stesso rapporto con i fan. Le prime stagioni (e i vari showrunner) hanno rappresentato un test che è servito per comprendere ciò che piacesse al pubblico; le stagioni di mezzo sono continuate sulla falsa riga delle prime; in queste ultime la serie è diventata matura e ha trovato la sua via, anche grazie all’aderenza fumettistica.
Come detto nella precedente recensione, si sa in quali episodi Gimple e soci ripongono maggiore impegno: molti, dopo una settimana, sono ancora sconvolti dalle morti celebri avvenute per mano di Negan oltre che dall’efferata violenza. Forse il tripudio di emozioni provate aveva dato ai più ottimisti una speranza di poter provare, anche in questo episodio, le stesse sensazioni ma questo non è giustamente avvenuto perché “The Well” non poteva e non doveva calcare le orme della scorsa puntata per varie ragioni. Se “The Day Will Come When You Won’t Be” venisse seguita da un filotto di episodi della stessa caratura non verrebbe più ricordata per la qualità e l’ingombrante ombra che ha stagliato sull’intero universo narrativo. Inoltre (e allo stesso modo) lo spettatore non si aspetta un altro episodio come lo scorso perché l’abitudine l’ha reso saggio e non vuole che le sue aspettative vengano deluse nuovamente. Gimple conosce tutte e due le ragioni ed ecco perché è arrivato tale episodio.
Quando si definisce The Walking Dead una serie matura non lo si fa a sproposito e “The Well” ne è la prova lampante. Risolto “l’indovinello” di Negan, la domanda su chi fossero i “cavalieri” visti nel precedente season finale pretendeva un’immediata risposta, risposta che non si è fatta aspettare ma che però lascia l’amaro in bocca. I salvatori di Carol & Morgan non sono altro che dei “semplici” superstiti di un “semplice villaggio” di sopravvissuti. Nulla di particolare tranne per il fatto che sono governati da un personaggio atipico, King Ezekiel. Un Rasta-man con una classica tigre come animale da compagnia. Ciò che colpisce maggiormente non sono né i dread, né l’animale, ma la totale assenza di carisma del character. Il pazzo re interpretato da Khary Payton minuto dopo minuto si rivela sempre di più un personaggio normale con un look sopra le righe, stile che non basta neppure lontanamente per avere la meglio, se confrontato con Negan, l’altro nuovo personaggio di The Walking Dead. E questo, almeno come prima impressione, non è proprio ciò che serviva, soprattutto se confrontato con la diversa caratura fumettistica. Ma questo è un altro discorso…

“The thing is, though… it’s not all bad. It can’t be. It isn’t. Life isn’t. Where there’s life, there’s pe, heroism, grace, and love. Where there’s life, there’s life. I hope that’s not what you’re walking away from.”

“The Well”, banalmente, fa ruotare l’intero episodio attorno alla volontà di Carol di andarsene e alla bontà di King Ezekiel. Si potrebbe discutere a lungo circa la bontà di affrontare un’intero episodio solo su questi due elementi ma nella storia di TWD si è visto ben di peggio e quindi possiamo soprassedere.
Quella che appare è una Carol profondamente cambiata, non più quel personaggio spietato che fece “innamorare” molti fan ma un character totalmente ibrido e insicuro. La trasformazione ha senso nel suo essere, ma il risultato lascia abbondantemente a desiderare perché va direttamente ad inficiare nell’appeal dello stesso, tanto da sembrare più un’involuzione che un upgrade. I tempi in cui fece godere milioni di persone in”JSS” sono lontani e questo dispiace un sacco.
Ciò che invece piace molto dell’episodio è sapere che anche il Regno si trova sotto la dittatura di “Re” Negan. Ottimo espediente per far capire fino a dove si estendano i poteri dei Saviors. Ezekiel non appare come un rivale in grado di sostenere il confronto con Negan e non riesce nemmeno a guadagnarsi il rispetto del pubblico in quanto, nel finale di episodio, con grande compartecipazione di Carol, mette in scena un siparietto talmente fuori contesto da risultare imbarazzante e vomitevole. Un “happy ending” di cui nessuno sentiva il bisogno. Invece, ciò di cui si sente fortemente bisogno, è sapere in che condizioni mentali torneranno a casa Rick & Co. Ma, sfortunatamente, per saperlo dovranno passare almeno altri sette giorni.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il doppio gioco di Carol
  • Saviors ovunque
  • Musiche
  • Le allucinazioni di Carol
  • King Ezekiel
  • La scena finale
  • La tigre (ma questa è una questione fumettistica…)

 

Per concludere, “The Well” è in linea con tutti i secondi episodi della serie, aspettarsi di più sarebbe stato folle ed ingenuo, il rapporto con la serie è lungo e datato per cui facilmente prevedibile.

 

The Day Will Come When You Won’t Be 7×01 17.03 milioni – 8.4 rating
The Well 7×02 12.46 milioni – 6.1 rating

 

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A.A.A. Re bello ed impossibile cerca regina con cui frustare i suoi numerosi schiavi. Nell'attesa del lieto evento Eros Gallagher sta guidando la sua nazione, dove tutto è lecito tranne che guardare The Walking Dead. Nelle scuole vengono insegnate le grandi gesta di Eleanor Shellstrop, Titus Andromedon e Saul Goodman. L'unica religione ammessa è il Scrubsianesimo, atta a venerare il santo John Dorian. Lasciate i vostri nickname di Instagram al 4 8 15 16 23 42. Saluti e tante care cose.

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