Timeless 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 4 min

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Inusualmente partiremo la recensione di questo pilot facendo un elenco apparentemente privo di logica: direttore degli effetti speciali, direttore della fotografia, sceneggiatori, regista, attori. Questi, presentati in rigoroso ordine decrescente, sono le persone che dovrebbero più vergognarsi per la realizzazione di questo “Pilot” e, sia chiaro, il grado di colpevolezza incarnato dai primi tre è pressoché identico. I primi 10 minuti dell’episodio, in particolare, sono un qualcosa di talmente scialbo che prudono gli occhi da cotanto schifo: un dirigibile palesemente finto totalmente realizzato in CGI che brucia, una serie di scambi di battute grossolane e senza senso, un’accozzaglia di personaggi che sono talmente pieni di cliché da essere l’impersonificazione stessa dei cliché. Se sopravvivete ai primi 600 secondi allora avete lo stomaco anche per portare a termine la visione della series premiere.
Chi scrive questa recensione è la stessa persona che si era presa l’onere di spararsi in vena tutti i trailer presentati agli Upfronts stilando un giudizio per ciascuno, cosa che all’epoca è stata fatta anche per Timeless per gli Upfronts della NBC. Sempre questa stessa persona che sta scrivendo è una fervida sostenitrice dei singoli showrunner che hanno creato Timeless perché chiunque, con un minimo di senso critico e di cultura seriale, non può non strabuzzare gli occhi quando vede accostare i nomi del creatore di Supernatural, Eric Kripke, e di The Shield, Shawn Ryan. Con un connubio del genere ed un trailer intrigante, a Maggio Timeless agli Upfronts si era meritato un omino dagli occhi luccicanti che sbavava arcobaleni, ora invece abbiamo provveduto personalmente ad assumere un paio di sicari che mettessero fine all’inutile esistenza di tutti coloro che hanno lavorato alla produzione di questo scempio.
Se si cerca la coerenza nelle implicazioni dell’intrigante causa-effetto provocato dai viaggi nel tempo, il consiglio è di guardare altrove, per l’esattezza in qualsiasi altra direzione. Timeless si presenta con delle credenziali importanti a livello di trama (si deve impedire ad un criminale di cambiare la storia e distruggere gli Stati Uniti per come li si conosce ora) ma la frettolosità degli eventi, l’assenza di una spiegazione che non sia stata pescata dal mazzo “Imprevisti” del Monopoli e la totale mancanza di senso logico che ha portato ad unire 3 persone che non si pongono alcuna domanda, impongono una necessaria quanto doverosa ponderazione: che diavolo si sta guardando? “Pilot” è senza arte né parte, presenta un’accozzaglia di eventi e di personaggi riuniti dal fato e si arroga il diritto di prendersi sul serio quando, in realtà, c’è solo bisogno di chiudere gli occhi e dimenticare quanto visto.
Lo scopo del “Pilot” è quello di instillare nello spettatore il desiderio di proseguire la visione tramite l’inserimento di collegamenti tra i character e, ovviamente, tramite l’utilizzo degli effetti collaterali della macchina del tempo già ben visibili al termine dell’episodio. Uno dei tanti problemi di fondo però riguardano proprio i protagonisti: una discutibile professoressa di storia interpretata da una altrettanto discutibile Abigail Spencer che ovviamente ha un legame diretto ed inspiegabile con il villain; il primo militare della Delta Force che si è riuscito a trovare ed il cui interprete Matt Lanter gode della stessa descrizione, a cui va sostituito “militare della Delta Force” con “belloccio”, che ha già scritto in fronte “love interest”; un ingegnere scelto apparentemente a caso come l’attore Malcolm Barret, probabilmente il migliore tra i tre proprio perché meno appesantito dai cliché. Ecco, come nei migliori peggiori film americani, questo è il team sconclusionato che è stato scelto per salvare la storia dell’umanità.

You can’t go back to any time where you already exist, where you might meet a double of yourself. It is bad for the fabric of reality.

La frase sovrastante è l’unica cosa sensata tra le tante castronerie che son state spiattellate nell’arco dei 44 minuti e funge anche da furba scusa per non permettere ai personaggi di ritornare lì (indietro nel tempo) dove erano già stati. I cambiamenti avvenuti con il disastro Hindenburg sono quindi ora cristallizzati nella storia e non potranno essere cambiati ma, al contrario, ci saranno degli effetti permanenti e del tutto casuali sul presente.
Premettendo il fatto che se veramente fosse possibile tornare indietro nel tempo e modificare gli eventi, le persone nel presente non si accorgerebbero di niente (motivo per il quale il ritorno agli uffici Mason risulta piuttosto grottesco), è estremamente fazioso il fatto che, in seguito ai cambiamenti avuti con la caduta dell’Hindenburg, la madre di Lucy non sia in coma e sua sorella non sia mai stata concepita mentre tutto il resto è rimasto uguale. E questo porta a guardare Timeless con occhi diversi ma sempre luccicanti, questa volta per colpa delle lacrime per aver perso 44 minuti della nostra vita.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il plot-twist del diario del futuro di Lucy
  • CGI imbarazzante
  • Trama semplicistica e piegata al volere degli showrunner piuttosto che alle leggi della fisica
  • Attori senza carisma e zeppi di cliché
  • Incongruenze varie ed eventuali
  • Dialoghi e sceneggiatura nel complesso scadenti

 

Kripke e Ryan insieme: da collaborazione idilliaca a coppia da disassemblare prima che partoriscano altri pilot riprovevoli. Tutte le note positive del trailer e della trama sono scoppiate come bolle di sapone e niente si può salvare in Timeless. A quanto pare è stato concepito e partorito male sin dall’inizio.

 

Pilot 1×01 7.6 milioni – 1.8 rating

 

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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