New Girl 6×07 – Last ThanksgivingTEMPO DI LETTURA 3 min

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Nella storia di New Girl il Thanksgiving ha sempre rappresentato un momento molto importante sia a livello di eccentricità, sia di contenuti. Generalmente si tende infatti a creare episodi suddivisi in due storyline, raggruppando i protagonisti in due schieramenti e facendoli focalizzare sul loro plot, è quindi molto raro vederli tutti insieme per un intero episodio. L’occasione per una puntata corale è il Giorno del Ringraziamento che, visto il titolo e soprattutto considerati gli ascolti che qui hanno toccato il series low, sa veramente di “ultimo Thanksgiving”.

Oh, my God, Schmidt and Cece will be in a new home next year. 
Happy last loft Thanksgiving, everyone.

“Last Thanksgiving” rievoca i fasti del secondo Giorno del Ringraziamento di New Girl, quel “Parents” che presentava per la prima volta i genitori di Jess e che quest’anno torna alla mente proprio per la presenza di Sandy Cohen Gavin, un Peter Gallagher sempre in ottima forma nel ruolo del padre fedifrago di Schmidt. Mettendo subito le mani avanti, bisogna asserire che il risultato non è dei migliori, anzi è quasi scontato per certi versi. visto il buonismo generale che si respira in ogni puntata del Ringraziamento. Per “Last Thanksgiving” però si può quasi pensare ad una sorta di maledizione perché, guardando ai precedenti “Parents“, “Thanksgiving III” e “Thanksgiving IV“, la sensazione è che l’evento non faccia per niente bene alla serie o, comunque, non permetta di esprimere tutte le potenzialità dei vari character.

Nick: Look at that, Mom, I’m gonna be a hero.
Schmidt: Why are you looking up? Your mother is still alive.
Nick: I’m looking at Chicago.
Schmidt: You think Chicago is up?
Nick: It’s north.

Winston e Nick sono infatti le ombre di loro stessi, emergono giusto per un paio di battute per poi sprofondare nuovamente nell’oblio narrativo da cui erano venuti. Se è vero che il focus quest’anno è su Jess e Schmidt, è altrettanto vero però che né Nick né Winston stanno esprimendosi al meglio delle loro potenzialità in questi primi 7 episodi. Il risultato è ovviamente un calo della comicità, fatto salvo per certi momenti, che si comincia a sentire più a livello generale perché la “demenza comica” di Winston e Nick non è sostituita da nessuno, né da Jess, né da Schmidt. L’unica perla della giornata è quindi regalata dalla “Chicago situation” e tanto dovremo farci bastare, almeno fino al prossimo episodio.
Jess e Robby insieme hanno del potenziale, ma la loro comicità non è il miglior tipo di ironia che si potrebbe desiderare e, già solo dopo 3 episodi, a volte si comincia ad essere stanchi delle loro battute. È chiaro che non sarà la storia del secolo e che viene mantenuta viva anche considerata la lunghezza della stagione, però le prime crepe si cominciano già ad intravvedere. Il tutto ovviamente mentre si aspetta il ritorno di Reagan ed il triangolo amoroso con Jess e Nick che potrebbe riservare molte sorprese.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Peter Gallagher
  • Chicago
  • Let me know when my whiskey boils down to a crystal so I can eat it.
  • Nick e Winston completamente dimenticati

 

Si era già visto uno 0.8 nei rating ma non si era mai scesi sotto 1 milione e 800 mila. Ora la situazione comincia a farsi seria per New Girl e la FOX perché, con questi ascolti (esclusi i Live+3 e i Live+7), sussistono tutte caratteristiche per una cancellazione. Purtroppo ma, forse, anche per fortuna, vista la qualità calante degli ultimi episodi.

 

Ready 6×06 1.93 milioni – 1.0 rating
Last Thanksgiving 6×07 1.76 milioni – 0.8 rating

 

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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