Gilmore Girls: A Year In The Life 1×04 – FallTEMPO DI LETTURA 8 min

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L’Autunno per le ragazze Gilmore è, insieme alla stagione invernale, il periodo nel quale si sentono maggiormente a proprio agio, quello in cui lo scricchiolio delle foglie di Stars Hollow accompagna le passeggiate di madre e figlia, dove c’è spazio per infinite maratone filmiche sedute comode sotto ad una coperta.
Ma è anche il momento in cui rimettere in moto la propria vita, intraprendere nuove strade con coraggio, insomma rinascere, evolversi, chiudere un cerchio. E riaprirlo.
Non è un caso che come “Winter” anche “Fall” sia scritto (e diretto) da Amy Sherman-Palladino in persona, colei che insieme al marito ha creato questo mondo che per milioni di spettatori è semplicemente casa; la resa dei conti, se così vogliamo chiamare la fine di questo revival, non poteva che essere affidata completamente alla sua penna e, per forse l’ultima volta, ci si lascia guidare attraverso le vicende di Emily, Lorelai e Rory.
Lorelai decide di intraprendere un viaggio fisico e spirituale, per capire cosa fare, come sistemare quella irrequietezza che da sempre la contraddistingue e per decidere definitivamente in che direzione dovrà andare la sua felicità. Il confronto con se stessa attraverso il dialogo con le altre donne è solo l’inizio del percorso, anche se poi sarà un panorama bellissimo, silenzioso e ispiratore a liberarla.
Lorelai non è ancora riuscita a metabolizzare la morte di Richard, il punto è tutto qui: il rapporto conflittuale con Emily, guidare Rory, tutto ciò non le ha permesso di fermarsi a riflettere davvero su quello che questo evento ha portato nel suo cuore e sul significato che la figura paterna, in un modo o nell’altro, ha avuto per lei.
La telefonata fatta ad Emily ed insieme il ricordo, intenso e struggente di quando il padre è riuscito a capirla profondamente e a darle tutto il suo affetto, è uno dei momenti più alti non solo di questa ma di tutte le stagioni. Il cuore spezzato di Lorelai, quel pretzel consolatorio, il cinema, un momento solo padre e figlia; il più bel compleanno della sua vita, un giorno prezioso da custodire gelosamente che dimostra quanto Richard, nonostante i suoi difetti, amasse più di ogni altra cosa la sua bambina.
Finalmente Lorelai accetta quanto accaduto e questo ricordo è il suo modo per ritrovare l’equilibrio perso, senza fuggire più dai suoi sentimenti: una donna finalmente adulta e matura torna da Luke e come fece anni prima, gli chiede di sposarlo. Non per capriccio o per fuggire da una situazione di sofferenza ma per vero, semplice e purissimo amore.
I due hanno vissuto una vita a rincorrersi, a volte senza nemmeno saperlo, Luke è la presenza fissa e costante nell’esistenza di Lorelai, donna fortissima ma incompleta che ha fatto pace con i propri demoni ed è pronta ad abbracciare senza più riserve ciò che le suggerisce il suo cuore.
Il ritorno di Sookie e l’ampliamento della locanda sono la ciliegina sulla torta del cambiamento, così come un nuovo ciclo di cene vacanze a casa Gilmore che però ora hanno il sapore di qualcosa di bello e non di un obbligo, perché quella telefonata, quel ricordo di Richard così vero, sembrano aver aiutato a superare gli screzi tra madre e figlia, regalando loro una maggiore serenità.
Ed Emily? La figura che evolve maggiormente in questo revival è proprio la sua.
Pronta a lasciarsi alle spalle quel mondo patinato che l’ha imprigionata in regole e rituali sempre uguali a se stessi, la signora Gilmore si apre al mondo. Si trasferisce in un luogo e una casa che ha scelto solo per se stessa, adotta la famiglia della sua cameriera Gipsy come fosse la sua ed è finalmente pronta a vivere un capitolo nuovo. Suo marito è sempre stato il porto sicuro e continuerà ad esserlo ma il ritrovato rapporto con Lorelai e la sua rinascita come donna e madre le permettono di spiccare il volo. Emily, da personaggio quasi immobile è diventato l’emblema del carpe diem, cogliendo l’opportunità di crescita che la sua vicenda personale le ha messo davanti, accettando se stessa e chi ha vicino per ciò che sono e rifiutando definitivamente la superficialità di uno stile etichettato e pomposo. Empatia e applausi per questa donna volitiva e coraggiosa che non finisce di stupire.
Se Lorelai ed Emily hanno un finale più o meno definito, lo stesso non si può dire per la più giovane delle ragazze Gilmore.
La Rory di questo revival è completamente alla deriva: non ha un lavoro, non sa che fare della sua vita e la sua situazione sentimentale è un disastro. In Fall, ed è qui che ancora una volta la stagione autunnale si conferma come quella della rinascita al contrario della canonica primavera, Rory comincia pian piano a cercare di dare un senso alla propria esistenza.
Decisa a cogliere il suggerimento di un maturo e dolcissimo Jess, la ragazza decide di scrivere il suo libro, ora intitolato “Gilmore Girls” e per farlo sceglie di utilizzare lo studio del nonno, simbologia perfetta del loro rapporto fatto di grande complicità. Protetta da quelle mura che sono l’abbraccio di Richard, Rory scrive della sua vita e di quella della madre, finalmente ispirata, finalmente sulla retta via.
Sul lato sentimentale, invece, dopo una notte folle con gli amici delle Brigata della Vita e della Morte, lei e Logan rompono la loro relazione, se così può essere definita. Ciò che lega i due ragazzi è un sentimento che si cristallizza nell’eterno qui ed ora, nell’illusione di momenti romantici che però non affrontano crisi e problemi. I due scelgono di vivere questa passione senza che essa sia davvero reale, con le conseguenze che ciò comporterebbe se lo fosse e, il momento dolceamaro in cui Logan “fotografa” Rory, conferma tutto questo.
Rory ha quindi uno scopo lavorativo, quello di portare a termine il libro, è single, nonostante i sentimenti per Logan che sembrano, appunto, essere solo assopiti per una scelta discutibile e con il finale, con le famose quattro parole tanto attese, che presagisce la fine di qualcosa e un inizio con un grande punto di domanda.
La vicenda di Rory ha il compito di dare allo spettatore la sensazione che un futuro inatteso l’attende ma senza mai rinunciare alle sue origini. La storia si ripete, un nuovo ciclo Gilmore ricomincia e i coniugi Palladino sembrano voler confermare la cosa, lasciando il finale volutamente aperto, un’arma a doppio taglio che può essere sia pregio, sia difetto.
Tutto sembra indicare che Rory sia la nuova Lorelai, mentre Logan impersonerebbe Cristopher, lasciando a Jess la parte di Luke, l’uomo giusto. Il ragazzo è colui che ha sempre spronato la giovane Gilmore nei momenti peggiori del suo percorso, quando lasciò Yale e qui, durante la sua crisi. Che sia lui la persona che l’aspetterà, diventando il suo porto sicuro? Quello sguardo dalla finestra vale più di mille parole.
Agli occhi dei fan accaniti la vicenda umana di Rory potrebbe essere deludente, soprattutto per il modo in cui si relaziona con Logan, la superficialità con cui tratta Paul (?) ma vista in una prospettiva più ampia, Rory sta cercando di capire chi è, errore su errore, intuizione su intuizione, si sta facendo strada nel mondo, cercando di seguire la sua via anche se, come si diceva prima, i parallelismi con Lorelai sono evidenti.
Rory mantiene la sua personalità nonostante alcuni eventi forzati che le si presentano per farle vivere lo stesso destino della madre ma alla fine, l’elemento di rottura e novità non sta tanto nella scoperta rivelatrice del finale quanto nel modo in cui esso sarà affrontato.
Questo però lo spettatore può soltanto immaginarlo, non saperlo con certezza e da qui la frustrazione di un finale aperto che però ha un suo senso se si pensa alla storia delle Gilmore come ad un viaggio generazionale partito dalla nascita di Lorelai, passato attraverso quella di Rory e che continuerà con la nascita di una nuova vita, simbolo di possibilità, incertezza ma anche di grande apertura al futuro che verrà.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il percorso di vita delle ragazze Gilmore
  • Il ricordo di Lorelai e la telefonata ad Emily
  • La dichiarazione d’amore di Luke
  • Jess
  • Emily, una donna nuova
  • Rory e “Gilmore Girls”
  • Stars Hollow e la sua atmosfera autunnale
  • Il saluto a Dean
  • Rory cerca di farsi strada nel mondo da sola
  • Le ultime quattro parole
  • Un cerchio si chiude, un cerchio si apre
  • Alcuni eventi forzati per far vivere a Rory il destino di Lorelai
  • Il finale aperto
  • Il frettoloso ritorno di Sookie

 

“Gilmore Girls: A Year In The Life” è riuscito a mantenere intatta l’atmosfera che caratterizza la serie: una nostalgica spensieratezza che però affronta in modo originale e interessante le crisi e i problemi della vita. L’incredibile viaggio delle donne Gilmore è il percorso che può attendere ognuno di noi e l’empatia che il pubblico ha con questa storia divertente, eccentrica ma così vera ne è l’esempio più lampante.
Questo revival non sempre è stata una perfetta operazione ma è riuscito a far compiere ai propri personaggi una grandissima crescita difficile da nascondere.
I dialoghi, i protagonisti, la fotografia curata, i riferimenti alla cultura pop hanno saputo riportare i fan e non solo, a quella magica atmosfera di quindici anni fa da dove tutto è iniziato ma che, grazie a questo anno, a queste quattro stagioni, è pronta ad aprirsi a nuove molteplici possibilità.
“Once a Gilmore, Always a Gilmore.”

 

Summer 1×03 ND milioni – ND rating
Fall 1×04 ND milioni – ND rating

 

 
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Filosofa a tempo perso ed educatrice in tempo utile, Rina gironzola con la sua bicicletta tra le viuzze di una cittadina nebbiosa; esperta conoscitrice del lato misterioso dell'animo seriale, non disdegna quello più trash: da Twin Peaks a Gilmore Girls, da Game of Thrones a True Blood, passando per Sherlock e il Dottore. Si mormora non possa fare a meno del cioccolato, della sua raccolta di cd, di tutti i romanzi di Jane Austen e di parecchi film. Ironica, pungente e romanticamente pignola, è inglese nell'animo.

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