The OA 1×05 – ParadiseTEMPO DI LETTURA 5 min

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“Paradise” non è una puntata ma è la puntata, con la P maiuscola. Con la sua continua alternanza di generi The OA fino ad ora si è riuscito a barcamenare più che bene senza mai eccedere in uno o in un altro. Questo quinto episodio ne è la riprova perchè presenta una tale commistione di generi diversi (thriller, fantascientifico, drama) che, sulla carta almeno, legherebbero come la Nutella ed il salmone ma che qui invece sembrano il perfetto complementare l’uno dell’altro, quasi come la salsa di soia ed un nigiri di tonno. Ecco quindi farsi spazio ad un viaggio a Cuba con scopo di sequestro, ad un intermezzo più o meno interessante sulla vita familiare di Alfonso, ad una scena di sesso riprodotta in diretta in versione acustica all’interno della caverna e ad una resurrezione non richiesta nè aspettata. Tanto, forse troppo, ma sicuramente espresso ed unito al meglio.

Hap: I told them about my son, of course.
The golden boy with the brain damage from the football injury.
They’re worried about you.
Now, come on, Homer.
We’re having a nice time, aren’t we? All you have to do is convince her to come up to your room.
Then you can have a nice long sleep with the window open and the ocean breeze blowing through.

Homer: I’m gonna call…
Hap: Who? Who you gonna call?
Homer: The FBI.
Hap: And tell them what, exactly?
Homer: That you keep us in a cellar.
Hap: Where’s that?
Homer: A mine.
An abandoned mine.

Hap: A mine. That should be easy to find.
Homer: Well, how many of them could there be? With that kind of dust, and those kinds of trees? What, a hundred?
Hap: Approximately 500,000 in North America.
Homer: But the FBI, they would they would find them.
They would search all over the country in, like, 24 hours.
No, less than 12 hours.
They’d figure it out, they’d find you, and and they’d rescue them.

Hap: You’re a smart boy, Homer.
Use your brain.
The FBI are not coming to Cuba.
They’re not coming to get you and they’re not coming to get me.
And if you somehow prevent me from getting back there, you would starve Prairie and all your friends to death.
Is that what you want? I can’t hear you.
Is that what you want?

Homer: No.
Hap: No.
Me neither.
So, turn around and go and finish getting ready.
Now.

Uno dei momenti più importanti ed estasianti dell’episodio arriva circa al minuto 33, quando un Homer in “gita premio” assapora per la prima volta la possibile libertà e si scontra inesorabilmente con il muro di parole e di verità già preventivato da Hap. È una discussione a senso unico, annichilente ma al contempo utile sia ad Homer che al pubblico per contestualizzare la situazione e capire, accettando anche, che non c’è via d’uscita. Il piano è quello di rapire Renata e non c’è alcun margine d’errore nè tantomeno di manomissione, per il bene di Prairie, per il bene degli altri. Hap è a capo di tutto e da brillante mente ha previsto tutto (ovviamente), mantenendo un largo vantaggio su chiunque grazie al mantenimento del segreto circa la location e grazie agli altri ostaggi in suo possesso. L’unica cosa da fare rimane godersi il viaggio, per quanto coercitivo e con scopi tutt’altro che nobili, e approfittare di quella presunta libertà che come un fascio di luce abbaglia e stordisce chi non è abituato ad averla, come Homer: ecco quindi l’estasi di una cena non a base di crocchette, la vista per la prima volta dell’oceano, il sesso animalesco con una donna che presto diventerà anche preda del burattinaio. Istinti animaleschi prima di tutto e sopra di tutto, perchè non c’è spazio per i sensi di colpa se il destino è comunque già scritto.

Scott: You were right.
There there are movements. Five of ‘em. And you need five people at least. The movements, they they do things we cannot imagine.
Five movements open a a tunnel to another dimension.
Our freedom. I have the third movement.

A margine dell’episodio poi c’è spazio anche per dare una botta di vita alla trama orizzontale, una botta di vita letterale perchè, in maniera inaspettata e casuale, Prairie e Homer riportano in vita Scott, lo stesso Scott che prima di morire per l’ultima volta aveva venduto come un Giuda i segreti dei suoi compagni di cella a Hap, tutti i segreti, movimenti compresi. Ecco quindi che, quasi come un cerchio che si chiude, Scott risorge e porta con sè la rivelazione che presumibilmente farà da filo conduttore per tutti i successivi passi di The OA: esistono 5 movimenti e servono 5 persone per aprire un portale verso un’altra dimensione e guadagnare la tanto agognata libertà.
Tutto così comincia ad acquistare un senso logico anche nella storyline del presente dove Prairie racconta vividamente il tutto e si dà un senso agli altri 4 ospiti della casa abbandonata che, teoricamente, dovranno aiutarla ad aprire questo varco dimensionale. All’appello, nel passato, mancano ancora 2 movimenti ma è abbastanza scontato che Prairie nel presente sia a conoscenza anche di questi mancanti.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Amplesso fatto sentire in cella per annichilire ulteriormente Prairie
  • 3° movimento
  • Resurrezione di Scott
  • Rapimento di Renata
  • Comprensibile contrasto tra libertà e senso di colpa
  • Confronto Hap-Homer
  • Troppo lungo il focus su Alfonso
Al termine di “Paradise” si rimane sopraffatti dagli eventi quasi dimenticandosi di quanto visto e provato con Homer, il tutto perchè i generi e le storyline si sovrastano l’una con l’altra andando a sovrascrivere la memoria a breve periodo dello spettatore che, al termine dell’ora di visione, rimane solo stupito della resurrezione di Giuda Scott. In realtà si è visto molto di più ma non lo si è ancora metabolizzato.

Away 1×04 ND milioni – ND rating
Paradise 1×05 ND milioni – ND rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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