Homeland 6×02 – The Man In The BasementTEMPO DI LETTURA 3 min

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Homeland non è mai stato un telefilm focalizzato sull’azione; ha avuto i suoi momenti, certo, ma la combo politica, indagini e terrorismo sono sempre state la base di tutto. Impossibile il paragone con 24 per esempio. È però anche vero che la serie si è modificata nel corso delle stagioni fino ad assumere, nell’era post-Brody, connotati antologici, fattore che ogni stagione costringe Gordon e Gansa a ricostruire da zero una trama e tutti i supporter character del caso. Questo sesto anno non è ovviamente esente da quanto appena detto.
Premesso questo, se si torna indietro a vedere il tenore della 4×02 e della 5×02, si noterà una certa somiglianza nell’approccio e soprattutto nelle caratteristiche negative: generale lentezza narrativa, alcuni character principali relegati nel dimenticatoio (ed essendoci tipo 3-4 character fissi la cosa è abbastanza rilevante), una trama orizzontale che non si sa dove vuole andare a parare e, dulcis in fundo, dei supporter character la cui fine è già nota in partenza (SPOILER: morti). In tal senso Sekou è il nuovo Aayan, l’ennesimo nuovo character che nel breve periodo è più importante di un Saul Berenson qualsiasi e che presto perderà di valore dopo essere stato spremuto come un’arancia.
Non c’è quindi da sorprendersi se “The Man In The Basement” non è esattamente quella puntata che fa rimanere incollati alla sedia affamati del terzo episodio.

Saul: I was thinking of how long it had been since I heard your voice, and then I heard it. At least I thought I did when I briefed the president-elect on her covert action programs.
Carrie:Well, you must’ve known she’s no fan of the CIA.
Saul: This was different. This was schooled. “Who’s advising her?” That’s where my head went. And then I remembered she’s a friend of Otto During and you’re a friend of Otto During.
Carrie: “You think I’m advising the next president of the United States?
Saul: I think her entire national security platform came right out of that head of yours. She asked me specifically about drone strikes that don’t require a signoff by the president.
Carrie “The Ex Drone Queen”: “So has The New York Times. I’m not advising them, either. No, really, I… I’m not advising the president-elect.

“The Man In The Basement” viene affrontato da 3 diversi punti di vista che corrispondono a quelli di Carrie, Quinn e Saul Dar Adal: su di loro, ma soprattutto sulle loro brevi interazioni, Homeland riesce a dare (brevi) segni di vita. La visita di cortesia di Saul a Carrie, con relativo importantissimo “giuro e spergiuro”, è infatti un importante punto di slancio del plot, così come la scena finale che vede Carrie e Quinn fare una pausa dalle liti è potenzialmente vitale per l’evoluzione del loro rapporto e della vita dell’ex agente segreto.
Al netto di questi 120 minuti viene giustamente da domandarsi che cosa sia stato costruito e quali obiettivi siano stati raggiunti. Sempre al netto di questi 120 minuti la risposta è “nulla”. Peter Quinn, nel suo nuovo status quo da miracolato risorto con evidenti problemi psicologici e cognitivi, è l’elemento più interessante in assoluto, forse anche perché è l’unico e questo è il vero problema: una serie di stampo quasi antologico come Homeland può davvero permettersi il lusso di non accendere il fuoco della passione (o anche del mero interesse) dopo due episodi? Razionalmente la risposta può essere solo una… Ed ecco quindi che lo spettatore, per proseguire la visione della stagione, deve aggrapparsi con le unghie a quei piccoli frammenti di trama che hanno del potenziale, comunque sempre troppo pochi per garantire un certo appeal.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Doppio gioco di Carrie
  • Tregua tra Carrie e Quinn
  • Trama orizzontale nulla
  • Saul relegato in un angolo
  • Mancanza di mordente

 

Se c’è una trama orizzontale allora qualcuno la illumini per bene perché dopo due episodi Homeland è ancora allo stadio primordiale della narrazione. È vero che Gordon e Gansa si sono sempre presi moltissimo tempo prima di far rombare i motori ma è anche vero che, attualmente, lo spettatore non ha nessuna ragione per proseguire la visione. Solo l’affetto, ecco.

 

Fair Game 6×01 1.08 milioni – 0.3 rating
The Man In The Basement 6×02 1.45 milioni – 0.5 rating

 

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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