Colony 2×06 – FalloutTEMPO DI LETTURA 3 min

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Questa seconda stagione di Colony si sta palesando, agli occhi dei propri spettatori, come un prodotto confusionario e voglioso di apparire complesso e forte di una estenuante lavorazione alla sceneggiatura. Purtroppo però il risultato è quanto più distante si possa immaginare da questa premessa.
I due minuti introduttivi degli episodi vengono ora sfruttati per gettar luce su background storici (l’allunaggio, “Somewhere Out There“) oppure su determinati punti di trama che a malapena erano stati presi in considerazione (come per esempio accade in questa puntata). Il problema è che appaiono talmente sconnessi tra loro e con il nocciolo centrale della puntata che l’unica domanda congeniale che viene da porsi è “a che pro?“. Perché cercare di voler paventare una trama complessa ed articolata quando quella già ora presente viene mal gestita anche per colpa della caratterizzazione dei personaggi?
C’è infatti da annotare che messa da parte Katie, che non ha evidentemente capito nulla del discorso fattole da Will nello scorso episodio (eppure era abbastanza chiaro il “stay out of it“), ora pure Bram sembra portare avanti pretese personali in preda ad una vera e propria crisi adolescenziale. Si è evidentemente scordato di vivere nella Londra de 1984, dove qualsiasi azione anti-Arrivo ha delle conseguenze tangibili e non semplici punizioni. Cosa di preciso pretenda dai propri genitori non è ben chiaro. Evidentemente a forza di essere picchiato nel buio del suo dormitorio, deve aver battuto la testa.
Messo da parte Bram e le sue turbe giovanili, la puntata riunisce Katie e Will alle prese con una leggera falla all’interno della cellula terroristica di Broussard. Quest’ultimo non si sa bene cosa faccia a parte spiare dei ragazzini da lontano, ma è un personaggio ormai lasciato un po’ alla deriva. Da evidenziare poi come Will, stranamente, sia diventato una sorta di appestato all’interno dei Redhats. Un fatto di cui lo stesso Josh Holloway si stupisce, perché, evidentemente, si deve già essere dimenticato dell’interrogatorio che ha dovuto subire una volta tornato al lavoro dopo aver portato in salvo Charlie dal blocco di Santa Monica (“Company Man“).

“They say faith requires having belief without proof. This is proof.”

L’unico elemento di effettivo rilievo e che amplifica il desiderio e la speranza di poter finalmente vedere qualche alieno vero e proprio all’interno della serie, è lo scorcio di puntata concesso a Snyder e a Nolan Burgess: il Global’s shipment che viene mostrato allo spettatore è lo stesso che viene mostrato a Nolan, ma si fa riferimento a questo con “the empty ones” lasciando intendere che così come vi sono delle capsule vuote, ve ne sono delle altre non vuote. Ma riguardo a chi o cosa esattamente vi si trovi all’interno non c’è ancora risposta.
E’ da considerare, ai fini della trama generale e dell’esistenza della Resistenza, quanto potrà incidere il fatto che il macchinario sottratto all’Host nel finale della prima stagione risulti nocivo e mortale per chiunque cerchi di analizzarlo o studiarlo.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Snyder, Nolan ed il Global’s shipment
  • Per una volta, Katie e Will
  • La scena della valigetta: non si era mai parlato del fatto che si stesse cercando di costruire una bomba
  • La crisi adolescenziale di Bram
  • L’inutile Broussard

Puntata che, se privata di quella piccola finestra di trama riguardante Snyder, sarebbe stata probabilmente bocciata senza nemmeno pensarci troppo. Quaranta minuti abbastanza soporiferi e vacui.
Company Man 2×05 0.89 milioni – 0.3 rating
Fallout 2×06 0.76 milioni – 0.2 rating
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Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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