Outcast 2×01 – Bad PennyTEMPO DI LETTURA 3 min

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You did not save anybody, Outcast. You just delayed the inevitable.

Qualcuno si ricorda il cliffhanger che lasciava col fiato sospeso lo scorso season finale? Ecco, l’importante è avere quel ricordo bello nitido e tenerselo stretto perché non c’è alcuna traccia di quella scena in questa première, né tantomeno delle conseguenze o di una spiegazione che liberi magicamente i 2/3 della famiglia Barnes da quella situazione. Semplicemente si deve dedurre che gli “amici di Sidney” volessero dare un avvertimento a Kyle, ovvero non si può lasciare Rome. Si riparte quindi da questa consapevolezza: Rome caput mundi.

Reverend Anderson: I killed Patricia’s son. 
[…] I thought the Lord was guiding my hand, but it was the devil. I guess Sidney got the last laugh after all. 
[…] And I will pay for it in this life or the next.

Generalmente non si parla quasi mai della regia quando si recensisce, questo è dovuto più alla piattezza/conformità che alla svogliatezza del recensore, e se lo si fa è raro e dovuto a una puntata specifica di una serie particolare (negli ultimi periodi Legion, Mr. Robot o Game Of Thrones sono dei buoni esempi), tuttavia questo è il caso.
La regia di questa season première è pazzesca, considerabile, per importanza e caratura, come vero e proprio character aggiuntivo. Il senso di inquietudine e l’approccio alternativo che viene dato ad ogni scena è un qualcosa di innovativo diverso che amplifica uno script buono, ma non eccelso, e delle interpretazione buone, ma non impressionanti. Tricia Brock non è nuova in Outcast, già la scorsa stagione aveva infatti diretto “From The Shadows It Watches” e già allora ci si era presi la briga di andare a cercare il nome del regista per enfatizzare il frutto del duro lavoro: qui va fatto lo stesso. Le atmosfere cupe, prodotto naturale del contesto narrativo, ma soprattutto le inquadrature, che offrono letteralmente punti di vista nuovi per lo spettatore (la telecamera dentro e fuori dal lago o che sorvola il soffitto mentre la piccola Amber Barnes sente i rumori dal solaio) dando la sensazione che i protagonisti non siano mai effettivamente soli in ogni momento, al più accompagnati da spiriti o presenze che li osservano vigili. La stessa telecamera che ruota nella sigla iniziale fa ben capire la controversa situazione che Outcast cerca (con successo) di esprimere.
In questo clima di sospetto e generale insicurezza si muovono nuovamente i protagonisti, distrutti e separati dopo gli eventi di “This Little Thing“. È ormai chiaro a tutti che la normalità non esiste più a Rome, né da un punto di vista civile, né da un punto di vista politico, né da un punto di vista religioso. Nessuno è veramente chi dice di essere e nessuno è immune a ciò che sta accadendo, vuoi per effetto diretto o indiretto degli adepti di Sidney. Il loro arrivo in un modo o nell’altro ha toccato tutti e, infatti, l’equilibrio precario che si provava a mantenere nella scorsa stagione è venuto meno: il Reverendo Anderson è totalmente smarrito e senza un credo personale, Byron Giles sta venendo meno al suo concetto di giustizia terrena, Megan è ancora comprensibilmente distrutta dopo la possessione che l’ha portata ad uccidere il marito. Paradossalmente il meno intaccato dagli eventi è proprio Kyle, ormai quasi abituato alla nuova realtà in cui lui e Rome si sono ritrovati. Ognuno reagisce come può e come meglio crede ma gli eventi, a sensazione, andranno peggiorando e, infatti, questa season première è più utile a fare il punto della nuova situazione che a far progredire la storia.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Reverendo Anderson distrutto
  • Regia immensa
  • Buon “recap” per ripartire
  • Completo salto temporale per evitare di affrontare il cliffhanger dello scorso season finale
Niente di eccezionale ma una buona première che scalda i motori. Ecco, magari se si fosse ripartiti subito dal cliffhanger sarebbe stato meglio.
This Little Light 1×10 0.15 milioni – 0.1 rating
Bad Penny 1 2×01 ND milioni – ND rating




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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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