Designated Survivor 1×20 – BombshellTEMPO DI LETTURA 3 min

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Nonostante gli ascolti si rialzino rispetto all’episodio della scorsa settimana, Designated Survivor si presenta con l’episodio forse meno accattivante di questa stagione. “Bombshell” riesce a smuovere ulteriormente le acque per quanto concerne la trama dell’agente Wells, ma è il ramo riguardante il Presidente Kirkman a convincere meno. Si tratta però questa di una forte limitazione della serie: il tema politico viene affrontato sì in maniera convinta e su più fronti, ma spesso liquidato velocemente e senza troppi fronzoli (Corte Suprema e il Governatore Royce del Michigan per fare alcuni esempi). In aggiunta a ciò, la serie aggrava ulteriormente la cosa: fin dalla prima puntata si è incanalata nel percorso procedurale ed il neo Presidente si trovava a dover gestire, puntata dopo puntata, questioni e problemi di caratura nazionale ed internazionale, ma con il fattore debilitante che in conclusione di puntata appariva certo il tramutarsi della momentanea sconfitta di Kirkman in una morale/insegnamento. Questo modus operanti, seppur inizialmente riusciva a funzionare (forte anche della freschezza della serie), a lungo andare ha portato all’appesantimento della struttura e del sistema stesso, logorandolo. Anche in “Bombshell”, infatti, ciò si verifica, con l’unica differenza che il confronto tra il Primo Ministro francese, con l’esclusione dell’iniziativa di Kirman dal programma in discussione all’incontro NATO, sembra non concludersi propriamente con una vittoria per POTUS.
La vena politica di Designated Survivor appare quindi molto più blanda del solito in questa puntata, seppur gli venga concesso ampio minutaggio.
La puntata sfrutta il titolo per costruirsi attorno a due strade principali: bombshell, in riferimento a Kirkman, è rappresentato dall’incontestabile pubblicazione dell’articolo riguardante l’erroneo riconoscimento di Al-Sakar come autore dell’attentato al Campidoglio; ma il termine viene più facile ricondurlo al dubbioso finale di puntata e quindi alla porzione di trama riguardante l’agente Wells. Finale dubbioso perché è la seconda volta in venti episodi che Hannah Wells viene ritenuta responsabile o presa di mira dai suoi stessi colleghi federali. Tuttavia, il cliffhanger fa il proprio dovere e riesce a catturare lo spettatore e a tenerlo incollato allo schermo in attesa della prossima puntata.
Questa ventesima puntata racimola quindi lo stesso risultato che ha avuto la prima escursione estera del Presidente Kirkman: per niente ottima e con molto lavoro da fare al suo ritorno. Notando come la trama risulti a volte mal gestita anche per i principali attori in scena, è d’obbligo ringraziare la saggia scelta degli sceneggiatori di semplificarsi il lavoro rimuovendo figli e moglie del Presidente dalla Casa Bianca.
Nota a margine: la scena dell’aereo ripreso in volo dall’esterno, data la qualità, la si poteva anche evitare visto e considerato che Designated Survivor non sembra la serie con i migliori effetti speciali sulla piazza.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La pubblicazione dell’articolo potrebbe compromettere molti equilibri
  • Ennesimo attentato in arrivo?
  • Ennesimo cliffhanger con l’agente Wells
  • Scarna venatura politica della puntata
  • Solito modus operandi
  • Ennesimo attentato in arrivo?
Puntata anonima che poco aggiunge alla trama: gli ascolti si rialzeranno anche, ma c’è veramente poco di nuovo sotto il sole.
Misalliance 1×19 4.62 milioni – 0.9 rating
Bombshell 1×20 4.92 milioni – 1.0 rating

Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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