Fargo 3×05 – The House Of Special PurposeTEMPO DI LETTURA 8 min

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“Man muss eine Luge nur oft genug wiederholen und sie wird zue Wahrheit.”

Questa frase, che in italiano può essere tradotta in “Ripeti una bugia molte volte, ed essa diventerà la verità”,  è attribuita a Joseph Goebbels, Ministro della Propaganda del Terzo Reich. Probabilmente, molti lettori noteranno come loro ne conoscano una versione leggermente diversa (ad esempio: “Ripeti una bugia cento, mille, un milione di volte”, oppure “Ripeti una bugia molte volte, e anche te inizierai a crederci”). Queste discordanze sono dovute al fatto che, secondo alcuni storici, Goebbels non abbia mai effettivamente pronunciato questa frase; al di là dell’autenticità, essa è diventata celebre in tutto il mondo e rappresenta al meglio la politica propagandistica nazista fatta di attacchi alla stampa (“Lügenpresse”, cioè “Stampa bugiarda”) e menzogne atte a creare odio nei confronti degli ebrei, degli slavi e dei comunisti. Questa strategia aveva un nome ben preciso, ed era “Große lüge” (“grande bugia”) e consisteva nel raccontare bugie così enormi che nessuno avrebbe potuto credere che qualcuno potesse distorcere la realtà in modo così significativo. Come la storia ci ha purtroppo insegnato, questa tattica ha funzionato fin troppo bene.
Questa piccola parentesi storica, oltre al comportamento dei nazisti, potrebbe riassumere anche il comportamento di molti personaggi nel corso degli episodi. Per spiegare meglio questo concetto, partiamo dal villain di questa stagione, V.M. Varga, interpretato da un David Thewlis che sembra sempre più pronto a ricevere decine di premi quando si aprirà l’award season.


“We are making a souffle here. Do you understand? Lines of credit, capital acquisition, increased valuation. It’s how you turn a small business into a big business. And it is fluffy, and it is delicious. But you can’t agitate while it rises, otherwise Poof.”
“It’s He, He knows it’s not Sy, that this isn’t He just wants to protect me.”
“From success?”

Sin dall’inizio, Varga si è sempre presentato come la persone che avrebbe fatto diventare ricchi Emmit e Sy. La realtà, ovviamente, è ben diversa: il suo obiettivo è quello di prendere il controllo dell’azienda (cosa in pratica già accaduta) ed estromettere sempre di più i due responsabili della Stussy Lots, cercando anche di stroncare ogni possibile tentativo di ribellione. Varga e i suoi due scagnozzi, infatti, non si limitano a modificare i registri a loro piacimento, far parcheggiare camion sospetti nei parcheggi ed occupare vari uffici senza neanche aver chiesto il permesso; tutto ciò sembra quasi una bazzecola se comparata alla guerra psicologica che stanno combattendo con l’obiettivo di annichilire mentalmente i due amici di vecchia data. La loro è una vera e propria strategia del terrore che riporta alla mente il periodo di Robespierre, come dimostra la scena della tazza di Sy: Gurka sapeva benissimo che l’agente Lopez non si trovasse lì per discutere delle questioni societarie, ma per il tamponamento dell’auto di Ray. Nonostante ciò, il personaggio interpretato da un ottimo Michael Stuhlbarg (che, tra l’altro, mostra una grande completezza attoriale, essendo passato dal temibile e minaccioso Arnold Rothstein all’impaurito Sy Feltz) viene comunque punito in modo umiliante, essendo colpito negli affetti (battute molto offensive sulla moglie) e nella dignità (la tazza). Quel gesto lo ha ovviamente scosso in modo sensibile e lo ha portato ad agire in modo sconsiderato, incontrandosi con la signora Goldfarb senza sospettare di essere pedinato, cosa abbastanza probabile, visto il livello di predominio e controllo che gli uomini di Varga gli avevano dimostrato di voler ottenere. Allo stesso modo, questa sua ingenuità è quasi costata la vita a Nikki, ridotta in fin di vita non per sue colpe, ma per dare a Sy l’ennesima dimostrazione del loro programma di terrore.
Prima che arrivassero Gurka e Meemo, sembrava che il braccio destro di Emmit sapesse cavarsela con la fidanzata di Ray. La sua frase relativa al possedimento morale, da parte dello stesso Ray, di quote dell’azienda, gli ha probabilmente fatto venire in mente l’idea di cedere loro il controllo (non il patrimonio) della Stussy Lots e, di conseguenza, le beghe relative al misterioso criminale con l’accento inglese. Questa situazione mostra benissimo come Sy (ma anche lo stesso Emmit) siano assolutamente in grado di tenere testa ai futuri coniugi Stussy, ma non a dei criminali non originali del Minnesota. In sostanza, si sono sempre trovati benissimo ad essere i grandi pesci nel piccolo acquario ma la loro crisi economica li ha spinti (involontariamente) ad entrare nel grande acquario, dove sono innocui ed indifesi. La situazione ricorda, da un certo punto di vista, quello della famiglia Gehrardt quando si sono dovuti confrontare con Mike Milligan e la criminalità di Fargo, molto più esperta, ramificata e potente.

“Collateral Ray put down as a youth. He’s part owner in the enterprise, in other words. We’re not gonna stop till we get what’s ours.”


Parlando della frase già citata in precedenza (quella secondo la quale Ray sarebbe socio di diritto), anche questa può rientrare tranquillamente nella categoria della prima frase scritta in questa recensione: la pretesa, infatti, è abbastanza illogica ma Ray, ripetendola più e più volte, e sentendola dire da Nikki più e più volte, è ormai convinto che corrisponda esattamente alla verità e che il fratello, anche per questo motivo, debba pagarla.
Nonostante i molti discorsi filosofici fatti da Mary Elizabeth Winstead, e le frasi motivazionali che si riservano prima di compiere un qualsiasi gesto, il loro livello di scaltrezza come criminali è ancora molto molto basso: solo un dilettante, infatti, avrebbe potuto pensare che Stella non avrebbe (almeno potenzialmente) potuto aprire la busta. Inoltre, la loro decisione non può che segnare il definitivo punto di non ritorno per quanto riguarda il suo rapporto con Emmit il quale è sì in balia di un gangster (cosa di cui Ray non è peraltro a conoscenza) ma, come detto poco fa, è comunque il pesce più grande nel piccolo acquario rappresentato da quella zona del Minnesota.
Paradossalmente (e, quindi, in pieno stile Fargo), le conseguenze più gravi vengono subite solo indirettamente a causa di questa lotta fratricida. Questo dettaglio, però, di certo non fermerà l’escalation di odio che scorre tra i due fratelli Stussy. Ora che Ray è furioso per quanto successo a Nikki e sotto pressione a causa delle indagini della polizia, la quale è oramai riuscita a chiudere il cerchio e, allo stesso tempo, Emmit ha abbandonato ogni remora e ha affidato la situazione a Sy, non potrà che essere lotta senza quartiere. Sarà da vedere, a questo punto, come si comporterà Varga: difficilmente, infatti, rimarrà senza guardare un conflitto nel quale il maggiore degli Stussy è coinvolto. Nonostante abbia perso quasi ogni potere in seno all’azienda, la sua presenza è vitale per mantenere l’immagine di una situazione aziendale immutata, soprattutto ora che c’è l’Agenzia delle entrate alle loro calcagna (tra l’altro a causa di Ray). Non è escluso, dunque, che Varga possa intervenire e, in questo modo, guadagnare la fiducia di Emmit. Del resto, il suo piano prevede anche il progressivo screditamento di Sy agli occhi dello stesso Emmit che, una volta rimasto senza persone sulle quali poter contare, potrebbe vedere nel suo nuovo socio una sorta di punto di riferimento o, ancora meglio, una figura i cui ordini vanno obbediti ed eseguiti senza remore. In sostanza, renderlo succube.

“Oh, Lord, it’s hard to be humble when you’re perfect in every way I can’t wait to look in the mirror ‘cause I get better-lookin’ each day.”


Continuando a parlare di Emmit, la canzone iniziale riassume perfettamente quella che è stata la sua vita fino a quel momento: brillante, ricco, self-made man, sposato felicemente e con un’azienda che sembrava essersi ripresa dalle difficoltà economiche. Tutto ciò, però, è cambiato quando suo fratello ha deciso di vendicarsi per torti di infanzia e un criminale bulimico ha deciso di prendere il controllo della sua azienda. Messo di fronte ad una duplice minaccia, si è dimostrato non all’altezza della situazione, attribuendo anche la colpa a Sy. Questa sua reazione impotente può avere una motivazione nella frase pronunciata durante la premièreThis is not the Minnesota I grew up in“. Il Minnesota è da sempre uno Stato famoso per la sua gentilezza e tranquillità, molto lontano dallo stereotipo americano (e la persona che vi scrive può confermare personalmente la bontà e gentilezza di quelle persone, essendo stato diversi mesi in una città a pochi chilometri da Minneapolis). Egli si trova, dunque, spaesato di fronte a situazioni così brutali e violente, alle quali non è affatto abituato. Se era lecito aspettarsi un comportamento poco in stile Minnesota da parte di Varga, molto più sorprendente è vedere un atteggiamento simile da parte di Ray, che ha iniziato a strillare epiteti irripetibili anche quando si trova insieme a molte altre persone. Questo tema, seppur piuttosto nascosto, è sempre stato presente nella mente di Hawley che, durante la presentazione del suo libro (maggio 2016), ha dichiarato: “I think what’s interesting is to look at a story set in the recent past in Minnesota and to look at a way of life that’s kind of under threat. There’s this idea of “Minnesota nice” and this regional identity, which is so based on community. But now we’re in this moment where we’re all interacting with screens, and we have a sort of community that’s virtual, and what does that do to our hero’s sense of place?” 
Come si può notare, nell’intervista Hawley parla anche di rapporto con la tecnologia, tema portante della storyline dedicata a Gloria, persona abituata a lavorare e vivere alla vecchia maniera e, quasi beffardamente, circondata da persone estremamente a favore del progresso tecnologico, come il figlio e il nuovo capitano. Anche lei, dunque, sembra non ritrovarsi in questo Minnesota così diverso, così cambiato. Da non sottovalutare, inoltre, il fatto che nessun dispositivo elettronico si accorga mai della sua presenza, dalle porte ad apertura automatica ai rubinetti che usano il sensore per azionarsi. Visto che si parla di Fargo e, in generale, di Noah Hawley, è lecito sospettare che non sia un dettaglio inutile. Staremo a vedere. 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Tutto
  • Nulla
Fargo pare aver finalmente innestato le marce alte e ci regala un episodio di pregevolissima fattura. Sappiamo che il clou sarà ancora più spettacolare, ma non possiamo esimerci dal benedire. 

The Narrow Escape Problem 3×04 1.05 milioni – 0.3 rating
The House Of Special Purpose 3×05 0.98 milioni – 0.3 rating

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