Fargo 3×06 – The Lord Of No MercyTEMPO DI LETTURA 4 min

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Let each man say what he deems truth, and let truth itself be commended unto God.”

Che cos’è la verità?
Per secoli i filosofi hanno dibattuto su questo concetto, da Parmenide, Platone, Aristotele fino a Popper, una domanda che rimbomba nelle menti di uomini dal grande intelletto e che apparentemente ha una sola risposta, ma così non è.
Alcuni vedono la verità solo quando trova corrispondenza nella realtà; per altri, invece, è coerenza all’interno di un sistema di affermazioni e per alcuni è ciò che mette d’accordo l’insieme di opinioni di certi gruppi specifici.
La verità è nell’occhio di chi guarda“, con questa citazione dello scrittore Sergio Bambarén, si può tentare di spiegare il significato dietro l’incipit di Fargo, quel “This is a true story” che può voler dire tutto il contrario di tutto poiché, se c’è una cosa che la serie ha insegnato, è che verità e manipolazione di essa vanno di pari passo, a braccetto come due amiche che non possono stare l’una senza l’altra.
“The Lord Of No Mercy” inizia con le parole di Varga, un David Thewlis sempre più convincente, che si lancia in un monologo e racconto di tre storie, tutte assolutamente vere per lui e con le quali ammalia Sy ed Emmit.
E’ interessante notare come si passi da una storia vera, il crollo della Lehman Brothers del 2008, ad una assurda, l’aneddoto del sandwich e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, a quella preferita dai complottisti di tutto il mondo, ovvero il finto sbarco sulla luna.
Sy ed Emmit, nonostante siano scioccati soprattutto dall’ultimo racconto di Varga, non lo contraddicono, gli credono senza quasi battere ciglio. L’uomo si insinua nelle convinzioni dei suoi soci, perché più di tutto vuole la loro incondizionata fiducia, così da poter avere su di loro il potere di dire e fare ciò che vuole ed essere sempre considerato da loro portatore di verità.
In questo sta l’inevitabile manipolazione che attua Varga, ovvero sostituire il pensiero degli altri con il proprio, sempre. Un sorriso mellifluo, un modo di parlare convincente, la personalità giusta: è bastato questo per insinuarsi nell’io di Sy ed Emmit, rimodellando i loro principi morali ed etici a propria immagine.
Varga tenta lo stesso gioco con Gloria, raccontando di come ai tempi di Hitler in Germania ci fossero 24 suoi omonimi: inizialmente quasi spiazzata, la poliziotta non perde tempo e torna immediatamente sui propri passi, ignorando il burattinaio di questa storia. La donna è ormai sulle tracce degli Stussy e la sua voglia di verità la porta alla caccia di Ray.
Non è la sola ad intraprendere questa ricerca: Varga è ben consapevole che non può mai sbagliare un colpo e che tutto deve sempre essere sotto controllo, per questo motivo il fratello di Emmit è la sua spina nel fianco.
L’unico a riuscire a trovare Ray è Emmit, il quale sente il peso dello scontro con il gemello e, animato da buone intenzioni, vuole un confronto con lui. Ma il mondo di Fargo è spietato e non è possibile sfuggire alle sue regole: le incomprensioni diventano guerre, gli errori diventano caos e gli screzi più sciocchi si trasformano in omicidi, volontari e non.
L’orgoglio di Ray è ciò che lo uccide, egli non accetta una redenzione facile e così facendo muore, facilitando le cose a Varga che non si sporcherà le mani per risolvere il problema.
Il villain di questa annata di Fargo assume contorni sempre più misteriosi, enigmatici: gli sceneggiatori, riprendendo anche tematiche delle stagioni passate, vogliono spiegare come persone arroganti ed egocentriche non fatichino a plagiare menti più deboli riempendole di vuoti pensieri che in realtà non hanno alcun valore. Sono verità fallaci e inesistenti, manipolate soltanto per i propri beceri scopi.
Mentre questo male dilaga subdolo, la speranza di giustizia è affidata a Gloria che è pronta a battersi definitivamente: la donna, da cui Varga non si guarda abbastanza perché convinto del suo potere manipolatore, non si affida alla verità dell’uomo, ma vuole quella di Dio. E se c’è qualcuno che può conquistare questa verità, è lei.
Fargo inanella una puntata eccellente, dove il piano emotivo e narrativo sono entrambi cuori pulsanti del racconto. Niente è risparmiato, i colpi di scena sono orchestrati alla perfezione e se a questo si aggiungono le ottime prove attoriali, trovare un difetto è impossibile.
Le metafore e i simbolismi all’interno della serie offrono spunti di riflessione e non sono mai lasciati a loro stessi o utilizzati come mero esercizio di stile: questo è un altro punto a favore che interessa e incuriosisce lo spettatore, accompagnato in questo universo seriale colmo di sfaccettature.
Superato il giro di boa della stagione, Fargo dimostra di avere ancora molto da dire, calibrando al meglio tempo e modi. Gli eventi di questo episodio sono il preludio di un’esplosione che non tarderà ad arrivare, la miccia è accesa, non resta che attendere gli ulteriori sviluppi.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il monologo di Varga
  • Il ruolo di Gloria
  • La morte di Ray
  • Narrazione ed emozione a livelli altissimi
  • Prove attoriali eccezionali
  • Nessuno

Altra puntata di altissimo livello, dove l’equilibrio tra tutti i componenti è una marcia in più. Il meglio deve ancora venire, eppure già così la qualità è straordinaria. 
The House Of Special Purpose 3×05 0.98 milioni – 0.3 rating
The Lord Of No Mercy 3×06 1.04 milioni –  0.3 rating

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Filosofa a tempo perso ed educatrice in tempo utile, Rina gironzola con la sua bicicletta tra le viuzze di una cittadina nebbiosa; esperta conoscitrice del lato misterioso dell’animo seriale, non disdegna quello più trash: da Twin Peaks a Gilmore Girls, da Game of Thrones a True Blood, passando per Sherlock e il Dottore. Si mormora non possa fare a meno del cioccolato, della sua raccolta di cd, di tutti i romanzi di Jane Austen e di parecchi film. Ironica, pungente e romanticamente pignola, è inglese nell’animo.

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