Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. 4×20 – Farewell, Cruel World!TEMPO DI LETTURA 5 min

in Recensioni by

Dopo due episodi (“No Regrets” e “All The Madame’s Men“) che si sono presi il tempo di elaborare la trama relativa al Framework, ora, a due episodi dalla fine, Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. comincia a raccogliere quello che ha seminato. “Farewell, Cruel World!” è una puntata incredibilmente potente sotto molti punti di vista, tuttavia nella recensione ci si concentrerà sugli aspetti che hanno avuto maggior risalto all’interno dell’episodio: la narrazione, l’emotività e l’impatto visivo.
A livello narrativo l’escursione distopica nell’Hydra World giunge alla sua degna conclusione e, anche se questo terzo arco narrativo della serie (“Agents Of Hydra”) è ancora relativamente lontano dalla conclusione, si arriva già all’uscita di (quasi) tutti i protagonisti dal Framework. Durante la quarta stagione ci sono stati svariati momenti importanti – come se fosse ieri ricordiamo lo spettacolare esordio di Ghost Rider – ma, senza ombra di dubbio, il viaggio dentro il Framework ha rappresentato forse il momento più alto della stagione, e questo per due ragioni in particolare:

  • le tematiche trattate che, a detta di molti, sono state sviluppate con così tanta raffinatezza e audacia da sfiorare la “poesia” di colonne del cinema come Matrix (il primo, ovviamente) e V Per Vendetta;
  • l’utilizzo inaspettato, intelligente e funzionale dell’Hydra World, trattato come un vero e proprio universo alternativo originato dal presupposto del what if…?, stilema narrativo spesso adottato dalla Marvel Comics;
La conclusione della (dis)avventura del Team Coulson in questo mondo “Hydratato” è stata realizzata come ci si aspettava, cioè come una sincopata e serrata corsa contro il tempo dove i protagonisti hanno raggiunto la salvezza solo dopo una dura battaglia dall’esito per nulla scontato. Ecco, forse il raggiungimento della backdoor è stato un po’ troppo affrettato e semplicistico, ma tutto sommato accettabile, soprattutto tenendo conto del colpo al cuore dovuto alla dipartita di Mack.
Parlando di “emotività”, invece, si deve prendere in esame proprio l’apparente morte di Mack; diciamo apparente perché non confermata allo stesso modo di Patriot. Con questa mossa la serie riesce ad orchestrare una morte molto più toccante e traumatizzante della precedente. Se quella di Patriot si configura più che altro come sacrificio, quindi un’immolazione fisica per una giusta causa, la morte di Mack si fa ancora più struggente agli occhi dello spettatore poiché umanizzata e finalizzata a depotenziare un personaggio caratterialmente forte, deciso e carismatico. Alphonse Mack era riuscito ad imporsi agli occhi del pubblico come un character determinato, forse troppo inquadrato, ma potenzialmente un vero “badass”. Alla luce di ciò e nonostante ciò, alla fine cede il passo ai rimpianti, prendendo lo spettatore in contropiede e distruggendo la sua aura da “macho”. Forse tutta quella scorza da “sort of badass” era soltanto una messa in scena fatta per nascondere abilmente un problema che Mack non è mai riuscito a superare; costretto però dalla ciclicità della vita a farsene una ragione, Alphonse Mack ha semplicemente nascosto tutto sotto il tappeto. 
Consapevolezza o meno riguardo la virtualità del Framework, Mack si fa schiacciare dal senso di colpa e dalle sensazioni trasmesse dalla figlia. Una fine che sicuramente molti reputeranno ingloriosa, poiché non all’altezza dell’immagine che Mack ha costruito per sé nel corso degli anni, eppure, a prescindere dalle considerazioni personali, l’intera sequenza appare realisticamente fattibile in virtù della sua umanità e plausibilità. Le sensazioni che Mack prova e a cui decide di arrendersi sono proprio come quei problemi umani a cui molte persone vanno spesso incontro. A volte, per quanto si possa essere forti, il male che ci si porta appresso, sarà sempre più forte. Per questo la morte di Mack appare “priva di fiction”, perché sebbene per raccontarla gli autori si siano avvalsi di tutti gli strumenti di narrativa e finzione disponibili, il significato alla base della decisione risulta del tutto coerente con la personalità del character.
In questo episodio, soprattutto grazie alla parentesi Mack, abbiamo la conferma che l’esperienza a “Gardalhydra Land” sarà tutt’altro che virtuale. Gli effetti delle conseguenze cominciano già a farsi sentire, come si può percepire dalle parole di Fitz (che mostrano ancora delle peculiarità legate della sua incarnazione del Framework) e dalla spettacolare e inaspettata uscita di Madame Aida, la quale dimostra di avere anche dei poteri. Ecco spiegato perché Ghost Rider tornerà nel season finale, forse come arma finale dello S.H.I.E.L.D. il non più L.M.D.
A livello di impatto visivo, in “Farewell, Cruel World!” ci sono un sacco di sequenze che giocano sull’immediatezza dell’azione finalizzata ad un sussulto emotivo, orchestrate quindi per ottenere una reazione mentre i personaggi compiono un’azione e nient’altro. Un lampante esempio, è il confronto tra Fitz e Simmons, scena carica di tensione per la storia condivisa dai due, dove il mexican standoff tra la coppia genera ansia proprio perché gioca sulla contrapposizione fisica dei due personaggi (con risultati eccellenti). Inoltre, si fa un largo uso di CGI, non sempre brillante, ma efficace in termini di resa quando si tratta di realizzare sequenze che altrimenti, senza la computer grafica, sarebbero irrealizzabili. 

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per la nuova stagione di Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D.? Maccerto che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter egg e trivia disseminati nella puntata.

  1. Alla fine dell’episodio, è stata trasmessa una featurette di Guardians Of The Galaxy Vol. 2.
  2. Il modo in cui Madame Aida si teletrasporta ricorda un poco quello di Nightcrawler degli X-Men.
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • -2 al Season Finale
  • La morte (?) di Mack
  • Conclusione della trama del Framework assolutamente azzeccata
  • Madama Aida è una bimba vera e ha pure dei poteri!
  • -2 al Season Finale
  • Uscita dal Framework un po’ semplicistica
  • CGI non sempre brillante

Con “Farewell, Cruel World!”, Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. sta raccogliendo tutto quello che ha seminato durante la quarta stagione, mettendo a segno numeri su numeri. Si sta assistendo a puro spettacolo e aggiungere altre parole risulterebbe superfluo. Ci permettiamo di dire soltanto che la puntata, in realtà, meriterebbe un Thank ma si è deciso di premiarla per la struggente decisione presa da Mack, che da sola vale quel punto in più per il raggiungimento del Bless.

All The Madamde’s Men 4×19 2.15 milioni – 0.7 rating
Farewell, Cruel World! 4×20 2.15 milioni – 0.7 rating

Sponsored by Marvel’s Agents Of SHIELD Italia & Clark Gregg Son of Coul

Nato da un’idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: “Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell’insegnamento”. Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E’ destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from Recensioni

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: