Outcast 2×06 – FirefliesTEMPO DI LETTURA 3 min

in Outcast/Recensioni by

Il rapporto che lega a filo doppio “Fireflies” e “Demons” è ormai tutto sommato abbastanza chiaro: persone come Kyle possono esorcizzare i demoni dai corpi posseduti mentre i demoni possono “succhiare” la loro linfa vitale per nutrirsi e sentirsi più potenti, e ovviamente ne sono attratti. E questa è la principale motivazione che spinge Sidney a rapire Kyle e tenerlo prigioniero: nutrirsi, eliminare una potenziale minaccia alla radice e guadagnare tempo in attesa che il grande giorno arrivi presto. Inutile dire che tutto questo da solo basta e avanza per mantenere viva la trama ad oltranza, se si aggiungono altri dettagli però tutto è ancora più apprezzabile.
Robert Kirkman e Chris Black, entrambi showrunner di Outcast, hanno capito che era necessaria una bella spinta per continuare a cuocere a fuoco lento gli spettatori e pertanto, in maniera molto furba, in ogni episodio dalla trasformazione di Megan a qui inseriscono almeno un evento imprevedibile ma comunque gestibile nell’arco di un paio di episodi. Ecco quindi il colpo di scena, relativo cliffhanger a seguire, un primo assaggio di come potrebbe essere Outcast se il plot twist non venisse “corretto” ed infine la risoluzione finale che riporta tutto o quasi al proprio posto. “Fireflies” prende questo schema (apprezzabile e rodato) e lo applica alla presunta morte di Kyle avvenuta sul finire dello scorso episodio, una morte che per ovvie ragioni non poteva essere certificata. Questo però non è assolutamente un problema, anzi è un ottimo modo per dare vita a quel teatrino che porterà finalmente tutti i personaggi ad avere una piena (o comunque sommaria) cognizione della situazione di Rome.

Kyle: How did you find me?
Amber: Fireflies can see other fireflies.

Tra tutti i personaggi spicca ovviamente la piccola Amber che, come vuole la tradizione cinematografica, è la classica bambina molto più sveglia degli adulti che la circondano, vuoi perché vede le cose in maniera differente, vuoi perché così per gli sceneggiatori è tutto più facile da scrivere per avere il maggiore impatto emotivo sul pubblico.
È proprio tramite Amber che si aggiunge un nuovo dettaglio di conoscenza alla mitologia di Outcast: le “lucciole” possono percepire le altre “lucciole”. Quello che potrebbe quindi sembrare un piccolo dettaglio utile solo al ricongiungimento familiare di Kyle va invece preso e guardato in prospettiva perché, se è vero quello che ha detto la piccola Barnes, e assumiamo che lo sia, la ricerca di quell’altra “lucciola” molto potente che abita a Rome passerà inevitabilmente tramite lei o suo padre.
Ecco quindi che Kirkman e Black abilmente espandono l’universo narrativo di Outcast pur non cambiando moltissime carte in tavola e, anzi, eliminandone una (Aaron), il tutto in un crescendo di hype e situazioni problematiche. La claustrofobia derivante dagli eventi che si verificano nella cittadina, l’impossibilità di fuggire da essa, la diffidenza generata dal non potersi fidare di nessuno e le riprese sempre efficaci in tal senso portano Outcast su un livello qualitativo molto alto. Con somma gioia di tutti. E probabilmente non si è nemmeno raggiunto il massimo splendore.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Presunta morte di Kyle
  • Regia (al solito)
  • Amber
  • Confronto Kyle VS Sidney
  • Ora tutti i personaggi sono a conoscenza della situazione generale
  • Morte di Aaron 
  • Morte di Aaron

 

Se si ripensa alle prime puntate di Outcast, quelle in cui si presentava quasi come un procedurale, qui si è anni luce distanti. L’appuntamento settimanale con la serie di Kirkman è un puro piacere per gli occhi.

 

The Common Good 2×05 ND milioni – ND rating
Fireflies 2×06 ND milioni – ND rating

 

 

Sponsored by Outcast-Italia.
Tags:

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Ultimissime

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: