Outcast 2×07 – Alone When It ComesTEMPO DI LETTURA 4 min

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Megan: “So, is not the Devil?”
Anderson: “What is the Devil? Sum of our fears? Everything it could be these, maybe we can just give them a name.”

Una delle domande fondamentali di questa serie è: da dove arriva il Male che imperversa imperterrito sulla cittadina di Rome? Qual è la sua natura? Da dove origina?
Domande che possono sembrare banali ma che, in realtà, sono sempre passate in secondo piano e, solo da questa stagione (come già detto per un altro episodio), sono state approfondite (ma non ancora risolte). Se la scorsa puntata si basava più che altro sul lato “action” della serie (che rientra nell’andamento generale che Outcast sta prendendo ultimamente) “Alone When It Comes” va considerato come una specie di intermezzo in cui tali domande vengono approfondite in dialoghi brevi ma intensi.
Ovviamente non bisogna pensare che, date queste premesse, la puntata sia lenta o noiosa, anzi.
Buona parte dell’episodio è una sorta di piccolo road-movie, con il tentativo della famiglia Barnes (Kyle-Allison-Amber) di fuggire definitivamente da Rome dopo gli avvenimenti dell’episodio precedente.
Tentativo che viene puntualmente ostacolato dalle forze del Male che non vogliono lasciare andare il Faro libero per il mondo a esorcizzare le persone. L’intera sequenza della fuga è scandita da palesi citazioni cinematografiche (Duel soprattutto) e televisive (la stessa The Walking Dead di Kirkman) e dalle entrate in scena spettacolari di Bob (M.C. Gainey), personaggio che compare giusto in due scene ma in entrambe riesce a lasciare il suo segno rivelandosi una pedina fondamentale di questa stagione, deus ex machina e custode dei segreti sul passato di Kyle.
In generale, l’episodio è pervaso da un’atmosfera thrilling vecchio stampo, dove i tempi sono allungati per arrivare al colpo di scena finale e la tensione viene mantenuta viva dai continui ostacoli e dalla consapevolezza che sta per accadere qualcosa di terribile. Anche il ritmo dell’episodio si basa esclusivamente sulle situazioni che diventano sempre più iperboliche man mano che si procede nella narrazione.
Oltre alla “fuga” della famiglia Barnes, infatti, l’episodio si concentra sul rapporto sempre più difficile tra Giles e la moglie. “Difficile” in quanto i due agiscono come schegge impazzite senza coordinarsi tra di loro e ingarbugliando ancora di più la situazione.
Quello che però crea più interesse  e suspense è la storyline di Sidney: il “cattivo” per eccellenza deve vedersela stavolta con altri cattivi (il famoso Consiglio che ci viene fatto vedere per la prima volta al completo e rivela molto). Per la prima volta, viene mostrato il lato più “umano” di Sidney che si trova ad affrontare più grattacapi del solito e all’interno della sua stessa fazione. In effetti, la puntata in questione preannuncia quella che sarà la battaglia finale tra Bene e Male (la cosiddetta Unione) ma entrambi gli eserciti appaiono molto divisi al loro interno, il che rende tutto meno piatto e più interessante.
La tensione nell’aria viene poi evidenziata fin dalla prima scena con un lungo piano-sequenza che sarà poi la marca di fabbrica di tutto l’episodio. I piani-sequenza, infatti, si alterneranno con inquadrature da steadycam di Sidney che lo fanno sembrare quasi impalpabile, proprio come una creatura del male. Queste sono sicuramente le sequenze migliori ed è un peccato che siano veramente poche all’interno dell’intero episodio, dove l’azione di Sidney vien di fato limitata per concentrarsi di più sui “nuovi cattivi” che messi insieme rischiano di creare ulteriori storyline che possono far perdere di vista il focus principale della storia.
Infine, lo sperimentalismo registico qui raggiunge livelli mai visti prima: nessuna inquadratura o illuminazione (che finalmente c’è!) è casuale ma è pensata apposta per colpire direttamente lo spettatore.
Anche se ormai si è vicini al season finale (mancano tre puntate), dunque, l’episodio fa capire molto bene che la battaglia è ben lungi dall’essere vicina e che ancora ci sono molte cose da scoprire o che possono accadere nell’apparentemente tranquilla cittadina di Rome.   

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Regia
  • Scena finale
  • Un po’ di luce sulle origini del Male
  • Più luce in generale!
  • Atmosfera thrilling e horror
  • Bob e le sue entrate ad effetto
  • Anderson troppo passivo in questa puntata
  • Troppi cattivi (e poco Sidney)
Tra tutte le domande che questa serie suscita era sempre mancata (o messa in secondo piano) quella principale: da dove ha origine il Male presente nella città di Rome? Si tratta del Diavolo o di qualcos’altro? Questo episodio prova a fare luce sulla questione. Sullo sfondo, inquadrature e piani-sequenza spettacolari e un’atmosfera thrilling che non si vedeva da tempo. 
Fireflies 2×06 ND milioni – ND rating
Alone When It Comes 2×07 ND milioni – ND rating

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Laureato presso l’Università di Bologna in “Cinema, televisione e produzioni multimediali”. Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

2 Comments

  1. Quella è l'ipotesi più probabile però vediamo, sicuramente conoscendo i colpi di scena di Kirkman sarà qualcosa di non scontato o banale (non che questa ipotesi lo sia).

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