Sense8 2×04 – Fear Never Fixed AnythingTEMPO DI LETTURA 4 min

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I pray every single day. For a revolution.

In questa quarta puntata, intitolata “Fear Never Fixed Anything”, i nostri otto sensate prendono ancora più coscienza del proprio potenziale e delle proprie capacità e scalano la vetta, diventando predatori invece che fuggiaschi. I ruoli, quindi, si invertono e Whispers si ritrova al centro del mirino in una lotta su scala globale. Wolfie, Riley e compagnia bella, danno quindi inizio alla rivoluzione tanto decantata da Linda Perry più di venti anni fa.
Il pilastro sul quale si basa questo episodio è, senza dubbio, rappresentato dalla contrapposizione tra paura e coraggio: ognuno dei sensate, infatti, oltre a lottare assieme agli altri per la sopravvivenza del proprio cluster, deve lottare anche con i propri demoni personali e cercare di abbattere gli ostacoli contro i quali continua a scontrarsi fin dalle primissime puntate. Sun è alle prese con la sua vendetta nei confronti del fratello, Capheus riceve una proposta che potrebbe cambiare l’andamento del suo percorso, così come avviene per Lito. Nomi trova un modo per liberarsi della “taglia” sopra la sua testa, Wolfgang si scontra ancora una volta con Lila, un sensate di un’altra cerchia, mentre Kala risulta ancora impantanata nella medesima storyline della donna indecisa che ha paura di scegliere la felicità per non spezzare il cuore delle altre persone.
In merito a ciò, potremmo affermare che gli archi narrativi dedicati a Kala e Nomi risultano essere quelli meno forti a livello di impatto narrativo ed emotivo. Se nella prima stagione il personaggio interpretato da Jamie Clayton era stato protagonista di un evento importante, in questo inizio di seconda stagione la Marks rimane statica e piatta nelle vesti di ricercata dalla polizia, anche se un “anonimo” aiuto sembra risolvere la situazione.
Ogni character, dicevamo, viene messo di fronte a una scelta e sarà chiamato a decidere se rimanere nell’ombra, soccombendo alla paura, oppure prendere coraggio e affrontare di petto la situazione. Costi quel che costi. Profetiche e incisive sono le parole pronunciate proprio da Nomi poche ore prima dell’uscita allo scoperto di Riley e la sua richiesta di aiuto e collaborazione tra i vari sensate sparsi in tutto il mondo:“Your life is either defined by the system or the way you defy the system”. 
Non importa, infatti, il prezzo da pagare o le ipotetiche conseguenze; è inutile sperare di sopravvivere, proteggendo solo se stessi (come fatto notare da Sun), ma è necessario unirsi per sconfiggere un nemico comune.
Il nemico comune in questione è la BPO e i suoi assurdi progetti di epurazione del mondo da tutti i sensate, considerati una vera e propria minaccia nei confronti degli homo sapiens. Seguendo un copione che sembra troppo simile a quello della saga degli X-Men, con gli esseri umani contrapposti ai mutanti (e forse questo fatto potrebbe far storcere il naso), il tema centrale di questa seconda stagione è lo scontro tra le due specie, scaturito, appunto, dalla paura. L’organizzazione, e il suo portavoce per eccellenza, mirano a individuare tutti gli homo sensorium presenti sulla Terra e a eliminarli come minaccia, per ristabilire un ordine e un equilibrio; il fine ultimo dei sensate sarà, quindi, quello di rinunciare al loro status di segretezza e unire le proprie forze, anche se non tutti saranno disposti a farlo.
Come in quasi tutte le scorse puntate, anche in “Fear Never Fixed Anything” la sequenza finale, questa volta sulle note della stupenda “What’s up” perfettamente remixata, è in grado di trasportare lo spettatore in un turbine di empatia e pathos e riesce nel suo intento di smuovere le acque e creare hype per le puntate successive.
Nonostante, infatti, una trama a volte un po’ troppo contorta e complicata da seguire, con soluzioni un po’ troppo semplicistiche, Sense8 mantiene comunque alto il tiro e naviga verso il giro di boa della seconda stagione ponendo le basi per l’inizio della vera e propria guerra. Noi abbiamo già deciso da che parte stare.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La contrapposizione paura/coraggio
  • Il passaggio da fuggiaschi a predatori
  • La presa di coscienza di essere molto più forti di quanto si possa pensare
  • L’intera sequenza al concerto di Riley
  • Il focus su Kala e Nomi rappresenta la parte più debole e noiosa della serie
  • Una scopiazzatura un po’ troppo esplicita del conflitto umani/mutanti
“Fear Never Fixed Anything” presenta momenti in cui viene sottolineata sempre di più la veridicità del motto “l’unione fa la forza” e fa capire agli otto sensate come il fatto di essere legati a doppio filo tra di loro sia un vantaggio. Anche gli altri homo sensorium la penseranno allo stesso modo o preferiranno schierarsi con Whispers e la BPO per riuscire a sopravvivere?
Polyphony 2×03 ND milioni – ND rating
Fear Never Fixed Anything 2×04 ND milioni – ND rating

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