The Last Man On Earth 3×16 – The Big DayTEMPO DI LETTURA 7 min

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The Last Man On Earth, nel corso di queste tre stagioni, ha sempre cercato di stupire ed innovare.
Del resto, anche il suo concept è abbastanza fuori dall’ordinario. Questa caratteristica, intrinseca dello show, ha dunque dato vita ad una comedy unica, con una comicità particolare e una commistione perfetta con il genere drama, regalandoci vette altissime sia nel comico che nel drammatico. Questo episodio ha voluto continuare la tradizione di sorpresa e stupore, ma percorrendo una strada diversa. Lo spettatore, infatti, approcciandosi alla visione dei primissimi minuti di “The Big Day”, avrà certamente dovuto controllare più e più volte il numero dell’episodio per essere sicuro di non aver saltato una puntata.

“What are you all hyped up about? It’s no big deal. No, this is a very big deal. Do you know how long you’ve been promising me you’d paint my go-kart pink for breast cancer awareness? Thank you. “


Sin dalle prime scene, nulla sembrava avere senso, dalla felicità di Gail ed Erica per il grande giorno finalmente arrivato, al bacio tra le due. “Cosa è successo? Quale grande giorno? La scorsa puntata non erano ad un passo dal picchiarsi? Gail ed Erica stanno insieme?”. Tutte queste domande sono sicuramente passate nella mente di ogni spettatore. Gli autori, ovviamente, avevano previsto ed auspicato questa sensazione di straniamento, e l’hanno dunque resa parte integrante di alcune gag iniziali, come quella inserita nel virgolettato: il pubblico è ancora stupito per quanto visto nell’opening quando sente parlare Jasper e vede la reazione stupita di Tandy. In questo caso, si sarebbe potuta immaginare una puntata dedicata anche alle prime parole pronunciate del bambino. La questione, però, è totalmente diversa, come visto poco fa. Questa situazione apparentemente paradossale si spiega con uno dei principi fondamentali relativi a tutto ciò che facciamo, vediamo e sentiamo: la soggettività della percezione, dove ad eventi apparentemente insignificanti (macchina colorata) veniva data molta importanza e situazioni di grande rilevanza (Jasper che parla) venivano trattate quasi di sfuggita.
Un altro caso nel quale questa soggettività viene evidenziata (e in modo ancora più pertinente, perché nell’esempio precedente la sostanziale differenza era rappresentata dalla nostra mancanza di conoscenza) è quello relativo alla decisione di chi dovrà occuparsi del parto di Carol. Apparentemente, la situazione sembrerebbe quasi di poco conto: certo, può essere molto importante e dall’alto significato simbolico ma, se ci si riflette un attimo, appare abbastanza chiaro che Tandy si concentri soltanto su un aspetto marginale, cioè essere la persona che materialmente aiuterà Carol a dare alla luce il neonato (o la neonata), trascurando l’obiettivo principale e l’unica questione che importa davvero, cioè la buona riuscita del parto e la sicurezza di sua moglie e di suo figlio. Questa focalizzazione sbagliata, però, non deve affatto essere imputata ad un egoismo o ad una mancanza di tatto da parte di Tandy e, sorprendentemente, neanche al suo atteggiamento e al suo modo di pensare sempre un po’ più stralunati.
La ragione, ancora una volta, si ricollega con il ragionamento fatto fino ad ora: ciò che gli impedisce di ragionare lucidamente, in questo caso, è il disperato desiderio di rendere, almeno una volta, fieri i propri genitori. Tandy, per tutta la sua vita, si è sempre sentito inferiore, il fratello poco brillante, poco intelligente e poco attraente  (un po’ come si sentivano Chip e Dale Baskets nei confronti degli altri due gemelli). La sua visione del mondo, dunque, è sempre stata profondamente alterata da questa sua situazione di disagio, che lo ha portato, nel corso della vita, ad essere sempre succube e subalterno di personaggi maschili carismatici (l’altro Phil, suo fratello e anche Lewis), risultando ai loro occhi spesso patetico. Il suo sentimento di inferiorità lo ha portato anche a fare di tutto per impressionare le donne e farle innamorare di lui, con risultati spesso deludenti. Tandy si è sempre sentito un gradino più in basso rispetto agli altri; ciò lo ha reso estremamente competitivo, ogni minima sconfitta (che le altre persone probabilmente non considerano neanche tale) sembra l’ennesimo macigno che ribadisce questa sua condizione. Anche per questo motivo ha fatto di tutto (e sta facendo ancora di tutto) per entrare nelle grazie di Jasper. È lecito pensare, infatti, che nessuno abbia mai preso il personaggio di Will Forte come punto di riferimento o modello da imitare. In un mondo ormai quasi privo di esseri umani, Jasper sembra l’ultimissima possibilità per poter influenzare una persona ed essere considerato un role model.
Come accaduto praticamente sempre sin dal pilot, le sue intenzioni sono buone, ma questa lente interiore dalle proporzioni totalmente distorte lo porta a vivere ed agire in una costante iperbole, con il risultato di peggiorare sempre la situazione. È lodevole che cerchi di insegnare al bambino tutte le meraviglie del mondo pre-apocalisse, ma sarebbe molto meglio usare il metodo Erica (affettuoso ma non oppressivo) invece di fargli dire “Prego” svariate volte.
La costante esagerazione, l’ingigantimento insensato di situazioni non molto importanti rappresentano la base di gran parte delle storyline di The Last Man On Earth. Senza di essi, Tandy non avrebbe mai cercato di abbandonare Todd in mezzo al deserto, di conquistare Gail ed Erica quando era già insieme a Carol e di cercare sempre di essere il leader indesiderato e di fare battute nei momenti peggiori. Questa caratteristica lo rende odiato e amato allo stesso tempo perché, al di là del fastidio da lui spesso provocato, in molti casi non si può non simpatizzare con lui o, quanto meno, essere dispiaciuti per le sue disavventure e il modo in cui viene trattato (nella scorsa stagione un nostro collega diede addirittura “Kill them all” ad un episodio a causa della rabbia nei confronti degli altri personaggi). Se non si vedessero le cose con gli occhi di Tandy, dunque, The Last Man On Earth non esisterebbe, sarebbe una normale comedy con alcuni buoni spunti e un’ambientazione certamente caratteristica. 

Il grande scossone di questo salto temporale è certamente rappresentato dal matrimonio tra Todd  e Melissa, il che indica la completa guarigione della signora Rodriguez. Questa notizia ha sia aspetti positivi che (alcuni potenzialmente, altri realmente) negativi. Infatti, ora si potrà andare avanti con le altre storyline e si potrà cercare di reinserire Melissa nelle dinamiche del gruppo. Allo stesso tempo, però, è bene ricordare come, prima del suo problema, fosse più che altro ricordata per i suoi battibecchi con Tandy (e la relazione con Todd). Tornare a quella situazione, senza aggiungere nulla, sarebbe assolutamente controproducente e riproporrebbe schemi visti e rivisti. Inoltre, la decisione di saltare a piè pari la sua guarigione segna il definitivo fallimento di una storia che poteva potenzialmente essere molto interessante e aprire scenari molto simili a quelli di show apocalittici meno comedy, come le escursioni alla ricerca di medicine. 
In generale, questo improvviso Six months later può sembrare un espediente di comodo usato dagli autori quando si sono resi conto di essersi un po’ impantanati con alcune storyline, e forse lo è, ma ciò non lo rende certo meno efficace o meno giustificato. Anche la qualità delle battute sembra infatti aver giovato del cambiamento temporale: le comedy lines, infatti, erano più efficaci e molte situazioni si sono rivelate davvero ben riuscite, come la nuova verginità di Todd e il “You’re welcome” di Jasper, senza dimenticare la questione dell’ostetrica. 
Ora che Jasper parla e Todd e Melissa si amano, è giunto il momento di affrontare la questione delle due gravidanze. In altri show comedy sarebbe una formalità, ma The Last Man On Earth ci ha insegnato a non dare per scontato l’happy ending in questi casi. 
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • You’re welcome
  • Arriva il momento del parto
  • Melissa non più malata
  • La prima notte di nozze Tra Todd e Melissa
  • Tandy e la sua volontà di fare da ostetrico 
  • Melissa non più malata
  • Episodio comunque non eccezionale
A due episodi  dal termine della terza stagione, The Last Man On Earth decide di stravolgere la situazione e fare un balzo in avanti di sei mesi. Opportunismo o no, la qualità dello show ha ringraziato caldamente questa scelta, e così facciamo anche noi. 

Name 20 Picnics…Now 3×15 1.73 milioni – 0.8 rating
The Big Day 3×16 1.96 milioni – 0.8 rating

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